Gohar Dashti, serie "Home", 2017 - Credits: Courtesy l'artista e Officine dell'immagine, Milano
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Le mostre fotografiche di febbraio

Esplorare le trasformazioni del paesaggio, che sia questo umano, naturale o urbano: è quello che fanno le mostre fotografiche selezionate per il mese di febbraio.

Attraverso lo sguardo di alcuni fotografi, sarà possibile proiettarsi in una città immaginaria fatta di memorie e ricordi, oppure immergersi nelle atmosfere rarefatte della Groenlandia, o ancora, galleggiare negli orizzonti dell'anima. Il medium fotografico diventa il pennello con cui tratteggiare le emozioni.

Piccole esposizioni di fotografi emergenti si alterneranno a retrospettive monumentali: imperdibile la mostra a Palazzo Ducale di Genova su André Kertész, considerato da Henri-Cartier Bresson il più grande maestro della fotografia moderna, insieme alla personale della fotografa iraniana Gohar Dashti alle Officine dell'Immagine di Milano, e a quelle di Giorgio Cutini al PAN di Napoli e di Marco Delogu alla Fondazione Sardegna di Cagliari. Alla Triennale di Milano, invece, si parlerà invece di riscaldamento globale con una rassegna che raccoglie gli scatti di tre reporter internazionali.

Ecco una selezione degli appuntamenti con la fotografia da non mancare questo mese.

Milano. Artico. Ultima Frontiera™

Thule, Mikide sull'Inglefield Fjord, Groenlandia, 1999 - Credits: Ragnar Axelsson
Ragnar Axelsson - Thule, Mikide sull'Inglefield Fjord, Groenlandia, 1999 - Credits: © Ragnar Axelsson
Carsten Egevang - Thule, Groenlandia, 2014 - Credits: © Carsten Egevang

Le fotografie di tre grandi reporter - Ragnar Axelsson, Carsten Egevang e Paolo Solari Bozzi - sono al centro della mostra Artico. Ultima Frontiera™ alla Triennale di Milano. Curata da Denis Curti e Marina Aliverti, si concentra sulla tensione tra bellezza e avversità che caratterizza alcuni dei luoghi più remoti al mondo. Protagonista delle sessanta immagini in esposizione - tutte in bianco e nero - è la natura della Groenlandia, della Siberia e dell’Islanda. Una natura abitata da popolazioni costrette a sopravvivere a condizioni climatiche avverse - come gli Inuit - e che vivono in prima persona le trasformazioni ambientali scatenate dal riscaldamento globale. Obiettivo della mostra è proprio quello di stimolare una riflessione sulla minaccia del global warming e sugli effetti de profondo squilibrio tra natura e civiltà. Su questo tema ruotano anche i tre documentari che accompagnano le fotografie: SILA and the Gatekeepers of the Arctic, della regista e fotografa svizzera Corina Gamma, Chasing Ice, diretto dal fotografo e film-maker americano James Balog e The Last Ice Hunters, dei registi sloveni Jure Breceljnik e Rožle Bregar. Il 27 febbraio si terrà poi un summit dedicato alle tematiche ambientali a cui parteciperanno scienziati, professori, imprenditori e politici.

  • Dove: Milano, Triennale, dal 8 febbraio al 25 marzo 2018

Napoli. Giorgio Cutini - Le Città di Jo Kut

Roma, Piazza Argentina - Credits: © Giorgio Cutini
Non Frenare - Credits: © Giorgio Cutini
Giorgio Cutini, Omaggio a Burri - Credits: © Giorgio Cutini

Sono immagini filtrate dall'inconscio quelle restituite dal fotografo perugino Giorgio Cutini. Sono frammenti di ricordi e impressioni fumose, sono dettagli nitidi che si alternano a panoramiche sfocate in un ritratto personalissimo di Napoli, Roma e di una terza città immaginaria: Jo Kut. È proprio quest'ultima a dare il nome alla personale allestita al PAN di Napoli e curata da Marina Guida. Una mostra onirica, che proietta i visitatori nel mondo interiore di Cutini. Oggetto delle venticinque immagini non è la città, ma il modo in cui la ricordiamo. Sfuggente, animata da movimenti che non riusciamo a catturare, per nulla reale. Proprio come La città di Jo Kut.

  • Dove: Napoli, PAN Palazzo delle Arti di Napoli, fino al 20 febbraio

Milano. Gohar Dashti - Fragile, handle with care

Serie “Home”, 2017 - Credits: Courtesy l'artista e Officine dell'Immagine
Serie “Home”, 2017 - Credits: Courtesy l'artista e Officine dell'Immagine
Serie “Home”, 2017 - Credits: Courtesy l'artista e Officine dell'Immagine

Alle Officine dell'Immagine di Milano, un'occasione per scoprire una delle interpreti più interessanti della fotografia iraniana: Gohar Dashti. Classe 1980, ha esposto in alcune delle istituzioni museali più importanti del mondo tra cui il Victoria and Albert Museum di Londra, il Museum of Contemporary Photography di Chicago e la Galleria Naziona d'Arte Moderna di Roma. Merito del suo successo sono le immagini dense di lirismo e al contempo rarefatte, capaci di dipingere gli effetti della precarietà sociale di oggi - il senso di sradicamento, l'incomunicabilità, il bisogno di appartenenza - trasformandoli in paesaggi dell'anima. Proprio come quelli della serie Home, protagonista della mostra Fragile, handle with care - curata da Silvia Cirelli - alle Officine dell'Immagine di Milano. Qui, la natura si sostituisce all'uomo occupando gli spazi di alcune case abbandonate. Il risultato è una collezione di immagini immersive, che trasportano in una dimensione tra il sogno e la realtà.

  • Dove: Milano, Officine dell'immagine, dal 8 febbraio al 24 marzo 2018

Genova. André Kertész

Danseuse burlesque (satyric dancer), 1926 - Credits: © André Kertész
La Tulipe mélancolique, New York, 1939 - Credits: © André Kertész
L’ombre de la tour Eiffel, Paris, 1929 - Credits: © André Kertész

«Qualsiasi cosa noi facciamo, Kertész, l'ha fatta prima». A dirlo fu uno dei più grandi maestri della fotografia: Henri Cartier-Bresson. C'è quindi da pensare, a buon ragione, che la retrospettiva su André Kertész a Palazzo Ducale a Genova sia uno degli appuntamenti imperdibili di fine inverno. Nato nel 1894 a Budapest, inaugurò la sua carriera di fotografo immortalando l'esercito austro-ungarico nelle trincee della Prima Guerra Mondiale. Finito il conflitto si trasferì a Parigi, dove scattò alcune delle sue immagini più celebri componendo un ritratto della città fatto di volti, dettagli e piccole storie di incontri. A interessarlo erano gli attimi, i piccoli momenti di felicità sileziosa che costellano la vita quotidiana. La sua serie di scatti From my Window, realizzata a New York durante un periodo di malattia, rappresenta uno degli squarci più poetici e veritieri sull'umanità della metropoli. «La mia fotografia è veramente un diario intimo, è uno strumento per dare un’espressione alla mia vita, per descrivere la mia vita, come i poeti o gli scrittori descrivono le esperienze che hanno vissuto» - raccontava. A Palazzo Ducale, circa 180 scatti raccontano la sua visione del mondo e degli uomini.

  • Dove: Genova, Palazzo Ducale, dal 24 febbraio al 16 giugno 2018

Cagliari. Marco Delogu - Asinara

Marco Delogu, il palazzo della quarantena, alto commissariato igiene e sanità pubblica, isola dell'asinara - Credits: Courtesy Marco Delogu
Marco Delogu, Igiene pubblica notte - Credits: Courtesy Marco Delogu
Marco Delogu, Il faro dell'asinara - Credits: Courtesy Marco Delogu

L'isola Asinara, terra di contrasti. Una terra in cui la natura selvaggia ha convissuto per decenni con le restrizioni del carcere, in cui hanno abitato Giovanni Falcone e Paolo Borsellino durante la stesura della requisitoria del Maxiprocesso, ma anche Totò Riina e Raffaele Cutolo. Proprio su questo scontro tra libertà e costrizione è incentrata la serie di fotografie Asinara di Marco Delogu. Le venticinque immagini esposte presso la Fondazione Sardegna di Cagliari racchiudono tutta l'affascinante storia dell'isola. Una storia che ha scolpito l'identità dell'isola fino al 1997, anno in cui è stato fondato il Parco Nazionale dell'Asinara. La mostra è accompagnata da un volume contenente i testi dello scrittore Edoardo Albinati, vincitore del Premio Strega nel 2016.

  • Dove: Cagliari, Fondazione Sardegna, fino al 28 febbraio 2018
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