Kraftwerk. Photo Peter Boettcher
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Contemporary Art Torino 2017: guida agli appuntamenti da non perdere

Torino si conferma teatro dell’incontro con i nuovi linguaggi della creazione contemporanea durante la prima settimana di novembre.

A partire dal polo indiscusso Lingotto Fiere che ospita, oltre alla longeva Artissima – Internazionale d’Arte Contemporanea, anche Club to Club – International Festival of Avant-garde and Pop, e Operæ, fiera del design indipendente, gli appuntamenti col contemporaneo si moltiplicano in tutta la città.

Dagli spazi più tradizionali, come musei e gallerie, a quelli più audaci e inaspettati come la Fortezza Sotterranea del Pastiss, il calendario che trasforma il capoluogo piemontese nel quartier generale del contemporaneo è davvero denso. Questa la selezione degli imperdibili.

Artissima

Artissima

Quest’anno diretta da Ilaria Bonacossa, in precedenza alla direzione del Museo di Villa Croce a Genova, Artissima è la principale fiera d’arte contemporanea in Italia, e si svolgerà dal 3 al 5 novembre all’Oval, padiglione di vetro costruito per i Giochi Olimpici Invernali nel complesso di archeologia industriale del Lingotto di Torino. Oltre alle numerose sezioni che presentano le quasi duecento partecipazioni di gallerie internazionali, quest’anno la fiera rende omaggio al cinquantesimo anniversario della nascita dell’Arte Povera con due progetti: il Deposito d’arte italiana presente, curato dalla direttrice assieme a Vittoria Martini, che ripropone la storica esplorazione di Gian Enzo Sperone ospitando in quest’occasione opere italiane prodotte ed esposte a Torino dagli anni Novanta in poi; e Piper. Learning at the discotheque, ricostruzione della storica discoteca di Piero Derossi operativa dal 1966 al 1969 che ospiterà i talk di Artissima a cura di Paola Nicoli.

  • Dove: Oval, Lingotto Fiere Torino
  • Quando: dal 3 al 5 novembre 2017

Gilberto Zorio

Anche il Castello di Rivoli celebra l’Arte Povera dedicando a uno dei suoi protagonisti e pioniere della storia dell’arte contemporanea una grande retrospettiva, la prima in un museo pubblico a Torino: Gilberto Zorio. A cura di Marcella Beccaria e in dialogo diretto con l’artista, la mostra ripresenta alcune tra le più importanti installazioni storiche assieme a nuove opere concepite per l’occasione. Gilberto Zorio sin dagli esordi ha operato in direzione di una processualità rendendo mutevole ogni sua creazione e rinnovando il linguaggio tradizionale della scultura: grazie all’attivazione di reazioni chimiche o fisiche sui materiali l’opera d’arte diventa un vero e proprio ciclo vitale, non del tutto prevedibile nel suo risultato finale. In questo senso, l’artista incarna la poetica dell’Arte Povera, sviluppatasi alla metà degli anni Settanta, come reazione radicale e rivoluzionaria nell’uso dei materiali per la creazione di esperienze e situazioni autentiche e intense per chi osserva, oltre che per l’arista.

  • Dove: Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea
  • Quando: dal 2 novembre 2017 al 18 febbraio 2018

Come una Falena alla Fiamma

Inaugurate a fine settembre nella loro nuova veste di Officine della cultura contemporanea, dell’innovazione e dell’accelerazione d’impresa a vocazione internazionale, le OGR – Officine Grandi Riparazioni sono un maestoso complesso industriale di fine Ottocento nel cuore di Torino. Grazie all’investimento della Fondazione CRT, lo spazio di più di 20 mila metri quadrati e 16 di altezza, ospita oggi eventi di diversa natura: musica, arti visive e performative. Il 3 novembre inaugura un grande progetto espositivo realizzato in collaborazione con la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo firmato da tre curatori di fama internazionale: Tom Eccles, Mark Rappolt e Liam Gillick. Come una falena alla fiamma è il titolo della mostra che si propone di dare un nuovo volto alla città di Torino a partire dalle collezioni di oggetti della città e dei suoi residenti, in collaborazione con le maggiori istituzioni museali pubbliche cittadine quali Museo Egizio, Palazzo Madama, MAO, GAM, Castello di Rivoli. Sono più di 70 le opere d’arte contemporanea esposte assieme a centinaia di artefatti provenienti dalle varie collezioni a riflettere sull’importanza della passioni private e delle ossessioni individuali, e soprattutto sul modo in cui queste sedimentino nella società e si impongano nella vita culturale, spesso silenziosamente. Il titolo è tratto da un lavoro dell’artista britannico Certih Wyn Evans, un testo circolare al neon allestito all’ingresso delle OGR, a sua volta ispirato dall’ultimo film di Guy Debord, proiettato alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo.

  • Dove: OGR – Officine Grandi Riparazioni e Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino
  • Quando: dal 3 novembre 2017 al 14 gennaio 2018

 

Prima che le Piante Avessero un Nome. Uriel Orlow

PAV Parco Arte Vivente presenta una mostra personale di Uriel Orlow, artista svizzero con base a Londra, a cura di Marco Scotini. Centro sperimentale d’arte contemporanea concepito dall’artista Piero Gilardi e diretto da Enrico Bonanate, il PAV si propone d’indagare l’Arte del vivente sotto diverse forme, dalla Bioarte all’Arte Transgenica ed Ecologica. In questo caso, il progetto espositivo di Uriel Orlow, Prima che le Piante Avessero un Nome, si colloca nella linea di ricerca dedicata ai meccanismi di oppressione occidentale e alle strategie di resistenza indigene nel contesto coloniale. Un’installazione sonora, il cui titolo è anche quello della mostra, raccoglie un glossario orale in diverse lingue africane che elencano la vegetazione autoctona: un modo per riscattare i meccanismi di aderenza alla nomenclatura dei colonialisti che volevano assimilare la flora locale al sistema di Linneo. Nell’insieme, il progetto espositivo presenta una serie di lavori basati sulla ricerca dell’artista in Europa e in Sud Africa, attraverso film, fotografie, installazioni e progetti sonori che mettono al centro l’idea della botanica come possibile cartina tornasole di articolate dinamiche politiche.

  • Dove: PAV, Parco Arte Vivente
  • Quando: dal 4 novembre 2017 al 18 marzo 2018

Clémence de La Tour du Pin

Forte Pastiss Torino

Treti Galaxie è un progetto artistico fondato da Matteo Mottin, Ramona Ponzini e Sandro Mori, che si propone di lavorare con gli artisti in maniera non convenzionale, “aiutandoli a produrre e sviluppare mostre nella maniera più completa”. Dopo l’incursione nella Mole Antonelliana durante la scorsa edizione di Artissima, Treti Galaxie torna con la prima personale italiana dell’artista francese Clémence de la Tour du Pin, realizzato in collaborazione con il Museo Pietro Micca e l’Associazione Amici del Museo Pietro Micca. La vera particolarità di tutto ciò è che la mostra è allestita a 13 metri di profondità, nelle gallerie e negli ambienti della Fortezza Sotterranea del Pastiss, costruita nel Sedicesimo secolo dal Duca Emanuele Filiberto di Savoia, per la prima volta aperta al pubblico. Giovane artista di Roanne con all’attivo già collaborazioni internazionali, La Tour du Pin ha lavorato a un progetto site-specific che paragona la rete labirintica dei tunnel della Fortezza alla parte inconscia della città di Torino, con i suoi fantasmi, le sue paure e i suoi desideri. L’installazione, che evoca la struttura di un’architettura intrauterina, comprende elementi immaginari e sistemi interattivi che coinvolgono il visitatore immergendolo in un percorso sensoriale sempre nuovo e mai lineare, come i sistemi filtranti che estraggono e catturano campioni di ombre e impurità preservati dall’atmosfera del luogo.

  • Dove: Pastiss Underground Fortress, Torino
  • Quando: dal 26 ottobre al 29 novembre 2017

Operae, la fiera del design indipendente è sempre in crescita e trova nuova sede all’interno del Lingotto Fiere. Quest’anno curata da Alice Stori Liechtenstein, fondatrice dello Schloss Hollenegg for Design, il titolo dell’ottava edizione è WHY DESIGN, evocazione dell’esplorazione di un terreno fecondo per le contaminazioni e di un approccio ibrido al design come motore e lettura del presente. L’intenzione della curatrice è, infatti, quello di mostrare come il design stia sempre più contaminando altri campi della creazione contemporanea e del sapere, dall’ecologia all’alimentazione, dal tessile alla sostenibilità ambientale. I designer selezionati a esporre esprimono tutti questa tendenza a un’estetica in continua evoluzione e priva di gerarchie, nella definizione di un contemporaneo che va sempre più alla ricerca dell’imperfezione e della sperimentazione casuale. Oltre alla sezione più fieristica che propone l’esposizione di designer e gallerie, Operae da anni sviluppa il progetto speciale PHM | Piemonte Handmade, uno dei più rappresentativi all’interno del programma. L’idea è di mettere in relazione i diversi agenti della creazione grazie all’intuizione della curatrice nell’abbinare in maniera mai scontata gallerie, designer e artigiani. Da qui la realizzazione di edizioni limitate, come quella di Andrea Branzi per la Galleria Luisa delle Piane, che lavorerà sui coltelli Silvano Collini, o di Elena Salmistrato, per la Camp Design Gallery, sulle pelli Trakatan. In occasione della fiera Animal Spirits, art-based brand che produce e diffonde tools, servizi ed esperienze,  presenta in anteprima la sua nuova linea di design, Aphordisia, non solo oggetti ma anche processi, dedicati al potenziamento del corpo dell’individuo. 

  • Dove: Oval, Lingotto Fiere Torino
  • Quando: dal 3 al 5 novembre 2017

Club to Club

Kraftwerk. Photo Peter Boettcher

Club to Club è il più importante festival in Italia dedicato alla musica elettronica e avant-pop, che nel corso degli anni si è guadagnato il riconoscimento di una tra le migliori manifestazioni al mondo grazie a un’offerta unica. Forte dei numeri della scorsa edizione, circa 45 mila presenze in cinque giorni, anche quest’anno dal 1 al 7 novembre Torino è la capitale europea della musica d’avanguardia con una line-up che coinvolge tutta la città, dal quartier generale del Lingotto Fiere alle già citate OGR, Reggia di Venaria e San Salvario, che ospita il block party della domenica, a ingresso gratuito. I fuoriclasse nel programma, che coinvolge oltre 30 artisti provenienti da tutto il mondo, sono i tedeschi Kraftwerk, artisti di fama internazionale e fonte di ispirazione per generazioni di musicisti, presenti con una serie di concerti ed esperimenti visivi ed effetti 3D alle OGR. Tra i live più attesi quello dell’artista di origini cilene Nicolas Jaar, del venezuelano Arca e Richie Hawtin. Ancora più atteso il concerto di Liberato, il rapper dall’identità sconosciuta che propone un mix di dialetto napoletano ed elettronica accompagnato da uno spettacolo audiovisivo. The Italian New Wave riunisce gli italiani più innovativi come Lorenzo Senni, Ninos Du Brasil e Not Waving.

  • Dove: Oval, Lingotto Fiere e altre sedi a Torino
  • Quando: dal 1 al 7 novembre 2017

NESXT Independent Art Festival

"Qualcosa che sta per qualcuno al posto di qualcos'altro", Marco Schiavone, Spazio Buonasera

Ideato e prodotto dall’Associazione ARTESERA e realizzato grazie al sostengo della Fondazione per l’Arte Contemporanea CRT, NESXT è un festival diffuso sul territorio che porta all’attenzione il tessuto creativo e produttivo della sperimentazione artistica a Torino e non solo. Il programma include performance, live e talks con artisti internazionali ospiti in città che contribuiscono ad animare il circuito per due settimane, dal 26 ottobre al 5 novembre, secondo un concetto di opera aperta a sperimentazioni e contaminazioni. Oltre agli spazi indipendenti basati a Torino il comitato scientifico composto da Lorenzo Balbi, Pietro Gaglianò, Andrea Lacarpia, Roberta Pagani, Serena Carbone, Elena Motisi e Marco Scotini, e diretto da Olga Gambari, ha selezionato partecipanti da tutta Italia. Tra questi Smartrams – Club to Club da Spazio Buonasera, Gelateria Sogni di Ghiaccio a Officina 500, Localdedue in via Santa Chiara 10, The Open Box al Park-Carlina, TILE project space a Clog e tanti altri. Il materiale raccolto durante l’incontro che si terrà il 5 novembre, in collaborazione con Artissima, sul tema “Indipendenti da chi e da che cosa?” confluirà poi nel journal Garibaldi in collaborazione con The Independent della Fondazione MAXXI di Roma, che propone anche un premio per il gruppo indipendente del festival da presentare al Museo nella primavera 2018.

  • Dove: Diversi spazi a Torino
  • Quando: dal 26 ottobre al 5 novembre 2017

Dama

Credits: Dama

Palazzo Saluzzo Peasana ospita la seconda edizione della non-fiera Dama, ideata dal gallerista Giorgio Galotti, dal 2 al 5 novembre. Nato come progetto collaborativo e indipendente rivolto a un gruppo di gallerie internazionali emergenti invitate a presentare un progetto in dialogo con lo spazio espositivo in un allestimento curato da Domenico de Chirico, quest’anno l’iniziativa si avvale della curatela di João Laia per il Live Program e presenta la nuova sezione GUEST in collaborazione col Museo Ettore Fico. Il vincitore di quest’anno è lo spazio Lily Robert di Parigi che presenta Jonas Wijtenburg. Da questa edizione, una nuova sala è dedicata anche alla proposta di due spazi non-profit internazionali contraddistinti per il loro programma di ricerca: Meyohas New York e Pina Vienna. Dodici le gallerie internazionali che animano il programma di questa nuova concezione di fiera indipendente che coinvolge tutti i protagonisti dell’arte contemporanea con un programma articolato e innovativo.

  • Dove: Palazzo Saluzzo Peasana, Torino
  • Quando: dal 2 al 5 novembre 2017

Stefania Batoeva: Total Devotion

Stefania Batoeva: Total Devotion​, Veduta dell'installazione, Almanacc Inn, Torino, 2017

Dal 27 ottobre al 9 dicembre lo spazio indipendente Almanac, con base a Londra e Torino, presenta la prima mostra personale in Italia dell’artista bulgara Stefania Batoeva, dal titolo Total Devotion. I dipinti, realizzati dall’artista appositamente per la mostra, continuano il corpus di lavori nei quali i soggetti perdono la loro consistenza simbolica e figurativa per collassare nello spazio. Le forme implodono e non definiscono un momento di solidità, i corpi fluttuano come molecole e frammenti stratificati sono alla ricerca di un equilibrio. La linearità della narrazione visiva è interrotta dalla circolarità dei movimenti, le barriere si perdono e si dissolvono in stratificazioni e proiezioni. Lo spazio è quindi delimitato solo da superfici instabili e figure che sembrano quasi paesaggi. Almanac Inn, il programma torinese dello spazio che organizza residenze e mostre, si propone di facilitare lo scambio tra le nuove generazioni di artisti internazionali, il pubblico locale, i curatori, i collezionisti e le istituzioni.

  • Dove: Almanac Inn, Torino
  • Quando: dal 27 ottobre al 9 dicembre 2017
Products
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Storytelling
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