Nan Goldin, Twisting at my birthday party, New York City, 1980
Nan Goldin, Couple in bed, Chicago, 1977
Nan Goldin, Trixie on the cot, New York City 1979
Nan Goldin, Self-portrait in kimono with Brian, NYC, 1983
News

Nan Goldin, alla ricerca di autenticità

Milano Design Film Festival

Presentato per la prima volta in Italia alla Triennale di Milano (19 settembre - 26 novembre 2017) l’intenso lavoro autobiografico della fotografa americana Nan Goldin (Washington, 1953). The Ballad of Sexual Dependency è uno sguardo sul proprio vissuto a partire dagli anni Ottanta, sulla quotidianità e le relazioni interpersonali. È una fotografia istintiva che non si cura della “bella inquadratura”, ma che vuole rendere l’autenticità del momento. Non è un lavoro sulle persone marginalizzate, ma su individui che vivono uno stile di vita diverso dalla società “normale”. Sono racconti di vita, sesso, trasgressione, droga, amicizia e solitudine. Al centro, il difficile equilibrio tra autonomia e intimità nella relazione amorosa, la dipendenza tra le persone, i diversi linguaggi delle donne e degli uomini, l’ambivalenza del concetto di amore che sfocia nel possesso, nella violenza.

L’infanzia di Nan Goldin è stata segnata dal suicidio della sorella nel 1965 che la famiglia ha cercato di minimizzare agli occhi della comunità. È proprio in seguito alla tragedia che la fotografa inizia la sua ritrattistica autobiografica: alla ricerca della verità. E per contrastare quel “revisionismo”, praticato dalla famiglia, che ha continuato a contestare durante tutta la sua carriera. Nan Goldin racconta di essere stata influenzata da Tulsa, Oklahoma (1971) di Larry Clark, una pubblicazione di fotografie autobiografiche in bianco e nero, con scene di sesso, consumo di droga e armi. Un tipo di fotografia poco considerata perché qualitativamente non perfetta, ma che lei apprezza proprio per l’autenticità delle immagini.

La stessa fotografia di Goldin è imperfetta, immediata. La macchina fotografica è sentita come un’estensione della mano, come i suoi stessi occhi, miopi, che ritraggono immagini non sempre al fuoco con colori saturati e segnati dai flash. I soggetti sono per lo più ritratti negli interni, con un senso quasi di claustrofobia, e nel tempo dilatato della notte. La luce del giorno è stata un’epifania, scoperta solo dopo gli anni Ottanta.

The Ballad of Sexual Dependency, promossa dal Museo di Fotografia Contemporanea, è una mostra che ha già percorso diverse tappe internazionali, arricchendosi di contenuti e di nuove interpretazioni sul corpus fotografico. L’installazione, a cura di François Hébel, presenta una scenografia ad anfiteatro che consente la visione complessiva dell’opera a cui si affianca un video, con una sequenza di immagini e una musica ad hoc, che esprimere un racconto personale sul lavoro. La mostra rappresenta un genere narrativo, inventato dalla Godin e imitato in tutto il mondo.

Products
Reykjavik, audio di qualità e dimensioni contenute
News
L’inizio di una sedia, a Chiavari
You may also like
Sette progetti Alessi premiati con il Good Design Award 2017


Sette progetti Alessi premiati con il Good Design Award 2017


Dalla collezione Alessi Circus dell’olandese Marcel Wanders fino ad arrivare alla grattugia Forma dell’iraniana Zaha Hadid
Il caos secondo il duo creativo Mathery
 Studio

Il caos secondo il duo creativo Mathery
 Studio

A Milano, terzo ed ultimo appuntamento espositivo dedicato al tema della dimensione contemporanea. Mercoledì 31 gennaio presso The Box
Da vecchio garage a ristorante, a Tel Aviv

Da vecchio garage a ristorante, a Tel Aviv

Ecco Mansura Restaurant, un progetto del duo creativo al femminile This is IT in equilibrio tra antico contemporaneo
Le 999 domande di Stefano Mirti

Le 999 domande di Stefano Mirti

Intervista al curatore della mostra "999. Una collezione di domande sull'abitare contemporaneo" in scena alla Triennale di Milano
A Eindhoven il primo Bosco Verticale in edilizia sociale

A Eindhoven il primo Bosco Verticale in edilizia sociale

Una nuova architettura sostenibile a firma dello studio di progettazione guidato da Stefano Boeri. 19 piani appartamenti con affitto calmierato
Pannelli fonoassorbenti che arredano

Pannelli fonoassorbenti che arredano

A parete, a pavimento oppure a sospensione, ecco la collezione disegnata dallo studio di base a Valencia PerezOchando per il marchio spagnolo Missana