Serena Confalonieri - Credits: Photo: Luisaviaroma
Masai Collection
Masai Collection
Masai Collection
Mojo Copper
Mojo Silver
Porro Design Decors
Wall&Decò - Fairplay
Wall&Decò - Kona
Porro Design Decors
Places

Un giro per Milano con Serena Confalonieri

Dopo Firenze, eccoci a Milano per un tour della città in compagnia di Serena Confalonieri, uno dei talenti da tenere d'occhio secondo Icon Design. Di recente l'abbiamo vista a Maison&Objet con quattro collezioni di carta da parati per Wall&Decò e con i tessuti decorativi disegnati per Porro.

Classe 1980, dopo la laurea in Design di Interni al Politecnico di Milano ha lavorato a Barcellona per poi tornare a Milano, dove ha collaborato con Aldo Cibic e con alcuni studi di grafica.

Una passione, quella per linee e geometrie, che si rintraccia in tutta la sua opera. «Dalla grafica mi sono spostata al tessile e alla carta da parati, avvicinandomi sempre più al prodotto», racconta. Le sue creazioni, oltre all'amore per grafismi e stilizzazioni, racchiudono tutta la fascinazione per le culture esotiche. Lo scorso novembre, per la fiera di design Operae ha realizzato una collezione di amuleti per l'esposizione collettiva Love me Love me. «Mi sono ispirata alla magia vodoo creando alcuni amuleti con la tecnica della vetrofusione. Mischiando vetro e metallo ho riflettuto sui diversi legami d'amore. Sono lavori caratterizzati da giochi di equilibri e trasparenze, proprio come l'amore». La stessa vena esotica si riscontra anche nella collezione di specchi e vasi Maali e Masai sviluppata insieme a Maliparmi ed esposta durante il Salone del Mobile 2017. «Le culture tribali mi affascinano molto. Quello che ho trovato interessante delle tribù Masai è il loro modo di decorarsi prima di affrontare la guerra. La morte assume dunque una valenza positiva, con dei rituali che portano fierezza alla guerra e alla morte».

Negli anni ha collezionato numerose collaborazioni con (tra gli altri) Archiproducts, Arzberg, Azimut Yachts, Carpet Edition, cc-tapis, Sambonet, Swatch e Karpeta, oltre ad aver ricevuto una Menzione Speciale al Young&Design Awards nel 2014 e ad aver vinto il German Design Awards nel 2016.

In attesa della prossima Design Week milanese, ecco alcuni indirizzi in cui è facile incontrare Serena a Milano. Tra ristoranti etnici, caffé letterari, cinema e negozi di modernariato.

Bar Basso

Bar Basso - Credits: Foto: Andrea Zani
Bar Basso - interni
Bar Basso - interni

Si parte con un grande classico: l'intramontabile Bar Basso, luogo simbolo dell'aperitivo milanese - è qui che è nato nel 1968 il Negroni Sbagliato, da bere in grandi calici con un cubo di ghiaccio all'interno - da qualche anno punto di ritrovo della fauna creativa durante il Salone del Mobile di Milano. «Io lo frequento fuori dalla Design Week, lontano dalla ressa. Oltre che per l'ottimo spritz, ci vado perché è un bar d'altri tempi, che mi ricorda una Milano autentica. Mi siedo e mi guardo semplicemente attorno, immergendomi nell'atmosfera», dice Serena. Un punto di riferimento per i cultori dell'aperitivo.

  • Dove: via Plinio 39

Zazà Ramen

Zazà Ramen
Zazà Ramen (Artwork: Job Koelewijn)
Zazá Ramen

Dal pilastro dell'aperitivo milanese all'indirizzo del momento: Zazà Ramen. Qui si viene per i gustosissimi ramen preparati con ingredienti di stagione, ma anche per i dolci (da assaggiare la panna cotta con fagioli azuki dolci). «Trovo che sia tutto squisito. Mi piace soprattutto perché è una cucina fusion, che incontra i sapori occidentali». Si pranza e si cena nei grandi tavoloni di legno in condivisione, mentre alle pareti sono esposte opere d'arte create appositamente per il locale (fino a marzo rimane visibile l'opera di Job Koelewijn). L'idea è del fondatore Brendan Brecht, nato e cresciuto in Olanda da una famiglia di collezionisti d'arte.

  • Dove: via Solferino 48

Consorzio Stoppani

Consorzio Stoppani
Consorzio Stoppani

A due passi da Porta Venezia, un luogo informale e rilassato in cui fermarsi per un boccone: il Consorzio Stoppani. Il menù di 16 piatti - rinnovato ogni due mesi - è sviluppato dalla chef camerunense Victoire Bouna Gouloubi in collaborazione con alcuni Consorzi di Tutela Agroalimentare. Qui si gustano le specialità delle sagre italiane, oltre ai prodotti provenienti da allevatori e piccole aziende agricole di tutta Italia. «L'ambiente è piacevole e allegro, proprio come quello di una sagra urbana. Trovo che sia perfetto per una cena tra amici» - dice Serena.

  • Dove: Via Stoppani 15

Casa-Museo Boschi di Stefano

Casa-Museo Boschi di Stefano
Casa-Museo Boschi di Stefano
Casa-Museo Boschi di Stefano

Sono le custodi più discrete ed eleganti del patrimonio artistico e culturale milanese: Villa Necchi Campiglio, il Museo Poldi Pezzoli, Il Museo Bagatti Valsecchi e la Casa Boschi Di Stefano costituiscono il circuito delle case-museo meneghine. Si tratta di abitazioni donate dai loro proprietari al Comune di Milano, diventate poi musei aperti al pubblico, un lascito dell'alta borghesia alla cittadinanza milanese. Tra queste, Serena ha scelto la Casa Museo Boschi di Stefano, ceduta nel 1974 al Comune di Milano dai coniugi Antonio Boschi e Marieda di Stefano. «Qui si trovano oltre 300 opere d'arte tratte dalla collezione di circa 2000 pezzi della famiglia. Visitare la Casa Museo Boschi di Stefano è come fare un viaggio nella storia dell'arte e del design del Novecento».

  • Dove: Via Giorgio Jan 15

Magazzino 76

Magazzino 76
Magazzino 76
Magazzino 76

Nella multietnica via Padova, all'altezza del Parco Trotter, c'è un magazzino che nasconde piccoli e grandi tesori di modernariato. Qui si trovano arredi dai primi del Novecento fino agli anni Ottanta, design italiano e internazionale e pezzi unici da collezione. Tutti i mobili sono restaurati da SpazioStudio78, il laboratorio di falegnameria che si trova all'interno del magazzino. «Ci vado quando sono in cerca di ispirazione, mi piace guardarmi attorno e proiettarmi in altre epoche», racconta Serena.

  • Dove: via Padova 76

Cinema Beltrade

Cinema Beltrade
Cinema Beltrade

Il Cinema Beltrade è il cuore pulsante del giovane quartiere di NoLo (North of Loreto). Un tempo sala-cinema della parrocchia della Chiesa di Santa Maria Beltrade, dal 2013 è un'istituzione per gli amanti del cinema di ricerca. Un luogo a cui sono affezionati molti milanesi, compresa Serena: «Oltre a proiettare film in lingua, il Beltrade ha una programmazione che abbraccia il cinema d'essai fino alle novità dei festival. Ci vado anche di pomeriggio, quando ho bisogno di staccare dal lavoro». Da qui passano i film delle rassegne internazionali, ma anche pellicole diventate cult. Una garanzia per chi vuole uscire dalle solite traiettorie del cinema mainstream.

  • Dove: via Nino Oxilia 10

Libreria Verso

Libreria Verso
Libreria Verso

Un caffé letterario con libreria (o viceversa), che offre una selezione curatissima di titoli e che ospita una fitta programmazione di eventi tra cui letture, concerti, laboratori e incontri tra lettori. La Libreria Verso è una piccola gemma incastonata tra i negozi di corso di Porta Ticinese. «Sono andata per una presentazione e ho trovato un'atmosfera molto intima, mi sono sentita bene», racconta Serena. Il posto perfetto per trascorrere un pigro sabato mattina tra libri e caffé, oppure per un aperitivo poetico o musicale. Ce n'é per tutti. Anche per i bambini, con uno spazio tutto dedicato a loro.

  • Dove: Corso di Porta Ticinese 40

Cascina Martesana

Cascina Martesana
Cascina martesana - Galleria Espositiva ElBagnin de Gorla
Cascina Martesana - Salotto

Nel 2013, il rudere di una cascina è stato trasformato in un luogo aperto ai cittadini, in cui si viene per una birra, un corso di yoga o una mostra. La Cascina Martesana è diventata un punto di riferimento per gli abitanti di Milano nord. «Qui si viene non solo per partecipare agli eventi organizzati negli spazi della cascina, ma anche per rilassarsi in uno dei parchi più belli della città, quello che costeggia il canale della Martesana», dice Serena. Un luogo di aggregazione da frequentare in tutte le stagioni dell'anno. All'interno c'è anche una galleria espositiva che prende il nome dall'adiacente El bagnin de Gorla, la più antica piscina all'aperto di Milano. Gli spazi della cascina ospitano anche un orto condiviso, aperto alla cittadinanza, una zona relax per adulti e bambini e un salotto con griglia, per godersi le giornate estive.

  • Dove: via Luigi Bertelli 44

Civico Planetario Ulrico Hoepli

Civico Planetario Ulrico Hoepli

Chi è cresciuto a Milano, non può non esserci stato. Il Planetario di Milano è la classica meta delle gite delle scuole elementari o medie. In pochi però, lo frequentano al di fuori degli studi. A torto, perché qui si tengono numerosi eventi, incontri e conferenze di approfondimento per i curiosi e gli appassionati. A essere un'assidua frequentratrice è Serena: «Il Planetario è un luogo pieno di fascino. Ci vado spesso, fino a qualche tempo fa addirittura ogni settimana. Organizzano anche serate con musica e video.» Altra buona ragione per farci un salto è l'architettura, progettata da Piero Portaluppi alla fine degli anni Venti. La struttura a pianta ottogonale in stile neoclassico riprende quella del Pantheon di Roma.

  • Dove: Corso Venezia 57
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