Credits: Takumi Ota
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Kyoto, sei indirizzi tra design e architettura

Kyoto può suscitare reazioni contrastanti nei visitatori. L'antica capitale del Giappone mantiene una certa distanza da soluzioni sensazionalistiche, anche a livello infrastrutturale, più comuni nella megalopoli Tokyo.

Se si esclude il labirintico complesso Kyoto Station - il principale hub del Western Japan venne inaugurato nel 1997, su progetto dell'architetto giapponese Hiroshi Hara - pochi altri interventi susciteranno quel "guizzo di stupore" che la permanenza a Tokyo può concedere. Tuttavia, è senza dubbio analizzando lo scenario delineato dalle giovani generazioni dei progettisti locali, anche in una scala di intervento più ridotta, che emerge la raffinata identità della "thousand-year capital".

Mentre le decine di templi, associati a incantevoli giardini zen, il quartiere Gion, il bosco di bambù di Aeashiyama, la Passeggiata della Filosofia e le altre attrazioni locali difficilmente sfuggiranno all'occhio degli osservatori occidentali, per comprendere il panorama delinato dal design e dall'architettura contemporanea sarà spesso necessario aguzzare la vista. E varcare la soglia anche di porte solo all'apparenza modeste e anonime.

Today’s Special by Schemata Architects / Jo Nagasaka

Credits: Takumi Ota
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Lo studio Schemata Architects / Jo Nagasaka ha progettato il terzo punto vendita della catena Today’s Special. Collocato all'interno del centro commerciale Bal, a Kyoto, questo store si qualifica per l'impronta informale e pratica, resa attraverso soluzioni stardardizzate e arredi di fattura eterogenea. Aperto a ottobre 2015, negli oltre 280 metri quadri di esposizione, combina mobili antichi che evocano le atmosfere dei negozi di antiquariato con elementi in plastica, in acciaio e superfici rivestite in ceramica. I clienti sono incoraggiati a muoversi senza attenersi a percorsi prestabiliti, mentre l'invito all'acquisto si accompagna all'immediato desiderio di esplorare anche gli angoli appartati.

Aesop Kawaramachi by Torafu Architects

Credits: Takumi Ota
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Ultimato nel 2013 e sviluppato su una superficie di 83 metri quadri, lo spazio commerciale destinato al noto beauty brand Aesop occupa il primo piano di un edificio affacciato su un'animata arteria stradale. Con un marcato andamento longitudinale - lo spazio infatti è largo 3,2 metri, lungo 19,7 metri e alto 6 -, lo store si caratterizza per un'anima priva di formalismi, come rivela il trattamento riservato alle pareti e al soffitto. La pietra Oya, impiegata per i pavimenti, è associata a una finitura simile a malta che unifica tutti i piani espositivi. La notevole altezza è stata interpretata come un attrattore visivo: a testimoniarlo, l'illuminazione realizzata con lunghe lampade a soffitto, le stesse utilizzate nelle imbarcazioni per la pesca. Torafu Architects è uno studio fondato nel 2004 dagli architetti Koichi Suzuno e Shinya Kamuro. Noto a livello internazionale, opera in un'ampia gamma progettuale, dall’architettura al interior design, occupandosi anche di installazioni, allestimenti, product design e film-making.

 

Piece Hostel Sanjo Kyoto 

Credits: courtesy of piece hostel sanjo
Credits: courtesy of piece hostel sanjo
Credits: courtesy of piece hostel sanjo
Credits: courtesy of piece hostel sanjo
Credits: courtesy of piece hostel sanjo
Credits: courtesy of piece hostel sanjo
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Credits: courtesy of piece hostel sanjo
Credits: courtesy of piece hostel sanjo
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Inaugurato a luglio 2015, il Piece Hostel Sanjo è una struttura ricettiva nel cuore di Kyoto, nelle adiacenze di vari siti di interesse. L'attuale complesso sorge in un edificio nato per ospitare un albergo. Conservando la vocazione originaria dello stabile, l'intervento ha tuttavia previsto la ridefinizione completa dei percorsi e dell'identità visiva di tutti gli interni. Oltre alle 58 camere da letto disponibili - double room, family room e camerate sull'impronta dei capsule hotel - il Piece Hostel Sanjo dispone di ampi spazi comuni, dai quali emerge un gusto cosmopolita e un'attenzione verso le peculiarità del luogo. In particolare, è nella cucina-refettorio, aperta su un giardino con sassi e bambù, che si può apprezzare l'estetica funzionale e minimal, in parte evocata dalla facciata, scelta dai progettisti. Nel livello interrato, il Piece Hostel Sanjo ospita inoltre il Drip and Drop Coffee Supply, un locale d'impronta industrial che testimonia il crescente interesse verso il consumo di caffè in città.

Sou-Sou Boutique Kyoto

Credits: Sou•sou Kyoto
Credits: Sou•sou Kyoto
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Credits: Sou•sou Kyoto
Credits: Sou•sou Kyoto
Credits: Sou•sou Kyoto
Credits: Sou•sou Kyoto
Credits: Sou•sou Kyoto

Presente anche a Tokyo e San Francisco, SOU · SOU Kyoto è un brand tessile fondato nel 2002. La successione di piccoli punti vendita ubicati in città incarna un modello di shopping alternativo rispetto a quello proposto dai grandi centri commerciali locali. Adiacenti uno accanto all'altro, quasi a suggerire l'atmosfera raccolta e intima di un villaggio, gli store di Kyoto sono unificati dalla sobrietà degli esterni. Da notare la scelta di ricorrere, nella maggior parte dei casi, a un comune filtro collocato in facciata: si tratta di sequenze di numeri - uno dei simboli del marchio - riprodotte su barre lignee, a sviluppo verticale. L'aspetto rilassato degli spazi interni è dovuto dal ricorso a finiture, arredi ed espositori nella medesima essenza lignea che concedono piena visibilità all'ampia produzione firmata SOU · SOU. Tessuti per la tavola e l'arredamento, collezioni moda e calzature rispecchiano tutti una precisa vocazione: definire un design moderno basato sulla tradizione giapponese. Nella produzione delle tipiche calzature jika-tabi, dei kimono e delle proposte textile design, il brand opera con designer e artigiani locali. Proiettando uno sguardo innovativo in uno dei settori di punta della storia produttiva di Kyoto.

Jins eyewear store Kyoto

Credits: courtesy JINS
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Credits: courtesy JINS
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Il brand giapponese di occhiali JINS ha da poco festeggiato il traguardo dei 12 anni di vita aprendo un nuovo store in città, il settimo. Come nello stile dell'azienda, anche in questo caso i progettisti sono stati chiamati a concepire modalità alternative alla consueta esposizione degli esemplari in vendita. Mentre nella disposizione gli addetti sono incoraggiati verso un allestimento secondo fasce cromatiche, gli ambienti interni si qualificano per il mantenimento di superfici nude e pulite. Quasi a stimolare proprio il senso dellla vista e ad accompagnare l'itinerario di visita, i pannelli in calcestruzzo a facciavista, impiegati come divisori interni, ospitano inattese aperture e stilizzati interventi grafici

Bake Cheese tart store Kyoto by Yusuke Seki - The Design Studio

Credits: Takumi Ota
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Tra i più recenti arrivi in una delle zone popolari per lo shopping a Kyoto - Teramachi-dori - la panetteria specializzata in tartine al formaggio è opera del designer giapponese Yusuke Seki. L'architetto ha proposto un inconsueto, ma non irriverente, accostamento tra i mattoncini Lego e la tradizione agricola e casearia dell'Hokkaido. Infatti, in questo punto vendita dell'azienda dolciaria Bake il progettista ha fornito una personale lettura dei concetti di "locale" e "globale", concependo un lungo ripiano rivestito di Lego per l'esposizione del prodotto di punta del laboratorio. Le popolari tartine al formaggio, una volta sfornate, vengono presentate su un bancone che strizza l'occhio all'internazionalità, all'infanzia, al gioco: facendo leva sul fascino senza confini dei Lego, Seki riesce a dare vita a una sorta di curioso "ponte" tra generazioni e aree geografiche. Nella panetteria non mancano gli echi della tradizione locale. L'esempio più rappresentativo è il reticolato di legno realizzato con la tecnica "Shitaji-Mado", ovvero seguendo le modalità di costruzione delle case da tè giapponesi. Tale griglia differisce di zona in zona, a tal punto che le varie maestranza giapponesi definiscono e seguono regole proprie.

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