Credits: Circolo dei professori, Gio Ponti (Photo Bergamin)
Credits: Circolo dei Professori, Gio Ponti (photo Bergamin)
Credits: Appartamenti del Rettore, La Sala di attesa, Gio Ponti (photo Bergamin)
Credits: Sedia con tavolino, Appartamenti del Rettore, Giò Ponti
Credits: La Sala da Pranzo, Gio Ponti (Photo Bergamin)
Credits: Sala del Caminetto, mobile emeroteca, Giò Ponti (Photo Bergamin)
Credits: La Sala del Caminetto, Gio Ponti (Photo Bergamin)
Credits: La Scala degli Eroi, Gio Ponti (Photo Bergamin)
Credits: Studio del Rettore, armadio, tavolo e lampada, Gio Ponti (Photo Bergamin)
Credits: La Sala da Pranzo vista dalla porta, Gio Ponti (Photo Bergamin)
Credits: Il teatro anatomico (Photo Bergamin)
Places

Gli appartamenti segreti di Padova firmati Gio Ponti

Luca Bergamin

Li abbiamo intravisti in alcune scene de La sedia della felicità, l’ultimo film girato da Carlo Mazzacurati prima della sua scomparsa. Adesso negli Appartamenti del Rettore dell’Università di Padova si può entrare e aprire questo scrigno del design firmato da Gio Ponti che è sempre stato segreto e soprattutto vietato. "Un bene antico non è un patrimonio da nascondere in un cassetto o in una cassaforte", dice il Rettore, Professor Giuseppe Zaccaria, "ad esclusivo uso di singoli amatori. In queste stanze è giusto che tutti abbiano il diritto di stupirsi di fronte a tanta bellezza, armonia del gusto, qualità delle scelte estetiche".

Agli appartamenti del Rettore si accede, in questo nuovo percorso di visita, dopo avere ammirato il cortile Antico, l’Aula Magna, la Sala di Lauree della Facoltà di Medicina, lo splendido Teatro Anatomico in legno del 1594 e infine La Basilica, ovvero il primo segno lasciato da Gio Ponti che disegnò un soffitto a reticolati romboidali sostenuto da imponenti colonne di marmo rosso.  

Ecco poi aprirsi alla vista Il Circolo dei Professori con la Sala di Lettura dove Ponti ha voluto un grande tavolo affiancato da un divano, prediligendo i materiali della pelle e del legno. Attraverso una porta, anch’essa in legno scorrevole, si ha accesso alla Sala da pranzo in cui il designer, immaginando banchetti tra pensatori e professori di fama internazionale, ha optato ancora per un lungo tavolo senza spigoli, mentre nella Sala del Caminetto, il tavolo si rimpicciolisce, ci sono poltrone, un mobile emeroteca, in un locale pensato dunque per intrattenersi in piccoli gruppi, leggere, fumare.

Domina in tutti questi ambienti, cucina compresa, un piacevole senso di armonia che favorisce il dialogo dotto. Davvero di grande impatto anche la Scala del Sapere, ulteriore via per salire agli Appartamenti del Rettore, in cui ogni scalino è fatto da un marmo di diverso colore, e alla base, ad accogliere o salutare il visitatore nell’Atrio degli Eroi, c’è la statua del Palinuro scolpita da Arturo Martini.

Per chi visita Padova, ecco un’altra gemma assolutamente da non perdere insieme all’Orto Botanico, il più antico del mondo, che da qualche mese si è arricchito del Giardino della Biodiversità, le serre dal design contemporaneo in vetro e acciaio, cinque come i continenti, che ospitano 1.300 specie rare. 

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