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L’aprile del design e dell’architettura

Valentina Lonati

Ormai ci siamo: tra pochi giorni, dal 17 al 22 aprile, partirà la Design Week. Un evento che corrisponde all'inizio della primavera milanese, in tutti i sensi: per una settimana, in ogni angolo della città germoglieranno mostre, installazioni, laboratori e incontri di ogni tipo. Un labirinto di eventi che può disorientare: per questo abbiamo creato la sezione Milano Design Week in cui trovare tutti gli appuntamenti del Fuorisalone quartiere per quartiere.

Tra tutti gli appuntamenti della Design Week però, ce n'è uno che ci sta particolarmente a cuore: gli Icon Design Talks, una serie di incontri e conferenze con i protagonisti internazionali del progetto ma non solo. Un'occasione per riflettere sulle nuove frontiere della progettazione per scoprire i volti, i pensieri e le visioni di coloro che trasformeranno i profili del futuro.

Ma aprile non sarà solo sinonimo di Salone e Fuorisalone: in tutta Italia infatti, saranno tantissime le mostre di design e architettura che meriteranno una visita. Alla Fondazione Agnelli di Torino, ad esempio, si racconterà la carriera del celebre architetto americano Frank Lloyd Wright mettendone in luce le connessioni con l'Italia, al MAXXI di Roma verranno invece svelate le fantasie più visionarie di 21 archistar internazionali attraverso i loro disegni, mentre al complesso museale Santa Maria della Scala di Siena si scoprirà l'opera di Josef e Anni Albers attraverso un percorso espositivo decisamente speciale.

E poi, si guarderà al design anche attraverso prospettive diverse, come nel caso della mostra personale Riparo dell'artista romana Guendalina Salini allestita presso la Fondazione Pastificio Cerere di Roma. Qui il tappeto viene inteso come simbolo della tessitura sociale, della comunità che include persone provenienti da culture e aree geografiche lontane. Un riparo fatto di trame tessili che si incontrano e che si intrecciano, dando forma al concetto di casa.

Ecco la nostra consueta selezione delle mostre da non perdere del mese.

Fondazione Feltrinelli - Credits: Courtesy of Microsoft Italia

Fare il punto sulla progettazione contemporanea: è questo l'obiettivo degli Icon Design Talks, ciclo di incontri e conferenze giunto alla seconda edizione. Nell'ambito dell'Innovation Design District, dal 17 al 22 aprile, in vari luoghi della città - Microsoft HousePalazzo del Cinema Anteo e i Volvo Studio - si incontreranno alcuni dei protagonisti internazionali del design e dell'architettura. Qualche nome? L'architetto di orgini ghanesi Sir David Adjaye, considerato dal Time Magazine il progettista più influente del mondo, Patricia Urquiola, il designer tedesco Konstantin Grcic, l'israeliano Ron Gilad e il curatore Hans Ulrich Obrist. Sul fronte italiano invece ci saranno Stefano Boeri, Giulio Cappellini, Guido Canali, Mario Cucinella, Studio Formafantasma. Ma saranno tanti i professionisti a prendere parte ai dibattiti.

  • Dove: Palazzo del Cinema Anteo fino alla Fondazione Feltrinelli e i Volvo Studio, dal 17 al 22 aprile

Siena. Josef and Anni Albers. Voyage inside a blind experience.

 

Anni Albers, Fox I, 1972 - Credits: The Josef and Anni Albers Foundation
John T. Hill Untitled (Anni and Josef looking at photographs) - Credits: The Josef and Anni Albers Foundation
Museo d’arte contemporanea di Zagabria - Credits: Foto di Damir Fabijanić

Che forma ha il design per gli ipovedenti? Se l'è chiesto il centro di produzione artistica Santa Maria della Scala di Siena, che insieme al alcune realtà internazionali (la galleria The Glucksman di Cork, lo University College Cork, il Museo di arte contemporanea di Zagabria, l'Istituto dei ciechi di Milano, Atlante Servizi culturali e la Josef and Anni Albers Foundation) inaugura una mostra che racconta la carriera di Josef e Anni Albers attraverso un percorso fruibile anche agli ipovedenti, grazie a speciali tecnologie in grado di offrire a tutti i visitatori (anche ai normovedenti) suggestioni tattili e uditive coinvolgenti. Un progetto pionieristico, che segue l'avventura artistica di Josef e Anni Albers analizzandone la ricerca artistica attraverso un percorso multisensoriale. Grazie alla Josef and Anni Albers Foundation, sarà possibile toccare per la prima volta in assoluto cinque opere originali, ma non solo: la mostra offre la possibilità di toccare dodici riproduzioni in resina delle opere in mostra, oltre alle stoffe e i materiali utilizzati dalla coppia grazie a un Corridoio Sensoriale completamente al buio. E ancora: sarà ricreata una sperimentazione di Josef Albers e nella sezione musicale le copertine disegnate da Albers per la Command Records verranno messe in relazione con le musiche contenute nei relativi vinili. Un'esperienza da provare per tutti.

  • Dove: Siena, Santa Maria della Scala, dal 6 aprile al 4 luglio 2018

Milano. Gianfranco Pardi. Autoarchitettura

Gianfranco Pardi Sistema, 1976 - Credits: collezione privata, Courtesy Fondazione Marconi © Archivio Gianfranco Pardi, Milano
Gianfranco Pardi Architettura, 1974 - Credits: collezione privata, Courtesy Fondazione Marconi © Archivio Gianfranco Pardi, Milano
Gianfranco Pardi Architettura, 1975 - Credits: Courtesy Cortesi Gallery, London, Milan, Lugano © Archivio Gianfranco Pardi, Milano

Per lui, l'architettura rappresenta uno strumento attraverso il quale riflettere sulle potenzialità plastiche della forma. Gianfranco Pardi unisce progettazione e arte contemporanea in opere che analizzano lo spazio attraverso la fusione di pittura, scultura e disegno. «Come su uno schermo vuoto la figura cancella lo spazio, si fa spazio. A gomitate lo occupa», ha detto. Nato nel 1933 a Milano, iniziò la sua carriera artistica rileggendo le avanguardie pittoriche come l’Astrattismo, il Suprematismo e il Costruttivismo per poi approdare negli anni '70 alla realizzazione delle sue celebri Architetture, opere che costruivano spazi immateriali attraverso segni e cromie geometrie. Oggi, per festeggiare i suoi 85 anni, la Fondazione Marconi ha organizzato insieme a Studio Marconi '65 e in contemporanea con la sede milanese di Cortesi Gallery una mostra antologica - curata da Bruno Corà - dedicata a sua visione dell'arte: Autoarchitettura. L'esposizione ripercorre l'opera di Pardi dagli anni '60 fino a oggi, offrendo una riflessione sulla sua indagine artistica e sul suo rapporto con il territorio milanese, disseminato delle sue sculture (una fra tutte: Danza, in piazza Amendola).

  • Dove: Milano, Fondazione Marconi, fino al 23 maggio

Milano. Bernhard Schobinger

Bernhard Schobinger Blauschimmelpilz (Muffa blu), 2016 Cristallo di rocca, ​azzurrite - Credits: Ph. Giulia Piermartiri – Studio Vedèt
Bernhard Schobinger Steinpilz (Porcino), 2016 - Credits: Ph. Giulia Piermartiri – Studio Vedèt
Bernhard Schobinger Frauentäubling (Russula), 2016 Agata - Credits: Ph. Giulia Piermartiri – Studio Vedèt

Sono gioielli, ma sarebbe meglio definirli opere d'arte. Perché l'artista svizzero Bernhard Schobinger è uno dei maggiori esponenti del gioiello d'arte contemporaneo e i suoi monili sono sculture che sembrano emergere dalle viscere della terra, evocando la maestosità e la preziosità della natura. E proprio alla natura, e ai suoi elementi, sono dedicate le sue opere più curiose, intitolate "Porcino" oppure "Muffa Blu". Piccole sculture da indossare che racchiudono la ricerca artistica di Schobinger. Mischiando materiali nobili a meno nobili - come colli di bottiglia e metalli di recupero - l'artista spoglia il gioiello del suo valore materiale, caricandolo però di nuovi significati. A Milano, un'occasione imperdibile per vedere i suoi monili: un'esposizione di circa quaranta pezzi allestita nello studio del celebre artista Turi Simeti, che verrà eccezionalmente aperto per la mostra. L'esposizione anticipa un nuovo progetto di Martina Simeti, rivolto alle forme artistiche considerate periferiche come il gioiello, che si concretizzerà dalla fine del 2018 con l’apertura di uno spazio espositivo a Milano, in via Tortona, ricavato da un ex laboratorio di argenteria.

  • Dove: Studio Turi Simeti, dal 12 al 21 aprile (visite su appuntamento)

Roma. Disegno Ergo Progetto. Idee e forme intorno all'architettura.

MAXXI - Disegno Ergo Progetto - Luigi Pellegrin

Che cosa rappresenta il disegno per gli architetti? Ma soprattutto: che cosa disegnano gli architetti? A rispondere è il MAXXI di Roma, che con la mostra Disegno Ergo Progetto presenta le riflessioni grafiche e le visioni poetiche di 21 architetti tra cui Carlo Scarpa, Alvaro Siza, Yona Friedman, Luigi Pellegrin e Aldo Rossi. Un'esposizione che rivela un volto poco conosciuto di alcuni grandi architetti, rivelandone i sogni e le fantasie, oltre all'approccio artistico alla progettazione. La mostra - nata con l'obiettivo di valorizzare le potenzialità della collezione del MAXXI Architettura - si apre con l'installazione sonora Voce di Architetto_parole di architettura, che restituisce i pensieri, le idee e le riflessioni di alcuni dei più grandi architetti degli ultimi cinquant'anni. Architetti sì, ma soprattutto grandi visionari, capaci di lasciar correre la fantasia e di creare mondi impossibili.

  • Dove: Roma, MAXXI, fino al 6 maggio
Frank Lloyd Wright at Taliesin West - Credits: The Frank Lloyd Wright Foundation Archives (The Museum of Modern Art | Avery Architectural & Fine Arts Library, Columbia University, New York)
Solomon R. Guggenheim Museum - Credits: The Frank Lloyd Wright Foundation Archives (The Museum of Modern Art | Avery Architectural & Fine Arts Library, Columbia University, New York)
Mr. & Mrs. Edgar J. Kaufmann house - Credits: The Frank Lloyd Wright Foundation Archives Photo Credit: HB-04414-5D3, Chicago History Museum, Hedrich-Blessing Collection

Dell'Italia amava i palazzi, i dipinti e le sculture, che sembravano "nascere come fiori al lato della strada e cantare la loro esistenza". Che Frank Lloyd Wright sia una delle icone dell'architettura del XX secolo è cosa assai nota. Meno noto invece, è il suo rapporto con l'Italia: nel 1910 abitò per sei mesi a Fiesole, in provincia di Firenze, dove scrisse il saggio The Sovereignity of The Individual in the Cause of Architecture, eleborando alcuni dei temi diventati centrali nella sua opera. Durante il periodo fascista e nel Dopoguerra, la sua architettura organica rappresentò in Italia quegli ideali di libertà e democrazia condivisi da architetti come Edoardo Persico, direttore antifascista di Casabella, e da Bruno Zevi, che fondò nel 1945 l'Associazione per l'Architettura Organica. Proprio al pensiero di Wright in merito all'architettura organica è dedicata la mostra Frank Lloyd Wright tra America e Italia curata da Jennifer Gray e allestita presso la Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli di Torino. Un percorso alla scoperta del lavoro e dell'approccio visionario di Wright attraverso fotografie, oggetti cataloghi, litografie e disegni originali delle sue opere più celebri - come il Guggenheim di New York e la Casa Kaufmann - ma anche una riflessione approfondita sul suo coinvolgimento nel dibattito architettonico, urbanistico e paesaggistico in Italia.

  • Dove: Torino, Pinacoteca Giovanni e Marella Agnell, fino al 1° luglio 2018

Milano. Anne e Patrick Poirier - Architectures de Mémoires

Anne e Patrick Poirier, BANLIEU EXOTICA - Credits: ® Henrik Blomqvist

In occasione del Fuorisalone, l'architetto Luca Cipelletti apre le porte del suo studio per una mostra sull'opera visionaria della coppia di artisti francesi Anne e Patrick Poirier. Nelle loro opere, poesia e memoria si fondono per dare vita a creazioni che ribaltano ottiche e prospettive, evocando la fragilità dell'esistenza. Creazioni dominate da una poetica intensa, come il Giardino della Memoria, il cimitero di Gorgonzola immaginato dai due artisti e ora in corso di realizzazione grazie alla collaborazione dello studio di Luca Cipelletti. Una necropoli contemporanea che avrà le sembianze di un grande giardino ordinato, con una planimetria a foglia di quercia le cui nervature disegnano percorsi e i viali. Non un luogo di morte, ma uno spazio di armonia tra natura, spirito e ricordo. Tra le 28 opere in mostra, sarà esposto anche il plastico del cimitero.

  • Dove: Studio AR.CH.IT Luca Cipelletti, dal 12 al 22 aprile

Roma. Guendalina Salini - Riparo

Guendalina Salini, Tappeto di sale, borgo abbandonato di Amendolea, Calabria, (fotografia), 2015
Guendalina Salini, "La citt‡ e il cielo", still da video, 2016
Guendalina Salini, fiumara dellíAmendolea vista dallíalto del borgo abbandonato, (fotografia), 2015

Cos'è il riparo? È uno spazio pre-architettonico, è la forma più embrionale di protezione dell'uomo. E che forma ha il riparo? Quello di un tappeto. Parte così la mostra personale dell'artista Guendalina Salini allestita presso la Fondazione Pastificio Cerere di Roma. E ad aprirla è proprio un'installazione site specific di tappeti dalle fantasie più diverse, a evocare culture vicine e lontane. L'opera è il risultato di un workshop di auto-narrazione promosso dall'associazione La Frangia e tenuto dall'artista insieme a Marco Stefanelli e Giulia Anita Bari, in cui alcuni studenti dell'Istituto di Istruzione Superiore "Piaget" - Diaz di Roma e alcuni uomini e donne di varie nazionalità (coinvolti grazie alla collaborazione di InMigrazione e Civico Zero) hanno riflettuto sul concetto di casa attraverso alcune narrazioni audio, che andranno a comporre un vero e proprio tappeto sonoro, e la creazione di manufatti in argilla. La tessitura dunque, diventa il simbolo di casa e riparo. La mostra vedrà inoltre la presentazione del cortometraggio La città e il cielo, che narra la storia di alcuni uomini e donne di diverse età e origini geografiche che si ritrovano in un borgo abbandonato nell'Aspromonte in Calabria. L'esposizione sarà accompagnata dai testi di Silvia Litardi e Giulia Anita Bari, nonché dalle storie raccolte da Marco Stefanelli.

  • Dove: Roma, Fondazione Pastificio Cerere, dal 7 aprile al 5 maggio 2018

Varedo (MB). Villa Borsani. Casa Libera!

Villa Borsani - Credits: Image Courtesy of Pietro Carrieri
Villa Borsani - Credits: Image Courtesy of Pietro Carrieri
Villa Borsani - Credits: Image Courtesy of Pietro Carrieri

Sarà un'occasione per visitare una delle opere più rappresentative di Oscar Borsani, tra gli architetti più influenti del XX secolo, pioniere dell'industrial design. Del 16 al 20 aprile verrà aperta al pubblico la sua celebre Villa Borsani per una mostra speciale curata da Ambra Medda, che arricchirà gli ambienti della casa con fragranze, sonorità e composizioni floreali. Costruita tra il 1939 e il 1945 a Varedo, in provincia di Monza Brianza, è stata la casa della famiglia Borsani fino al 2008. Un gioiello modernista che ospita opere commissionate ad artisti come Adriano Spilimbergo, Fausto Melotti e Lucio Fontana. L'iniziativa precede l'inaugurazione della grande retrospettiva (prevista per il 15 maggio) alla Triennale di Milano, curata da Norman Foster e Tommaso Fantoni.

  • Dove: Varedo, Villa Borsani, dal 16 al 20 aprile 2018
ROSSELLA BISCOTTI - Other (184 persons house), 2015 - Credits: Electa - Ph. S. Castellani
RENÉE GREEN - Space Poem #6 (Tracing), 2016 - Credits: Electa - Ph. S. Castellani
GIULIO PAOLINI (in primo piano) - L’opera autentica, 2002 - Credits: Electa - Ph. S. Castellani

Dei tessuti, Antonio Ratti seppe farne un'arte. E oggi a Roma si celebra la sua carriera con una mostra che racconta quell'intreccio tra disegno, arte, tradizioni tessili e impresa che contraddistinse il suo lavoro. Nelle sale delle Grandi Aule delle Terme di Diocleziano, i tessuti preziosi sono esposti fianco a fianco a opere d'arte contemporanea di artisti come Joan Jonas, Giulio Paolini, Luigi Ontani e Rä di Martino, in un dialogo serrato che tratteggia scenari suggestivi e d'impatto. A curare la mostra Arabesque. Antonio Ratti, il tessuto come arte sono Lorenzo Benedetti, Annie Ratti e Maddalena Terragni. Il percorso espositivo comprende appunti, documenti e fotografie storiche legate all’azienda e un video documentario che mette a confronto gli archivi della FAR - Fondazione Antonio Ratti - con quelli del Gruppo Ratti.

  • Dove: Roma, Museo Nazionale Romano, fino al 20 maggio 2018
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