Il living con la coppia creativa Nobody&co. e il loro pezzo cult: la poltrona-libreria Bibliochaise. Alle loro spalle, un grande quadro di Sebastian Matta - Credits: Ph. Serena Eller - Vega MG
Places

Gioco di coppia

Ritratto in un interno. Una delle loro foto più note li riprende con il capo coperto da una buffa maschera di animale, una mucca lei, un lupo lui. Difficile leggere le fisionomie. Sono una coppia nella vita e nel lavoro, il nome che hanno scelto per il loro studio di design è Nobody&co., cioè “Nessuno”. La curiosità di conoscere meglio Giovanni Gennari e Alisée Matta è tanta. Appena varcata la soglia della loro abitazione milanese, tutto questo mistero si svela. Sono e ervescenti, pieni di idee e progetti. La loro abitazione, eclettica e colta, rispecchia il loro stile di vita. Hanno personalità e buon gusto, una storia professionale articolata e anche una storia familiare che, da sola, non basterebbe un libro per riassumerla. La loro casa è anche la perfetta ambientazione per i lavori progettati negli anni.

Nell’ampio soggiorno domina, la parete di fondo, un’enorme tela di Sebastian Matta, architetto e pittore cileno, uno dei maggiori protagonisti delle arti gurative del XX secolo, ma anche e soprattutto padre di Alisée. Lo stesso tono del quadro è stato scelto per le pareti, un grigio cangiante che cambia con la rifrazione della luce, a volte più plumbeo, a volte quasi verde. «Un grigio che mi ricorda la mia infanzia londinese», afferma Alisée. Nel centro del salone troneggia il loro pezzo cult la Bibliochaise, una poltrona-libreria che contiene cinque metri di libri: «Il primo schizzo l’ho fatto nel 1998, ed è stato proprio Sebastian Matta a suggerirmi il nome», ricorda Giovanni. E prosegue: «Il concetto che vogliamo esprimere è quello che stare seduti circondati dai propri libri preferiti è come essere seduti al centro di se stessi».

Nobody&co. sono una coppia di creativi fuori da ogni schema. Alisée uttua con grazia da un mondo onirico tutto suo a un realtà pragmatica molto internazionale; Giovanni, estro esuberante della coppia, è una fucina di idee, ha una mano felice nel disegno e un’ironia tagliente: non può non commentare, con una battuta spot, qualsiasi argomento. La tela di Matta domina il soggiorno arredato con i divani in pelle di Vico Magistretti. Di fronte, sulla parete opposta, la grande libreria sui toni dell’azzurro polvere, in mezzo frammenti del loro mondo. Una moderna wunderkammer che accosta sacro e profano con gusto e stile. Si va dal mobile altoatesino che apparteneva alla nonna tedesca di Alisée, alle grandi pigne raccolte in montagna. Nel ripiano sopra le pigne c’è kachina, una bambolina di legno scolpita, gura sacra degli Hopi, una tribù di indiani d’America. «Rappresentano lo spirito degli antenati, un regalo di mio papà», rivela Alisée. Alle pareti anche un quadro con una raccolta di esche per la pesca con la mosca, la passione di Giovanni. Accanto, appoggiato su un divano letto in legno azzurro, del 700 svedese, un’opera dell’artista e psicoterapeuta danese Johan Deckmann, di cui sono appassionati collezionisti. Accostato c’è un disegno dell’altra grande protagonista della casa, Zoe, la loro bambina di 6 anni: una grande farfalla rosa. Sempre di Zoe è l’autoritratto accostato a un vaso giapponese del periodo Jomon, che per intenderci corrisponde alla nostra preistoria. Un premio donato a Sebastian Matta durante un suo viaggio in Sol Levante.

Aperta sul soggiorno l’area pranzo, arredata con le sedie Missing di Nobody&co. La nuova serie le vede invase da germogli e insetti preziosi, con i tubolari in tessuto decorati dai designer scozzesi Timorous Beasties e ricamati in 3D con perle e fili pregiati da Chloe Patience. Da questo locale si accede alla cucina. Qui il Double Table componibile dei padroni di casa disegna lo spazio perché si trasforma come la maggior parte dei loro pezzi. A rendere unico il locale, un quadro di Matta e appoggiate sopra i pensili, quattro braccia oversize in legno che provengono da una statua indiana della dea Kalì. Una delle fnestre si apre sul verde di un acero giapponese, del terrazzo esterno.

Dal soggiorno, fra un’antica scala in legno da restauratore, uno scrittoio in abete biondo francese, una teca con un un pinguino impagliato (proveniente da qualche impresa artica) e una maschera Dogon del Mali, si trova una porticina, mimetizzata nella parete. Da lì inizia il regno di Zoe. La sua camera pare uscire da un libro di abe: a terra un tappeto disegnato dal nonno; quindi il letto, svedese, dei primi del XIX secolo, con armadio annesso e una scaletta d’accesso, un po’ Alice nel paese delle meraviglie, un po’ Cronache di Narnia. Forse solo Zoe ne conosce il segreto.

A sinistra, il dettaglio di un mobile a ripiani con alcuni oggetti d’affezione: la foto dell’amico Man Ray con Matta, la Bibliochaise, il disegno della figlia Zoe, i primi bozzetti delle Missing Spring Chairs... A destra, Alisée con i tubolari ricamati a mano in 3D da Chloe Patience sui disegni degli scozzesi Timorous Beasties. Applicati alle sedie Missing Chairs portano i germogli della primavera in casa - Credits: Ph. Serena Eller - Vega MG
A sinistra, la sala da pranzo vede protagoniste le sedie Missing Spring Chairs di Nobody&co. nella nuova versione con ricami 3D. Lampada di Castiglioni per Flos, seduta africana e quadro cineticoA destra, il divano firmato Magistretti per Cassina, le lampade di Flos e la collezione di libri, prota- gonisti nella casa e nella vita di Giovanni e Alisée - Credits: Ph. Serena Eller - Vega MG
A sinistra, tra quadri e specchiere antiche, il primissimo modello in ottone del Buddino di Nobody&co., lo stampo in materiale plastico per budini a forma di Buddha. A destra, un ritratto di Giovanni Gennari seduto sulla sua prima creazione: la Bibliochaise (1998). In braccio il cane scultura dell’artista australiano Troy Emery - Credits: Ph. Serena Eller - Vega MG
La cucina è una riedizione di un progetto del 1972 di Luigi Massoni per Boffi. I tavoli Double Table di Nobody&co. sono a forma di L, accostati a piacere creano infinite forme. Lampade a sospensione di Artemide - Credits: Ph. Serena Eller - Vega MG
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