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Mortarotti e Hamzehian e il nuovo documentario dei luoghi di frontiera

Milano Design Film Festival

Il fotografo torinese Vittorio Mortarotti e il film-maker di origini iraniane Anush Hamzehian sono in mostra al MAXXI fino al 23 Ottobre 2016 con l’opera “Eden”, un lungometraggio che ritrae le condizioni di vita ai confini tra Armenia e Iran.

Il duo è stato selezionato dal museo romano all’interno dell’iniziativa Level 0 che, in occasione di ArtVerona, consente a giovani artisti di essere inseriti nella programmazione culturale di importanti istituzioni, in modo da portare le ricerche della contemporaneità a un pubblico più allargato.

Anush Hamzehian è figlio di un rifugiato iraniano. Nasce a Tabriz nel 1979, l’anno della Rivoluzione Islamica, quando i suoi genitori emigrano dal Paese. Con Vittorio Mortarotti decide di fermarsi per un mese ad Agarak, l’ultimo villaggio armeno prima del confine iraniano, riprendendone la violenza e la claustrofobia come metafora dei luoghi di frontiera nel mondo. “Eden” è dunque un lavoro sui confini e i confinati, sui racconti e le speranze di coloro che superano il confine e di chi non può farlo.

«Eden’ è il nostro primo lavoro compiuto, pensato per essere un’installazione di fotografie e video», raccontano Mortarotti e Hamzehian. «Nello specifico, dieci fotografie in grande formato, un video SD e un video HD a tre canali. Noi veniamo dal mondo del documentario di creazione o dal ‘nuovo documentario’ che dir si voglia. Alle spalle avevamo una prima esperienza che aveva dato vita a un film di 37 minuti e una serie fotografica che coesisteva nella stessa mostra (‘Après’ e ‘The First Day of Good Weather’). Ci siamo resi conto con grande piacere che, da un certo punto di vista, un medium [fotografia e video] libera l’altro da certe costrizioni insite nel proprio linguaggio. ‘Eden’ è composto da una serie di foto molto dirette, ‘documentarie’ con cui raccontiamo l’aspetto claustrofobico e violento della frontiera. Questa scelta ci ha permesso di lavorare su un altro registro nella parte video: il video a tre canali, pur raccontando vere storie di frontiera, ha un’atmosfera più onirica e sottile. ‘Eden’ è diventato anche un libro, edito da Skinnerboox, dove abbiamo rielaborato il materiale e ci siamo confrontati con un ulteriore formato e con regole diverse. Al momento stiamo lavorando sia a un film (‘Mr.Kubota’) sia a un progetto artistico ambientato in New Mexico (‘Most Were Silent’) dove l'interazione tra foto e video è ancora più intensa».

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