Carlo Mollino - Senza titolo, 1956-62 - Credits: CAMERA - Centro Italiano per la Fotografia
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Gli scatti di Carlo Mollino in mostra a Torino

La stagione espositiva 2018 di CAMERA - Centro Italiano per la Fotografia si apre con una mostra dedicata a uno dei protagonisti del design, dell'architettura e della fotografia del Novecento: Carlo Mollino.

Si intitola L’occhio magico di Carlo Mollino e attraversa l’intera produzione fotografica del progettista torinese, in un percorso di oltre 500 immagini tratte dall’archivio del Politecnico di Torino. Curata da Francesco Zanot, l’esposizione si configura come un secondo capitolo della mostra Carlo Mollino. In viaggio, tenutasi sempre da CAMERA nel 2016.

Sulle orme del padre Eugenio, ingegnere e appassionato fotografo, Carlo Mollino si è avvicinato al mondo della fotografia in tenera età. Nel corso della sua carriera ha realizzato un considerevole numero di serie fotografiche e nel 1949 ha prodotto Il messaggio dalla camera oscura, un saggio divulgativo che ha contribuito alla diffusione della cultura fotografica in Italia e la sua accettazione tra le arti maggiori. Per Mollino la fotografia ha rappresentato un mezzo espressivo ma anche uno strumento di documentazione e archiviazione del proprio lavoro e del proprio quotidiano.

La mostra si articola in quattro sezioni tematiche, ognuna intitolata con una citazione tratta dagli scritti dello stesso autore. La prima, Mille Case, racchiude le immagini relative al tema dell’abitare: immagini di edifici, still-life di oggetti domestici, ritratti ambientati e una serie di istantanee riprese durante i viaggi come annotazioni visive di architetture più o meno note, dalle case in legno e paglia della campagna rumena al Guggenheim Museum di Frank Lloyd Wright a New York, dai mulini olandesi alla Chandigarh di Le Corbusier.

La seconda sezione, dal titolo Fantasie di un quotidiano impossibile, si concentra sull’atmosfera e le ispirazioni surrealiste che pervadono una parte della produzione di Mollino. Raccoglie immagini molto diverse tra loro: vetrine che ricordano quelle riprese a Parigi da Eugène Atget ma anche specchi che nascondono e moltiplicano ogni cosa, fotografie di altre fotografie e fotomontaggi di progetti architettonici.

Mistica dell’acrobazia è il titolo della terza sezione dedicata a un altro interesse molto speciale di Carlo Mollino, quello per la velocità, il movimento e la dinamica. Qui sono riunite immagini dedicate al tema del volo, dell’automobilismo e dello sci. Il percorso si chiude con L’amante del duca, la sezione più ampia con oltre 180 fotografie dedicate al tema del corpo e della posa. Qui sono messi a confronto due soggetti fondamentali del corpus fotografico molliniano: i ritratti femminili e gli sciatori.

La mostra è completata da documenti, tra cui lettere, manoscritti, dattiloscritti originali e una serie di cartoline collezionate da Carlo Mollino in ogni angolo del mondo.

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