Stahl House - Credits: © Sean Davis
Places

Alla scoperta delle perle mid-century di Los Angeles

«Nel bene e nel male, Los Angeles è diventata allo stesso tempo la predizione e la concretizzazione del sogno mai realizzato di Frank Lloyd Wright di edificare Broadacre City», scrive Thomas S. Hines nel suo libro Architecture of the Sun: Los Angeles Modernism, 1900-1970.

Effettivamente il rapporto tra la città californiana e l'architettura ed il design modernista della metà del XX secolo è innegabilmente profondo: il clima, la topografia, la disposizione urbanistica ed il fatto di essere una motor city hanno sensibilmente influenzato lo sviluppo architettonico della città indirizzandolo verso una tipologia progettuale in grado di premiare la transizione tra spazi interni e spazi esterni.

Il riflesso americano del Movimento Moderno e del Bauhaus si traduce in una declinazione meno formale e più divertente, che spesso include elementi di puro entertainment o in prestito dal filone Sci-fiAtomic Age come reazione spontanea alla depressione post Seconda Guerra.

E Los Angeles negli anni '50 incarna perfettamente tutti questi sentimenti. Basti pensare all'approccio funky dello sviluppo architettonico di Palm Springs firmato Donald Wexler o, molto più semplicemente, alle incredibili residenze private che possono godere della vista sulla città come la Stahl House immortalata da Julius Shulman, la casa di James Goldstein oppure quelle immerse nel verde come la Schaffer House.

E poi ci sono le auto. Tra tutte le città statunitensi, Los Angeles è forse l'unica che si può definire designed for driving, driven by design. Guidare a L.A. è un'esperienza immersiva e non stupisce che molte strutture architettoniche dedicate alla guida abbiano subito l'influenza del modernismo americano: la stazione di servizio Union 76 progettata da Gin Wong (sulla cover di High Flying Birds di Noel Gallagher o all'interno di ShampooL.A. Story con Steve Martin), il Cinerama Dome Theatre, la moltitudine di motel come l'Avalon, l'Hollywood Downtowner Innl'Hollywood Premiere o la più recente apertura dello Standard ad Hollywood che riprende e sviluppa le linee guida del mid-century modern secondo un approccio più contemporaneo.

Molto spesso si tratta di opere architettoniche che non portano la firma di grandi nomi ma che hanno contribuito a delineare in maniera profonda l'identità della città. Ciononostante non mancano le icone paesaggistiche come la Eames House (da prenotare con largo anticipo), la Ennis House di Sir Frank Lloyd Wright o la Neutra VDL Residence firmata da Richard Neutra.

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