Lo spazio della fiera dedicato ai Rising Talents
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I Rising Talents di Maison&Objet

Luci puntate sull'Italia. E sei designer emergenti - selezionati da altrettanti maestri del settore - a rappresentare il nuovo design italiano. È il tema dell'ultima edizione dei Rising Talents Awards della fiera parigina Maison&Objet, iniziativa di talent scouting che ogni anno si rivolge a una nazione diversa per presentarne le promesse più interessanti. L'obiettivo è quello di trasformare la fiera in un'occasione per scoprire le traiettorie del design del futuro e per conoscerne gli attori protagonisti.

Al centro del programma di quest'anno è l'Italia, con il suo sottobosco di giovani creativi capaci di dialogare sia con l'artigianato che con le imprese. A selezionarne sei sono stati Andrea Branzi, Piero Lissoni, Luca Nichetto, Giulio Cappellini, Rossana Orlandi e Rosita Missoni. Ognuno di loro ha dovuto indicare il nome di un giovane designer italiano (o che risiede in Italia), diventandone così il mentore. I rising talents prescelti sono Federica Biasi, Antonio Facco, Marco Lavit Nicora, Kensaku Oshiro e Guglielmo Poletti. In uno spazio espositivo ad hoc, hanno potuto presentare le opere più significative del loro percorso. Conosciamoli meglio.

Federica Biasi

Selezionata da: Andrea Branzi

Federica Biasi - Credits: Foto: Andrea Olivo
Il mentore: Andrea Branzi - Credits: Foto: Anna Serena Vitale
Elettra
Mirrò
Petite Collection
Sono oggetti semplici quelli di Federica Biasi, sono specchi, vasi e candelabri. Eppure, non è certo l'essenzialità a ispirarla, anzi, è il superfluo. È l'arte, la musica, la poesia. Classe 1989, dopo la laurea allo IED di Milano ha vissuto per un periodo ad Amsterdam, dove ha fatto il suo incontro con il design nordico. Essenziale, certo, ma carico di riferimenti poetici. Proprio all'universo emozionale si ispira il suo lavoro: «Non mi definisco una designer con un approccio funzionale ma piuttosto emozionale. In un mondo che va a mille all’ora e che emoziona sempre meno, cerco il contatto con gli esseri umani.» Ad averla selezionata è Andrea Branzi, che dice di lei:«Ho scelto Federica Biasi per il suo design essenziale con spunti "poetici" che trasmettono messaggi piccoli ma molto precisi». Il ritorno in Italia le ha portato fortuna. Ora è art director per Mingardo ed è consulente per diverse aziende di design come Fratelli Guzzini. Al di fuori delle collaborazioni, progetta arredi in ceramica insieme ad alcune aeccellenze artigiane italiane. A Maison&Objet ha portato i lavori che meglio esemplificano il suo percorso professionale, come la collezione di ceramiche da tavola decorata a mano da Christian Pegoraro (Bottega Nove), un tappeto realizzato insieme a CC-TAPIS ispirato da una notte passata nel deserto e una struttura metallica realizzata artigianalmente da Mingardo.

Antonio Facco

Selezionato da: Giulio Cappellini

Antonio Facco - Credits: Foto: Annica Eklund
Mondo
Curve
Duo - Cappellini
Giulio Cappellini - Credits: © Antonio Facco

Ha solo 26 anni, eppure Antonio Facco è già un talento nel captare i cambiamenti della società e tradurli in arredi contemporanei. Merito del suo approccio multidisciplinare che abbraccia design del prodotto e di interni, ma anche grafica, fotografia e allestimento. Tutto contribuisce a dare forma ai suoi pensieri. Dopo la laurea allo IED di Milano, viene subito notato da Giulio Cappellini. Inizia così una serie di collaborazioni nella progettazione di esposizioni, negozi e lavori di comunicazione. Poi, nel 2017, la prima collezione insieme: la serie di tavolini di vetro Luce, caratterizzata da forme geometriche e rigorose. Accanto al lavoro con Cappellini, Antonio Facco affianca collaborazioni con Antolini, Bolon, AgustaWestland e Mohm. Per i Rising Talents Awards, Giulio Cappellini non poteva che scegliere lui: «I suoi progetti non sono mai scontati perché sono una sintesi di un processo di ricerca mentale e di sensibilità. Penso che Facco sia uno dei rappresentanti più interessanti delle nuove tendenze del design italiano.» Alla fiera parigina, Facco porta una serie di opere che spaziano dal design del prodotto a quello degi interni, ispirate alla percezione del tempo.

Federico Peri

Selezionato da: Luca Nichetto

Federico Peri - Credits: Foto: Alessandra Ianniello
Biblioteca Itinerante - Credits: © Studio Rocci
Federico Peri - FontanaArte - Galerie floor lamp
Living in a chair - Credits: © Studio Rocci
Luca Nichetto - Credits: Foto: Ilenia Martini

Evoca il lavoro dei grandi maestri del design, eppure non manca di creare appigli alla contemporaneità. Non nasconde di essere affascinato dalla storia Federico Peri, classe 1983: le sue opere immergono in un passato-presente ricco di citazioni, reinterpretate però in modo personalissimo. Uno stile scolpito dall'esperienza accumulata a Parigi, dove si è trasferito dopo la laurea allo IED grazie a una borsa di studio. Qui ha avuto modo di incontrare Erwan Bouroullec e Matali Crasset, due grandi fonti di ispirazione. Rientrato in Italia, ha lavorato per Vudafieri Saverino Partners per poi fondare il proprio studio. Oggi collabora con FontanaArte e con la galleria di design milanese Nilufar, che rappresenta i suoi prodotti in edizione limitata. A sceglierlo per i Rising Talents Awards è stato Luca Nichetto: «Nel suo lavoro, vedo un’attitudine naturale nel pensare a prodotti sempre legati alla creazione di un’esperienza. Può essere percepita attraverso la materialità degli oggetti oppure dall’ambiente creato dai prodotti stessi». A Maison&Objet, Federico presenta la sua ricerca su polifunzionalità e illuminazione attraverso alcuni prodotti in edizione limitata e oggetti di produzione seriale.

Kensaku Oshiro

Selezionato da: Piero Lissoni

Kensaku Oshiro - Credits: Foto: Jeremias Morandell
Piero Lissoni - Credits: Foto: G. Gastel
Belize - Ligne Roset - Credits: Foto: Jeremias Morandell
Brix - Viccarbe
Sen - De Padova - Credits: Foto: Tommaso Sartori

Bastano poche parole per definire Kensaku Oshiro, e sono quelle di Piero Lissoni, suo mentore a Maison&Objet: «il suo lavoro rappresenta il legame tra la cultura semplice/complicata giapponese e quella complicata/semplice occidentale». Nato nel 1977 sull’isola di Okinawa, in Giappone, Kensaku si è trasferito presto a Milano, conseguendo una laurea in Industrial Design alla Scuola Politecnica di Design nel 1999. Al capoluogo lombardo deve importanti traguardi, come la collaborazione quasi decennale con Lissoni Associati e poi, dopo un'esperienza a Londra presso la BarberOsgerby, l'inizio di una carriera in proprio e la realizzazione di progetti per grandi aziende di design come Boffi, De Padova, Glas Italia, Kristalia, Ligne Roset, Poltrona Frau, e Zanotta. Tanti i riconoscimenti internazionali: dal primo premio al Design Report Award del Salone Satellite Milano del 2006 fino al Young Designer Talent Japan Edition nel 2016. La fiera parigina è diventata l'occasione per tracciare un percorso attraverso i suoi lavori più significativi.

Marco Lavit Nicora

Selezionato da: Rosita Missoni

Marco Lavit Nicora - Credits: Foto: Gaï Tordjman
Atelier LAVIT - ATEM modular sofa Nilufar Gallery - Credits: ©Marco Lavit Nicora
Atelier LAVIT - RECONVEXO low table Nilufar Gallery - Credits: Foto: Daniele Iodice
Atelier LAVIT - VENEZIA chair Nilufar Gallery - Credits: © Marco Lavit Nicora
Rosita Missoni - Credits: Foto: Silvia Mart

Vive a Parigi, dove ha fondato nel 2014 lo studio Atelier LAVIT, ma non ha mai smesso di guardare all'Italia. Anzi, Marco Lavit Nicora è un ponte tra due culture: a dare forma alle sue idee sono spesso eccellenze artigiane italiane. Più che semplici arredi, le sue opere sono architetture contraddistinte dalla tensione tra matericità e leggerezza. Ad aver plasmato il suo gusto sono gli studi internazionali all’Ecole Speciale d’Architecture di Parigi e al Royal Melbourne Institute of Technology, ma anche le collaborazioni con Riccardo Blumer e con lo studio parigino LAN Architecture. Per la Biennale di Architettura del 2014 ha realizzato la sua opera simbolo, la seduta in ferro e cuoio Venezia, in seguito esposta anche al Centre Pompidou in occasione della retrospettiva dedicata a Le Corbusier. Un lavoro nato da una considerazione ben precisa sulla sedia, che secondo Marco rappresenta «l’esercizio più completo per un designer: è l’oggetto che più sollecita il nostro corpo, quasi come un vestito». A fargli da mentore per i Rising Talents Awards è Rosita Missoni, colpita dalla «leggerezza delle sue opere, nonostante le fondamenta nel design classico». A Maison&Objet ha esposto alcuni arredi prodotti in esclusiva da Nilufar Gallery a Milano, oltre a un progetto ancora in fase di studio.

Guglielmo Poletti

Selezionato da: Rossana Orlandi

Guglielmo Poletti - Credits: Foto: Giulia Piermartiri
Rossana Orlandi - Credits: © Giovanni Gastel
Guglielmo Poletti Equilibrium Console - Credits: © Giulia Piermartiri
Guglielmo Poletti Equilibrium Round - Credits: © Giulia Piermartiri
Guglielmo Poletti Equilibrium Stool - Credits: © Giulia Piermartiri

La sua ricerca si basa sul rapporto tra materia, equilibrio e fragilità. Attraverso le sue opere, Guglielmo Poletti indaga il concetto di semplicità come risoluzione della complessità. Classe 1987, dopo gli studi a Milano ha conseguito un Master in Contextual Design alla Design Academy di Eindhoven, dove vive tutt'ora. L'esperienza accumulata nella città olandese ha forgiato il suo approccio al design, votato alla sperimentazione. A rimanerne affascinata è Rossana Orlandi, che l'ha selezionato per i Rising Talents Awards con queste motivazioni: «Quello che mi ha colpito nel suo lavoro è la semplicità portata all’estremo, al punto da diventare elemento caratterizzante e intrinseco. In lui vedo un pensiero lineare e dinamico, costantemente in movimento e già orientato verso progetti futuri.» A Maison&Objet sarà possibile vedere alcuni dei suoi pezzi più importanti oltre alla celebre Equilibrium Stool, acquisita dal Design Museum di Gent per la sua collezione permanente.

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