Grattacielo Pirelli, Milano - Credits: Ph. Francisco Anzola / Flickr
A sinistra, veduta del Centro Pirelli, immagine utilizzata per la copertina di Edilizia Moderna, n. 71, dicembre 1960. A destra, una delle fasi della costruzione del Centro Pirelli, ottobre 1957, foto Calcagni (Fondazione Pirelli) - Credits: Ph. Dino Sala / Fondazione Pirelli
Il getto della soletta del Centro meccanografico, aprile 1957 - Credits: Ph. Publifoto / Fondazione Pirelli
Alberto e Leopoldo Pirelli sul grattacielo Pirelli in costruzione, 1958 - Credits: Ph. Publifoto / Fondazione Pirelli
Operai addetti alla pulizia dei vetri del Centro Pirelli, anni Sessanta - Credits: Ph. Dino Sala / Fondazione Pirelli
Speciale Milano

Milano, Grattacielo Pirelli

Con i suoi 127 metri di sviluppo fuori terra, l’indiscusso capolavoro di Gio Ponti è stato a lungo uno dei grattacieli più alti d'Europa e ha contribuito ad affermare l’immagine di Milano come polo economico del Paese. Alla sua progettazione, e al conseguente processo costruttivo che si svolse tra 1956 e il 1960, presero parte alcune delle personalità di maggiore rilievo del contesto architettonico e ingegneristico dell’epoca, tra cui Pier Luigi Nervi e Arturo Danusso incaricati della progettazione strutturale.

Oggi sede del Consiglio regionale della Lombardia, il Pirellone nacque per volontà del gruppo industriale Pirelli e, in particolare, su impulso di Alberto e Piero Pirelli desiderosi di aprire una sede prestigiosa e moderna su viale Abruzzi. Un luogo non casuale, ma legato alla storia aziendale: la torre sorge infatti nell’area precedentemente occupata dalla Cascina Brusada, demolita nel 1955, proprio di fronte al primo insediamento della fabbrica di pneumatici.

All’età di sessantacinque anni e con molte opere di successo all’attivo, Gio Ponti si misurò quindi con il tema del grattacielo: ne fornì una versione destinata a fare storia, manifesto orgoglioso e tangibile del miracolo economico in corso in Italia, dopo le devastazioni e le sofferenze della seconda guerra mondiale. La forma essenziale e asciutta che contraddistingue il Grattacielo Pirelli, tanto all’esterno quanto negli spazi interni – in seguito all’inaugurazione, nell’aprile 1960, qui lavoravano circa 2000 persone, di cui 1200 dipendenti della Pirelli – rivela il proprio corrispettivo nella struttura portante, in calcestruzzo armato. Accompagnata da due corpi bassi e coronata da una terrazza panoramica, la torre presenta un impianto planimetrico peculiare: Ponti e il team di progettazione la concepirono infatti come il risultato dell’accostamento tra due poligoni speculari. A separarli posero un corridoio centrale, la cui distintiva rastremazione verso le estremità determina la superficie a "diamante” della galleria interna.

Dall’entrata in funzione ad oggi, sono state due le operazioni di ristrutturazione condotte nello stabile. Nel 1978, in seguito all’acquisto da parte di Regione Lombardia - attuale detentore della proprietà - le mutate esigenze determinarono poderosi lavori, tra cui la trasformazione del centro meccanografico in nuova sala consiliare, la ristrutturazione dell'ingresso di rappresentanza, il rinnovamento di uffici e servizi e l’adeguamento impiantistico, quest’ultimo a cura dell'architetto Bob Noorda.

Renato Sarno Group e Corvino Multari Architetti Associati, con la collaborazione degli ingegneri Antonio Migliacci e Maurizio Acito, dell'arch. Adriano Crotti e del Prof. Giorgio Torraca, hanno invece condotto a termine gli interventi che si sono resi necessari in seguito al drammatico incidente del 2002, quando un aereo da turismo si schiantò contro il 26° piano del palazzo, causando la morte di tre persone. Dopo l’episodio, si decise di lasciare vuoto quel livello, in memoria delle vittime – il pilota del velivolo e gli avvocati Annamaria Rapetti e Alessandra Santonocito, entrambi dipendenti regionali -; nella stessa occasione, venne profondamente rinnovato l’auditorium sotterraneo, inutilizzato da oltre venti anni. In grado di accogliere eventi pubblici e privati, è stato potenziato con dotazioni tecnologiche e logistiche in linea con i tempi e intitolato a Giorgio Gaber.

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