Milano Design Week

Maarten Baas e il design dell’ironia

Secondo Maarten Baas, è l'attenzione la vera moneta di scambio dei nostri tempi. Una conseguenza dello strapotere dei social network, che sta profondamente influenzando il nostro sistema di valori ma non solo. Perché secondo il designer olandese – classe 1979, considerato tra i più influenti della scena internazionale contemporanea per l'approccio ironico e dissacrante con cui unisce design, arte e performance - è anche il design a subire gli effetti dell'uso esagerato dei vari Instagram, Facebook e Pinterest. E non a caso, l'installazione che ha presentato durante la Milano Design Week, vincitrice del Milano Design Award 2017 come Best Concept, ha un nome che non lascia spazio a dubbi: May I have your attention please?. Un insieme di megafoni in ottone che emettono una cacofonia di voci sussurrate e che circondano in modo scenico, quasi teatrale, la sedia 101 chair, nata dalla collaborazione con l'azienda olandese Lensvelt.

«Quando mi guardo attorno, mi rendo conto che viviamo in un mondo in cui l'attenzione sta diventando una valuta globale, una forma di potere. E questo lo vediamo ogni giorno sui social network: ne chiediamo tanta, e siamo disposti a darne solo a determinate condizioni. Non dico che sia una cosa necessariamente cattiva, è un fatto oggettivo».

Ad accompagnare l'installazione, allestita all'interno della Stazione Centrale, presso i Magazzini Raccordati, è la celebre sedia CLAY e un nuovo libro con le fotografie di Erwin Olaf e Anton Corbijn. Una presentazione irriverente, a cui Maarten Baas non è certo nuovo. Era il 2014 quando in occasione del Salone del Mobile presentò Baas in town, uno show surreale che ricreava l'atmosfera del circo attraverso opere belle da fotografare ma per nulla funzionali. Con questa installazione, Baas denunciava la superficialità della fiera milanese e del suo "popolo", troppo concentrato a valutare le opere in base alla loro fotogenia.

«Penso che il Salone del Mobile sia diventato negli anni un vero e proprio circo, ma non lo trovo del tutto negativo: dà la possibilità a molti designer emergenti di farsi conoscere e fa circolare molte idee, ma si sta focalizzando sempre più sull'entertainment, c'è troppa attenzione all'estetica. Ho sempre deciso molto spontaneamente se partecipare o meno in base a quello che avevo da presentare. A volte semplicemente non avevo nulla!».

Un odio e amore quello per la Milano Design Week, che invece ha deciso di premiarlo, confermando un'annata molto positiva. È proprio di quest'anno infatti la sua prima grande retrospettiva, organizzata dal Groninger Museum: Hide & Seek, visibile fino al 24 settembre. Un percorso attraverso le opere più rappresentative – dai celebri orologi che combinano design e performance fino al progetto The Tree Trunk Chair, passando per gli arredi ispirati al carapace degli animali e per Close Parity, serie di armadi realizzati a partire da alcuni schizzi quasi infantili - che come suggerisce il nome ne mette in luce il lato ludico e sperimentatore. Perché a rendere unico il design di Maarten Baas è proprio il gioco e il mix di discipline: «Adoro sperimentare con più forme d'arte: con il teatro, la poesia e la visual art. Metterle insieme mi permette di raccontare storie, di creare atmosfere e mondi paralleli. In fin dei conti, tutto quello che faccio è giocare!».

E chissà quali altre storie si inventerà l'anno prossimo, sempre ammesso che decida di farsi vedere alla Milano Design Week.

L'Installazione "May I have your attentionplease?"
La 101 Chair realizzata in collaborazione con Lensvelt
Hide and Seek - Maarten Baas - Groninger Museum - Clay
Hide and Seek - Maarten Baas - Baas is in Town
Clay, la collezione disegnata da Maarten Baas, oggi compie 10 anni
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