Design Museum Holon - Sound and Matter in Design - Credits: image credit Shay Ben Efraim
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Il design e l’architettura di luglio

A luglio, gli eventi di design e architettura non vanno in vacanza, anzi: sono più numerosi che mai. Soprattutto se si rimane in città o se si vuole visitare qualche capitale europea.

E allora perché non approfittarne per unire una piccola vacanza urbana a qualche mostra o installazione, magari per scoprire alcuni grandi designer e architetti - come Zaha Hadid al Museo MAXXI di Roma o Carlo Ramous alla Triennale di Milano - o per capire meglio la relazione tra progettazione architettonica e contesto paesaggistico, facendo un salto al Serpentine Pavillon delle Serpentine Galleries di Londra.

Per tutti coloro che devono (o vogliono) rimanere in città, ecco 10 eventi di design e architettura da non perdere. 

Serpentine Pavilion 2017, designed by Francis Kéré. Serpentine Gallery, London - Credits: © Kéré Architecture, Photography © 2017 Iwan Baan
Serpentine Pavilion 2017, designed by Francis Kéré. - Credits: © Kéré Architecture, Photography © 2017 Iwan Baan
Gando Primary School; Gando, Burkina Faso, 2001 - Credits: © Simeon Duchoud

Un evento attesissimo per tutti gli appassionati di architettura: come ogni estate, torna l'appuntamento con il Serpentine Pavillon delle Serpentine Galleries di Londra. A progettarlo quest'anno è l'architetto del Burkina Faso Francis Kéré, che ha immaginato una struttura ispirata alla sua terra. Ne è nato un padiglione che "respira", caratterizzato da trame che consentono alla luce di filtrare, completamente aperto all'ambiente circostante e al passaggio dell'aria. Il progetto ricorda gli edifici tipici dei villaggi del Burkina Faso, in completo dialogo con la natura, ma anche alcuni interventi eco-sostenibili e dal carattere sociale realizzati dall'architetto. Entrando nel padiglione, la sensazione è quella di stare sotto alle fronde degli alberi.

  • Londra. Serpentine Galleries. Fino al 8 ottobre 2017.
Zaha Hadid - MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo, Roma 2009 - Credits: Ph. Francesco Radino, courtesy Fondazione MAXXI
Zaha Hadid - Stazione ferroviaria alta velocità Napoli-Afragola (Napoli - Italia) - Render - Credits: Courtesy Zaha Hadid Architects
Zaha Hadid - Terminal Marittimo, Salerno 2016 - Credits: Ph. Helene Binet, courtesy Zaha Hadid Architects
Zaha Hadid - City Life, Milano 2014 - Credits: Ph. David Bombelli, courtesy Zaha Hadid Architects
Zaha Hadid - Messner Mountain Museum (Museo della montagna Messner), Plan de Corones, 2015 - Credits: Ph. Harald Wisthaler, courtesy Zaha Hadid Architects

Fu proprio lei a realizzarlo, concretizzando la propria visione di Roma in un'architettura stratificata, traboccante di sovrapposizioni e obliquità. Ora, il museo MAXXI rende omaggio alla sua creatrice con una mostra che ne mette in luce il rapporto con il Paese: L'Italia di Zaha Hadid. Dallo stesso MAXXI fino al Terminal Marittimo di Salerno, il Messner Mountain Museum, la stazione di Napoli Afragola o il progetto City Life di Milano, la mostra presenta l'opera di Zaha Hadid sul suolo italiano, soffermandosi sull'architettura ma anche sul design, con una selezione di lavori realizzati in collaborazione con alcune aziende italiane come B&B Italia, Cassina, Sawaya & Moroni e Citco. Infine, la reinterpretazione del celebre anello B.Zero1 di Bulgari. Una mostra imperdibile per approfondire la visione di uno dei più grandi progettisti del XX e XXI secolo.

  • Dove: Roma. Museo MAXXI. Fino al 14 gennaio 2018.

Holon. Sound and Matter in Design

Architecture of Sound - Credits: image credit Shay Ben Efraim
Mario Bellini, RR 130 FO_ST-Totem, 1972, Brionvega - Credits: photo credit Aldo Ballo
Paolo Cappello, Caruso, 2014, Miniforms - Credits: photo credit Newblack
Upper Gallery - Credits: image credit Shay Ben Efraim

"Il suono è il materiale più significativo di cui possa far uso un designer".
A parlare è Maya Dvash, curatrice del Design Museum di Holon e della mostra Sound and Matter in Design, un'analisi interattiva della reciproca influenza tra design e suono che immergerà i visitatori in un percorso multisensoriale caratterizzato dall'intreccio di spazi, oggetti e sonorità. E arrivati davanti al Design Museum di Holon, l'esperienza immersiva parte ancor prima di varcare l'ingresso: l'architettura che ospita il museo, progettata da Ron Arad, sarà trasformata in un enorme strumento musicale grazie all'installazione The Sound of Architecture curata da Anat Safran e Lila Chitayat, che diffonderà suggestioni sonore attraverso 100 altoparlanti. All'interno del museo, una collezione di circa 50 oggetti realizzati dagli anni 60 a oggi che tracciano la storia degli impianti stereo e del sound design, tra cui moltissimi oggetti progettati da designer italiani. Infine, l'installazione Sensing Sound, che farà dialogare i visitatori con i suoni appositamente sviluppati da otto sound designer trasformando ogni movimento in un output visivo.

  • Dove. Holon. Design Museum Holon. Fino al 28 ottobre 2017

Milano. Rimadesio - Talking About: Ecology

Identificare il DNA di un'azienda, di un prodotto o di un particolare design: è possibile? A chiederselo è Rimadesio, che ha lanciato una serie di incontri, quattro per l'esattezza - Architecture, Ecology, Technology e Style - per riflettere sugli elementi che costituiscono il profilo dell'azienda. Ed è così che il 6 luglio si parlerà di ecologia insieme a Marco Belpoliti, scrittore e docente presso l'Università di Bergamo e Stefano Salis, giornalista ed esperto di grafica editoriale. Tema della serata sarà "100% eco - friendly new meanings and different involvements", un dibattito sui nuovi significati della parola "ecologia" e sull'importanza dell'attenzione ecologica nel design ma non solo. Gli incontri proseguiranno poi in autunno, con l'appuntamento dedicato all'innovazione tecnologica, Technology, in programma il 28 settembre, e allo stile, Style, previsto per il 26 ottobre.

  • Dove. Milano. Teatro Rimadesio (Via Uberto Visconti di Modrone 26). 6 luglio.

Berlino. huggenbergerfries - Form Follows Fiction

Tramwartehalle Paradeplatz, Zürich, 2003 - Credits: Foto: Beat Bühler
Klinik St. Pirminsberg, Pfäfers, 2010 - Credits: Foto: Beat Bühler
Wohnhochhaus Limmat Tower, Dietikon, 2016 - Credits: Foto: Beat Bühler

Come nasce un'opera architettonica? E come si inserisce nel contesto circostante? "I nostri progetti non potrebbero esistere in nessun altro posto rispetto a dove si trovano", hanno commentato gli architetti dello studio svizzero huggenbergerfries. E a presentare il loro pensiero è l'Architektur Galerie di Berlino, che indaga il rapporto tra ambiente urbano e intervento architettonico. Un rapporto che secondo i tre architetti di Zurigo deve essere simbiotico, punto di partenza per edifici che si inseriscono nel contesto narrativo di un luogo, di una via, di un quartiere. Proseguendone la storia, il racconto. In mostra, i loro progetti più celebri, analizzati passo per passo: più che una mostra, un'autopsia del progetto architettonico, sviscerato in tutte le sue componenti fondamentali.

  • Dove: Berlino. Architektur galerie Berlin. Dal 7 luglio al 19 agosto.
Charle Olivier Strebelle, servizio da caffè, 1954 - Credits: KMKG-MRAH
Willy Van Der Meeren, arredi per Tubax
Jean-Paul Emonds-Alt, 1928-2014
Delheid Frères, servizio da caffè, anni Trenta - Credits: KMKG-MRAH
Marcel Baugniet, chaise longue, 1928 - Credits: KMKG-MRAH

A Bruxelles, nel neonato design museum ADAM - Art & Design Atomium Museum, una mostra per rispolverare le conoscenze sul design belga: Panorama - A History of Modern Design in Belgium. Un percorso attraverso 100 anni di storia del design del Belgio, in cui si susseguono gli oggetti, i mobili e gli accessori che hanno reso grande il design belga nel mondo, dall’Art Noveau di Victor Horta e Gustave Serrurier-Bovy fino al design del Brussels Design Centre, passando per le avanguardie di Henry van de Velde e le sperimentazioni della scuola La Cambre. Se si passa da Bruxelles, una tappa fondamentale per scoprire la storia del design del Paese.

  • Bruxelles. ADAM - Art & Design Atomium Museum. Fino al 7 gennaio 2018.

Milano. Carlo Ramous. Scultura Architettura Città

Carlo Ramous - Scultura Architettura Città
I bassorilievi realizzati in collaborazione con l'ingegnere Tullio Patscheider all'ingresso della Rotocalco Ambrosiana a Cinisello Balsamo
Facciata della chiesa di San Giovanni Bosco a Milano. Progetto realizzato da Mario Tedeschi in collaborazione con l’artista Carlo Ramous (1966)

Fu uno dei protagonisti della scultura italiana degli anni Settanta. Eppure, lo si ricorda poco. Carlo Ramous realizzava sculture che interloquivano con il paesaggio urbano, in particolare quello di Milano, dando forma a una concezione dell'arte intrinsecamente legata allo sviluppo della città. A raccontare il suo percorso artistico, sfociato poi nella Land Art, è la Triennale di Milano, con la prima grande retrospettiva a lui dedicata in città. In mostra, le opere di arte pubblica situate in alcuni luoghi storici di Milano, ma anche i suoi interventi alle facciate di alcune chiese di periferia e ad edifici industriali.

  • Dove: Milano. Triennale. Dal 12 luglio al 17 settembre 2017.

Tokyo. GRAND PROJECT: How Far Will You Go?

GRAND PROJECT: How Far Will You Go? - Christo, The Floating piers
GRAND PROJECT: How Far Will You Go? - Negev Monument
GRAND PROJECT: How Far Will You Go? - Numen/For Use

Opere d'arte dalle dimensioni monumentali che impattano sul paesaggio, sulla fisionomia delle città e sulla vita delle persone: quante ne conosciamo? A fare il punto su questo argomento è il 21_21 Design Sight di Tokyo, che prende in esame alcuni dei più grandi progetti artistici mai realizzati nel mondo. Tra loro, The Floating Piers di Christo, il Negev Monument in Israele e l'Axe Majeur di Cergy in Francia, entrambi realizzati dallo scultore Dani Karavan, le installazioni ottiche di Georges Rousse e le sperimentazioni materiche del collettivo Numen/For Use, che spaziano tra arte e industrial design esplorando la percezione dello spazio. Non delle semplici creazioni artistiche, ma delle vere e proprie architetture che dialogano con l'ambiente circostante, modificandolo a volte temporaneamente, altre per sempre.

  • Dove: Tokyo. 21_21 Design Sight. Fino al 1° ottobre 2017.
Franco Grignani - Dissociazione dal Bordo, 1967 - Credits: M&L Fine Art
Franco Grignani - Dissociazione dal Bordo, 1967 - Credits: M&L Fine Art
Franco Grignani - Periodica, 1968 - Credits: M&L Fine Art
Franco Grignani - Deriva, 1967 - Credits: M&L Fine Art

Un logo che non si può dimenticare, quello di Woolmark. E un designer, architetto e pittore italiano che grazie a quel logo realizzato nel 1963 divenne famoso in tutto il mondo: Franco Grignani. A rendere omaggio alla sua grande innovazione visiva è la città di Londra con ben due mostre a lui dedicate: Franco Grignani: Art as Design 1950-1990, presso la Estorick Collection of Modern Italian Art e Franco Grignani, ospitata dal M&L Fine Art. A essere esplorata sarà la sua capacità di creare giochi ottici attraverso l'intreccio di linee e colori, alla base di quel movimento artistico chiamato Op Art.

  • Dove: Londra. Estorick Collection of Modern Italian Art. Dal 5 luglio al 10 settembre. - M&L Fine Art. Fino al 28 luglio.
Credits: Second Movement II, 1978 Incisione su piastra di rame bicolore e acquatinta (Two color copper plate etching and aquatint) 76,2 x 76,2 cm © The Josef and Anni Albers Foundation by SIAE 2017
Credits: Lucia Moholy, Ritratto di Anni Albers, 1927 (Portrait of Anni Albers, 1927) Stampa alla gelatina d’argento (Gelatin silver print) 16,8 x 20,6 cm ©Lucia Moholy by SIAE 2017
Credits: Blue Meander, 1970 Serigra a (Screenprint) 71 x 61 Cm © The Josef and Anni Albers Foundation by SIAE 2017

Fu la prima artista tessile ad essere esposta al MoMa di New York ed è considerata una delle figure chiave dell'arte tedesca. Anni Albers viene ora celebrata in una mostra insolita, allestita presso la Galleria Carla Sozzani di Milano, che non presenta le sue opere più famose - tappeti e tessiture - ma che racconta le sperimentazioni su carta iniziate quando abbandonò l'arte tessile. Protagoniste della sua mostra dunque, sono le sue stampe a motivi grafici, realizzate in tarda età. Da non mancare, l'appuntamento il 17 luglio con Nicholas Fox Weber, direttore della Anni e Josef Albers FoundationFabrice Hergott, direttore del Museo di Arte Moderna di Parigi, e Silvia Sfligiotti, docente di arti grafiche all’ISIA di Urbino presso la Galleria Carla Sozzani di Milano.

  • Dove: Milano. Galleria Carla Sozzani. Fino al 3 settembre.
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Anni Albers e le opere su carta
Places
L’ampliamento del Victoria and Albert Museum di Londra
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