On the set of the movie 'Les aventures du Roi Pausole', J.H.Lartigue - Credits: © Ministère de la Culture–France AAJHL Courtesy of The CLAIR Gallery
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Ottobre: le mostre fotografiche del mese

Ottobre si apre con una serie di mostre fotografiche dedicate ai maestri dell'obiettivo.

Tra le esposizioni in corso, imperdibile quella dedicata al pittore e fotografo J.H. Lartigue al Museo Bagatti Valsecchi di Milano, che rivela tutto il fascino dell'alta borghesia francese dei primi del Novecento tra salotti intellettuali e viaggi in Costa Azzurra. Alla galleria CreArte Studio di Treviso andranno invece in scena gli universi distopici di Mytho-Maniac, la personale del fotografo italo-palestinese Mustafa Sabbagh, mentre alla Reggia di Venaria di Torino arriveranno le eroine contemporanee di Peter Lindbergh, genio indiscusso della fotografia di moda.

E poi, da non mancare l'apertura di Palazzo Litta Cultura con i percorsi autobiografici di The Yokohama Project - un ritratto storico e personale della città di Yokohama - ma anche le indagini documentaristiche di Nino Migliori alla M77 Gallery di Milano e le riflessioni sul paesaggio della collettiva Terre di Uomini a Palazzo Gromo Losa a Biella. Last but not least il progetto di Ramak Fazel e Joe Zaldivar Unmap Me, in esposizione presso lo Studio CCRZ di Balerna, nel Canton Ticino.

Ecco le mostre di fotografia del mese di ottobre selezionate da Icon Design.

The Yokohama Project 1867 - 2017

Giada Ripa Yokohama, 2014
Giada Ripa Shoshi Doi, Studente di moda, Fashion student, Tokyo, 2016
Felice Beato Koboto Santaro, 1868

Più che una semplice mostra fotografica, The Yokohama Project è un racconto per immagini. Un racconto che inizia quando la fotografa Giada Ripa rinviene l'album di stampe fotografiche Views and portraits of Japan di Felice Beato - primo narratore visivo della società giapponese del XIX secolo – e i due manoscritti Voyageau Japon e il Carnet de Voyage della sua antenata Mathilde Ruinart. L'ipotesi di una loro possibile amicizia la spinge a ripercorrerne le tracce direttamente in Giappone, nella città di Yokohama. Il risultato è un percorso che unisce autobiografia e storia – tante le fotografie di Felice Beato in esposizione - in una scoperta di paesaggi umani lontani e lontanissimi (e per questo, molto vicini).

  • Dove: Milano, Palazzo Litta, dal 4 al 29 ottobre

Peter Lindbergh: A Different Vision on Fashion Photography

Angela Lindvall & Chris Dye, Warner Bros Studios, Burbank, California, USA, 2004 - Credits: © Peter Lindbergh (Courtesy of Peter Lindbergh, Paris / Gagosian Gallery)
Naomi Campbell, Linda Evangelista, Tatjana Patitz, Christy Turlington & Cindy Crawford, New York, 1990 - Credits: © Peter Lindbergh (Courtesy of Peter Lindbergh, Paris / Gagosian Gallery)
Kate Moss, Paris, 2014, Vogue Italia - Credits: © Peter Lindbergh (Courtesy of Peter Lindbergh, Paris / Gagosian Gallery), Giorgio Armani, S/S 2015

È uno dei fotografi più visionari del nostro tempo e ha ridefinito i canoni della bellezza da copertina, proponendo un modello di donna decisa e determinata, un’eroina contemporanea che si muove felina tra le strade della città. Dopo Rotterdam e Monaco di Baviera, arriva a Torino la mostra Peter Lindbergh: A Different Vision on Fashion Photography, un viaggio attraverso 40 anni di carriera del fotografo ma anche attraverso la storia della moda. La mostra, realizzata in collaborazione con Swarovski, offre anche uno sguardo sulle creazioni di haute couture indossate dalle modelle più celebri di Lindbergh, come un abito da sera di Giles ricamato con cristalli Swarovski indossato da Helena Bonham Carter e un corsetto di Jean Paul Gaultier portato da Milla Jovovich.

  • Dove: Torino, Reggia di Venaria, fino al 4 febbraio 2018

Nino Migliori - Il tempo, la luce, i segni

da “ Gente dell’Emilia “ – 1957
da “Muri “ – 1952
Cliché-verre – 1955/58

Accostava i negativi a fonti di calore fino a bruciarli, poi li dilatava e li stampava su tele fotografiche di grandi dimensioni. Nino Migliori è uno dei fotografi più innovatori del XX secolo, capace non solo di raccontare l'evoluzione della società italiana dagli anni 50 a oggi, ma anche di sperimentare con il mezzo fotografico, di modellarlo fino ad attribuirgli nuovi significati. M77 Gallery di Milano celebra ora la sua ricerca artistica con Il Tempo, la luce, i segni, un viaggio attorno alle sue “serie” più significative, dalle perlustrazioni avanguardistiche e le narrazioni dell'Italia tra gli anni ’50 e '70 fino ai suoi celebri scatti dei muri delle città italiane. Un pezzo di storia d'Italia racchiuso in una mostra.

  • Dove: Milano, M77 Gallery, dal 17 ottobre al 27 gennaio 2018

Jacques Henri Lartigue Fotografo – Il tempo ritrovato

Solange David, Paris, 1929 - Credits: Photograph by J.H.Lartigue©Ministère de la Culture–FranceAAJHL Courtesy of The CLAIR Gallery
On the set of the movie 'Les aventures du Roi Pausole', J.H.Lartigue - Credits: © Ministère de la Culture–France AAJHL Courtesy of The CLAIR Gallery
Renée, Juan-les-Pins, 1931 - Credits: Photograph by J.H.Lartigue©Ministère de la Culture–FranceAAJHL Courtesy of The CLAIR Gallery

È un amarcord delicato quello della mostra Jacques Henri Lartigue Fotografo – Il tempo ritrovato del Museo Bagatti Valsecchi di Milano. Un'immersione nel mondo dell'alta borghesia francese dalla Belle Époque in poi attraverso trentatré immagini del pittore e fotografo Jacques Henri Lartigue. Le sue immagini rivelano il volto di quella élite intellettuale che si muoveva tra viaggi in Costa Azzurra, corse automobilistiche e salotti in compagnia di Pablo Picasso o Jean Cocteau. Con occhio neutrale, Lartigue documenta il lento incedere della vita borghese del tempo, i suoi vizi e le sue passioni.

  • Dove: Milano, Museo Bagatti Valsecchi, fino al 26 novembre

Mustafa Sabbagh - Mytho-maniac

mustafa sabbagh, onore al nero _ untitled, 2014 - Credits: Courtesy: l'artista
mustafa sabbagh, voyeurismo _ untitled, 2017 - Credits: Courtesy: l'artista
mytho-maniac - Credits: Courtesy: l'artista

Il nero, la notte e umanoidi dalla bellezza aliena, violenta ma al contempo poetica, universale. È il mondo di Mustafa Sabbagh, fotografo italo-palestinese tra i più influenti della scena contemporanea, che attraverso la mostra Mytho-Maniac alla galleria CreArte Studio di Treviso offre un'incursione nei suoi universi distopici e cibernetici. Universi che si alimentano dell'incontro/scontro tra le figure dell'arte classica – de-mitizzate, violate e riportate a nuova vita – e l'uomo contemporaneo, con tutte le sue nevrosi e i suoi vizi. In esposizione, la staged photography della serie Onore al Nero insieme all’opera inedita dal ciclo Voyeurismo e alle video-installazioni Chat Room e Anthro-pop-gonia. Da non perdere.

  • Dove: Treviso, CreArte Studio, fino al 12 novembre

Terre di Uomini

Stephen Shore - Bay Theatre - Credits: © l’artista, courtesy Fondazione Cassa di Risparmio di Modena
Stephen Shore Holden Street, North Adams, Massachusetts, July 13, 1974 - Credits: © l’artista, courtesy Fondazione Cassa di Risparmio di Moden
Minor White - Golden Gate Bridge, 1959 - Credits: Reproduced with permission of the Minor White Archive, Princeton University Art Museum © Trustees of Princeton University, courtesy Fondazione Cassa di Risparmio di Modena

L'uomo e il paesaggio. Ad analizzare il loro rapporto attraverso il medium della fotografia è la mostra Terre di Uomini allestita presso Palazzo Gromo Losa di Biella e realizzata in collaborazione con la Fondazione Fotografia Modena, che si focalizza su tre “territori” geografici – l'Africa, l'America e l'Italia – per esplorare la rappresentazione del paesaggio in contesti differenti. Ed è così che i fermo-immagine della provincia americana di Stephen Shore si mescolano ai branchi di cani randagi del post-apartheid di Daniel Naudé e le rovine romane di Mimmo Jodice dialogano con le architetture di Gabriele Basilico e con i paesaggi contemplativi di Minor White. Un viaggio attorno al mondo in 70 opere realizzate da 27 artisti.

  • Dove: Biella, Palazzo Gromo Losa, dal 27 ottobre al 7 gennaio 2018

Unmap Me

Unmap Me - Ramak Fazel - Credits: Courtesy of Studio CCRZ
Unmap Me - Ramak Fazel - Credits: Courtesy of Studio CCRZ
Unmap Me - Joe Zaldivar - Credits: Courtesy of Studio CCRZ

In occasione della Biennale dell’Immagine di Chiasso, lo Studio CCRZ della cittadina ticinese di Balerna ospita il progetto Unmap me di Joe Zaldivar e Ramak Fazel (quest'ultimo in mostra anche alla galleria Viasaterna di Milano con Milan Unit). Un racconto della città di Chicago - attraversata in lungo e in largo, dalle periferie fino ai quartieri più ricchi – che analizza creature e paesaggi urbani attraverso due linguaggi diversi, quello del disegno per Joe Zaldivar e quello della fotografia per Ramak Fazel. Il risultato è una panoramica cruda e commovente (ma soprattutto non stereotipata) dell’American Way of Life odierno, della disillusione del ceto medio americano, della sua quotidianità.

  • Dove: Balerna, Studio CCRZ, fino al 12 novembre 2017
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I modi del vivere contemporaneo
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