Roberto Trupiano, e fondatore di BHORN - Credits: Ph. Stefano Veragari
La nuova SEAT Ibiza, vettura che facendosi portatrice di uno spirito giovane interpreta perfettamente il mood e il claim del suo viaggio, #startmoving, come visto nel programma Let's Go Now. - Credits: Ph. Stefano Veragari
Roberto Trupiano ritratto all'interno dell'atelier BHORN - Credits: Ph. Stefano Veragari
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L’arte del tatuaggio, tra 3D e design

ICON DESIGN PER Seat

Da Trapani a Barcellona, passando per Londra e Dublino. Con una grande passione per l’arte, il design e i tatuaggi, Roberto Trupiano, 31 anni, è approdato per a prima volta nella metropoli catalana nel 2005. Si è trasferito per studiare design d’interni allo IED e in seguito frequentare un master di 3 mesi in design di eventi. Due anni dopo ha fondato BHORN, uno spazio multidisciplinare in bilico tra arte, design e tattoo che comprende uno studio dove Roberto lavora insieme ad un team di professionisti. Parallelamente organizza eventi artistici e attività che spaziando dal design ai tatuaggi, dalla musica alla moda. Roberto allaccia la cintura, mette in moto la nuova SEAT Ibiza e in compagnia dell’artista milanese Federico Clapis ci porta alla scoperta della città catalana, svelando i luoghi a cui è più legato. Siamo pronti per una nuova tappa di LET’S GO NOW

Dal design al tatuaggio. È stato un passaggio graduale?  

Sono arrivato a Barcellona per studiare design di interni. E di fatto questo è stato il punto di partenza per sviluppare la mia passione per il tatuaggio. Creatività e progettualità sono due aspetti che creano un punto di contatto tra le due discipline.

Come è nata la tua passione per il tatuaggio?

È una passione che ormai ho da tanti anni, ho iniziato a tatuarmi molto presto. Al giorno d’oggi il tatuaggio è stato sdoganato, l’idea che sia una cultura appartenente a biker o criminali è una cosa superata. È una vera e propria arte in movimento.

E il tatuaggio 3D invece?

Durante un workshop presso lo IED ho avuto l’occasione di raccontare l’universo del tatuaggio a un gruppo di studenti. Sono partito dal concetto che ogni soggetto è dotato di una forma in tre dimensioni e solo in un secondo momento diventa un disegno. Quindi ho invitato i partecipanti a sporcarsi le mani realizzando un progetto per comprendere l’essenza di questa disciplina.

Qual è la genesi del collettivo BHORN? Come è nato il progetto?

BHORN è il progetto dove confluiscono tutti i miei interessi. Dopo diverse esperienze lavorative, a un certo punto ho sentito la necessità di dare vita a qualcosa che sentissi mio. BHORN è un collettivo composto da tatuatori di diversa nazionalità, dove ogni settimana ospitiamo artisti guest provenienti da tutto il mondo. Seguo la parte di ricerca in prima persona, mi piace fare scouting e al tempo stesso confrontarmi con gli altri ragazzi dello studio e scoprire nuovi talenti del mondo del tatuaggio.  

Parliamo di ispirazione: da dove arriva?

Mi capita anche di viaggiare per convention, lo scambio è fondamentale, soprattutto in ambito culturale. Sono una specie di nerd del tatuaggio, passo molto tempo su Instagram a guardare i lavori degli altri tatuatori. Ma credo fermamente nella genuinità di un progetto, il copia incolla non premia mai. Non c’è nulla di più importante di potermi sedere davanti a un foglio bianco con una matita.

Quali sono i luoghi della città di Barcellona a cui sei più legato?

Sono davvero tanti e ognuno porta con sé una sua storia. Sicuramente il MACBA, Museo di Arte Contemporanea di Barcellona, The Bollocks e Nevermind, sono punti di incontro per skater catalani e non.


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Barcellona: un museo a cielo aperto