Ex Macello in viale Molise. Sopra: Via dei Pestagalli. Dal volume Ri-formare Milano. Progetti per aree ed edifici in stato di abbandono, curato da Barbara Coppetti con Cassandra Cozza
Corso XXII Marzo. Dal volume Ri-formare Milano. Progetti per aree ed edifici in stato di abbandono, curato da Barbara Coppetti con Cassandra Cozza
Corso XXII Marzo. Dal volume Ri-formare Milano. Progetti per aree ed edifici in stato di abbandono, curato da Barbara Coppetti con Cassandra Cozza
Via Lamarmora – Via Orti. Dal volume Ri-formare Milano. Progetti per aree ed edifici in stato di abbandono, curato da Barbara Coppetti con Cassandra Cozza
Ex Cinema Maestoso ed ex Macello. Dal volume Ri-formare Milano. Progetti per aree ed edifici in stato di abbandono, curato da Barbara Coppetti con Cassandra Cozza
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Gli studenti che filmano l’architettura

Milano Design Film Festival

L’Accademia di Architettura di Mendrisio e il Politecnico di Milano portano alla quinta edizione di Milano Design Film Festival (19-22 ottobre, Anteo Palazzo del Cinema) il lavoro di ricerca dei propri studenti sulla rappresentazione dello spazio costruito attraverso il cinema.

In mostra per la quinta volta al Festival i cortometraggi del workshop Filmare l’architettura, ideato e diretto da Marco Müller nell’ambito della cattedra di “Stili e tecniche del cinema” a Mendrisio, che quest’anno ha visto come guest teacher l’acuto regista tedesco Heinz Emigholz. Gli studenti hanno potuto prendere spunto dal suo personale modo di rappresentare l’architettura, caratterizzato dal procedere lento, fatto di sequenze fisse quasi fossero still-life, per una lettura dettagliata e profonda del progetto. Uno sguardo capillare sullo spazio costruito, impossibile da percepire dal vero. Sotto la guida di Emingholz, gli studenti hanno interpretato due architetture ticinesi: l’ex-sanatorio di Medoscio e Casa Croci a Mendrisio.

Il Politecnico di Milano presenta invece Ri-formare Milano, dieci brevi documentari nati dal lavoro di ricerca degli studenti su aree urbane abbandonate tra il 2013 e il 2016. I dieci “frammenti” ritraggono uno scenario variegato, a volte sommerso, in cui si intrecciano storia e futuro, vicende private e resistenze di memoria collettiva, fragilità e bisogni sociali. Ri-formare Milano mette in evidenza il periodo storico attuale, in cui le grandi trasformazioni urbanistiche stanno inesorabilmente mutando il volto della città e dei suoi abitanti.

Tra i cortometraggi, Il tempo della Borletti (Ex Fabbrica Borletti) di Giulia Canella (2015, 10’00”). A due passi dal centro di Milano, una vecchia signora attende da anni di riappropriarsi della sua dignità: si tratta della ex fabbrica Borletti. Tra sveglie e macchine da cucire, il documentario raccoglie le testimonianze di proprietari ed ex proprietari, passanti e residenti ed esperti di restauro. Il tempo della Borletti sembra essersi congelato tra le mura di piazza Irnerio. Che fine farà questo pezzo importante della storia di Milano?

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