Credits: © Stefano Boeri Architetti
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Speciale Milano

Milano, Bosco Verticale

A tre anni dall’inaugurazione, avvenuta il 13 ottobre 2014, il Bosco Verticale progettato da Boeri Studio (Stefano Boeri, Gianandrea Barreca, Giovanni La Varra) - con la consulenza delle agronome Laura Gatti e Emanuela Borio e il contributo sul fronte dell’ingegneria strutturale di Arup Italy -, ha definitivamente oltrepassato la definizione di “nuovo landmark della città di Milano”. Del resto, già poche settimane dopo la sua ultimazione il complesso avevano ottenuto la prima consacrazione a livello globale, aggiudicandosi l’International Highrise Award e divenendo così “il grattacielo più bello del mondo”.

Il riconoscimento, promosso della città di Francoforte e da una serie di istituzioni tedesche, aveva premiato la capacità del Bosco Verticale di farsi portatore di “un’idea radicale e coraggiosa per le città di domani”, proponendosi come “un modello per lo sviluppo di aree ad alta densità di popolazione in altri paesi europei”. Con la costruzione delle due torri residenziali, rispettivamente alte 76 e 110 metri, nell’area Porta Nuova Isola, Milano è dunque divenuta capofila di un processo di portata internazionale, per effetto del quale anche altre città si doteranno di edifici analoghi nei prossimi anni: da Losanna a Utrecht; da Parigi a Nanchino fino a Liuzhou, in Cina, dove la municipalità locale ha commissionato allo studio Stefano Boeri Architetti la prima Città Foresta del mondo.

Come noto, la caratteristica saliente del Bosco Verticale milanese è compresenza tra il verde e la struttura architettonica: la quantità di alberi predisposta occuperebbe una superficie di 20.000 mq se venisse piantumata direttamente a terra. In particolare, secondo i dati ufficiali forniti da Stefano Boeri Architetti, sono 800 gli alberi ospitati – con altezze di 3, 6 o 9 metri –, mentre si attesta su quota 15.000 il numero delle piante predisposte; ampia anche la gamma di arbusti e specie floreali presenti, distribuiti secondo l’orientamento delle facciate. In questo modo, il Bosco Verticale “ogni anno produce 19 tonnellate di ossigeno”, contribuendo alle esigenze della città. Nel maggio 2015, il complesso ha ottenuto la certificazione di sostenibilità LEED Gold, promossa dal US Green Building Council, un’attestazione che ne riconosce le prestazioni sostenibili in ambiti quali il risparmio energetico e idrico, la riduzione delle emissioni di CO2, il miglioramento della qualità ecologica degli interni, i materiali e le risorse impiegati.

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