Fondazione Prada, nuova sede di Milano, progetto architettonico di OMA - Credits: Ph. Bas Princen, 2015 -Courtesy Fondazione Prada
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Speciale Milano

Milano, Fondazione Prada

Da due anni e mezzo il quadrante sud di Milano accoglie un soggetto che, fin dalle prime battute, si è conquistato un ruolo da protagonista nel panorama culturale della città.

Aperta al pubblico il 9 maggio 2015, la nuova sede della Fondazione Prada a Milano è il primo progetto ultimato in Italia dallo studio OMA – Office for Metropolitan Architecture, fondato dall’architetto olandese Rem Koolhaas nel 1975.

Come nell’operazione che, più di recente, ha portato alla rinascita del dismesso Fondaco dei Tedeschi a Venezia, anche a Largo Isacco OMA si è misurato con edifici preesistenti, ai quali sono stati in questo caso integrate tre nuove costruzioni. Ai volumi dell’originaria distilleria risalente ai primi del Novecento, si sono infatti aggiunte il Podium, votato alla funzione espositiva, il Cinema e la Torre. Complessivamente è così stata concepita «una collezione di spazi architettonici originale quanto la sua proposta artistica», come ha precisato il progettista, insignito del Pritzker Prize nel 2000.

Attiva da un ventennio in ambito culturale, la Fondazione Prada ha promosso la realizzazione di una propria sede permanente a Milano, come spiega sul suo sito, allo scopo di «offrire nuove opportunità di ampliare e approfondire i nostri modi di imparare». L’intervento di OMA ha recepito la mission dell’istituzione con spazi capaci di «espandere la portata dei saperi», nell’ottica di una «coesistenza delle discipline» e generando «risonanze e intersezioni culturali imprevedibili».

A definire con precisioni i contorni dell’intervento è stato lo stesso Rem Koolhaas, sottolineando come il progetto «non è un’opera di conservazione e nemmeno l’ideazione di una nuova architettura. Queste due dimensioni coesistono, pur rimanendo distinte, e si confrontano reciprocamente in un processo di continua interazione, quasi fossero frammenti destinati a non formare mai un’immagine unica e definita, in cui un elemento prevale sugli altri». Fondazione Prada dispone di una superficie complessiva pari a 19mila metri quadri, di cui 11mila con funzione espositiva; all’interno le «numerose variabili spaziali» non limitano il potenziale della programmazione culturale, ma si aprono alle inimmaginabili evoluzioni verso cui continuerà a tendere la produzione artistica.

Tra gli aspetti salienti dell’esperienza di attraversamento e conoscenza dello spazio rientrano i frequenti contrasti: vecchio e nuovo, orizzontale e verticale, ampio e stretto, bianco e nero, aperto e chiuso stabiliscono la varietà di opposizioni che descrive la natura della nuova Fondazione. Uno dei luoghi più amati – e fotografati – dell’intero complesso è il Bar Luce: ideato dal regista statunitense Wes Anderson, riconnette la Fondazione con le atmosfere milanesi di un tempo e con la sua identità, anche attraverso soluzioni come la riproduzione, seriale e in mini formato, della copertura in vetro della Galleria Vittorio Emanuele, inossidabile icona architettonica di Milano.

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