Credits: L'interno del flagship Taschen a Milano
Credits: L'interno del flagship Taschen a Milano
Credits: L'interno del flagship Taschen a Milano
Credits: Dettaglio del pavimento del flagship Taschen a Milano
Credits: Un angolo lettura del flagship Taschen a Milano
Credits: Dettaglio del pavimento del flagship Taschen a Milano
Credits: La scala che porta al secondo piano del flagship Taschen a Milano
Credits: La scala che porta al secondo piano del flagship Taschen a Milano
Credits: Dettaglio del pavimento del flagship Taschen a Milano
Credits: Un altro angolo del flagship Taschen a Milano
Credits: L'interno del flagship Taschen a Milano
Credits: L'esterno del flagship Taschen a Milano
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A Milano la prima libreria Taschen: un omaggio all’arte italiana

Laura Barsottini

Ha aperto nel cuore di Milano, in via Meravigli, la prima libreria Taschen in Italia. 120 metri quadri su due livelli dove è possibile trovare i libri di immagine più belli del mondo.

Ma fin qui la notizia è scontata. Quello che fa la differenza è l'ambiente che Taschen ha voluto regalare a Milano e all'editoria di qualità. Pensato come un luogo di cultura e d'incontro, il progetto nasce dalle idee visionarie di Benedikt Taschen, fondatore della casa editrice. Gli arredi più spettacolari della libreria provengono dalla sua collezione personale: la grande lampada a sospensione anni 50 disegnata da Gio Ponti per l’hotel Parco dei Principi posto al piano terra e lo straordinario lampadario di Flavio Poli per Archimede Seguso, del 1954, che illumina lo spazio al piano superiore dedicato alle mostre. Anche il resto dell’arredo è un omaggio al genio italiano: al piano terra c’è un tavolo di Angelo Mangiarotti e al primo piano altri pezzi firmati Gio Ponti.

Per questo spazio di Milano, il designer Marc Newson, delle cui opere Taschen ha pubblicato vari volumi, ha disegnato uno scaffale modulare fatto di elementi in acciaio brunito opaco ultrasottile con accenti in resina gialla. Completano il progetto dei pannelli/mensole a parete, sempre in metallo brunito opaco, e grandi mobili a cassetti, dove il top trasparente diventa una teca per accogliere volumi in esposizione.

I pavimenti dei due piani sono opera di Jonas Wood, artista statunitense, che ha disegnato una giungla tropicale di foglie e orchidee giganti. Realizzate con una tecnica che accosta resine, terrazzo alla veneziana e dettagli in ottone.
È prezioso anche lo spazio che unisce i due piani: da un angolo biblioteca che è come un salotto, con un divano/alcova dedicato alla lettura, parte la scala in terrazzo alla veneziana multicolore. Con dettagli dorati: una ringhiera in ottone che riprende un motivo di Gio Ponti, un wall drawing sinuoso che si rincorre sulle pareti.

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