I due fondatori: Svend Olufsen e Peter Bang (a destra).
1926. Il primo trasformatore per la radio - Credits: Ufficio stampa
Nella fattoria Olufsen collaboravano tutti: nell'immagine la cuoca di famiglia intenta a costruire un'apparecchiatura. - Credits: Ufficio stampa
MiniModerneHi01 - Credits: Ufficio stampa
La radio ispirata al Bauhaus - Credits: Ufficio stampa
TheModularSystemHi01 design Ib Fabiansen. - Credits: Ufficio stampa
Quistrup - Susanne Olufsen all'ingresso della casa dove nacque la B&O. - Credits: Ufficio stampa
Giradischi Beogram 4000, design Jacob Jensen -1972
Beocord 8000, design Jacob Jensen -presentato tra il 1980 e il 1984 - Credits: Ufficio stampa
Cordless BeoCom 2, design David Lewis - 2002 - Credits: Ufficio stampa
Telecomando Beolink1000, con regolazione di fonti audio e video, design David Lewis - 1985 - Credits: Ufficio stampa
Beosound 3200, design David Lewis - 2003 - Credits: Ufficio stampa
Credits: Ufficio stampa
La fabbrica oggi. - Credits: Ufficio stampa
La sala dove viene messa a punto la qualità del suono. - Credits: Ufficio stampa
Beosound 2 lo speakerpotente diffusore wireless con prestazioni audio a 360° - 2016. - Credits: Retouch by: Wetouch Imagework
BeoVision 14 : televisore 4K Ultra HD a LED con moltissime opzioni di connessione, accesso integrato a tutte le app e un audio più ampio e immersivo - 2016. - Credits: Ufficio stampa
Dettaglio di BeoVision 14. - Credits: Ufficio stampa
Beosound 35: Un diffusore wireless di alto livello e un impianto musicale multiroom all-in-one con un’interfaccia a sfioramento facile da usare e accesso integrato alla musica e ai servizi di streaming radiofonico - 2016 - Credits: Ufficio stampa
Storytelling

Bang & Olufsen: viaggio nelle origini

Struer, un posto dove i ritmi rallentano e il tempo sembra essersi fermato. A due passi da Billund, sede dove è nata l'idea dei mattoncini Lego ispirandosi, forse, alle case tutte regolari che popolano i dintorni di questa immensa campagna.
Un luogo che sembra lontanissimo dal design all'avanguardia che conosciamo di Bang & Olufsen: ma venendo qui si capisce che oltre al design esiste un legame forte con la natura, la ricerca della perfezione e la passione per il proprio lavoro. Ed è proprio da questi che è scaturita l'azienda di alta tecnologia legata all'audio-visivo che tutti conoscono.

Due ingegneri danesi, Peter Bang e Svend Olufsen, hanno una passione che li unisce: quella di realizzare prodotti audio-visivi che possano andare oltre la loro funzione classica. E proprio per questa loro perseveranza, iniziano a studiare e costruire radio all'interno della casa di famiglia degli Olufsen: dove tutti, dalla cuoca ai fattori, contribuiscono a realizzare il loro sogno.

Il primo prodotto commercializzato con il marchio Bang & Olufsen è stato l'Eliminatorun componente interno della radio che rendeva inutili le batterie e permetteva di collegare la radio direttamente all’alimentazione di rete. Dopo questo primo successo, le richieste iniziano ad aumentare e i due giovani fondano, nel 1927, il primo stabilimento a Struer (sede tutt'oggi del principale stabilimento dell'azienda).

Il 1934 è stato l’anno dell’Hyperbo, una radio e un grammofono in un unico apparecchio con diffusore integrato. Analogamente ad altri prodotti Bang & Olufsen degli anni ’30, questi erano influenzati dal funzionalismo del Bauhaus, un’influenza che sarebbe successivamente divenuta una caratteristica distintiva del design Bang & Olufsen. Il Bauhaus non è semplicemente uno stile, ma è anche un atteggiamento verso la qualità, la facilità d’uso e l’estetica essenziale. Ma il pubblico non era ancora pronto a questo tipo di design. E così nel 1938 ritorna a produrre radio in legno e introduce, nello stesso anno, la prima radio in plastica. Materiale che in quegli anni era entrato di prepotenza sul mercato.

All'avanguardia come sempre, la B&O realizza la prima Televisione nel 1950: anno in cui la TV non era ancora arrivata in Danimarca, tanto che i tecnici, per testarla, erano andati in Svezia e Germania.

Nel 1954 la svolta, Poul Henningsen, architetto di fama internazionale, scrive un articolo di critica molto forte nei confronti del design dei prodotti realizzati dalla casa danese: "È offensivo costringere le persone che apprezzano i mobili moderni ad acquistare queste mostruosità se vogliono godere del grande bene culturale quale è la radio”.

Ma la critica, presa con intelligenza, porta la B&O a unire le proprie conoscenze tecnologiche a un design affidato ad esperti e nel 1958 produce il primo televisore disegnato da un architetto. Mentre il 1959 segna l'arrivo del TheModularSystemHi01 disegnato da Ib Fabiansen.
È l'inizio del vero cambio d'immagine dell'azienda: non solo tecnologia all'avanguardia ma una ricercatezza della forma che porta alla collaborazione negli anni successivi con Jacob Jensen e David Lewis: i due designer che hanno firmato i prodotti - icona di B&O, portandoli ad essere oggetti del desiderio per tutti. Come il cordless BeoCom 2, dalla forma sinuosa apparso in moltissimi film ("Il diavolo veste Prada”, per dirne uno) o il mitico stereo BeoSound 3200, dotato di sensori, che si apriva al solo passaggio della mano.

Dopo di loro, e fino ad oggi, moltissimi sono i designer con cui collaborano: "Ma nessuna archistar”, come racconta Marie Kristine Schmidt, vice president Brand & Design. "Per noi il protagonista dev'essere il prodotto”.

E così ogni oggetto viene studiato e ri-studiato per mesi: piccoli prototipi prendono forma per poi passare ai controlli tecnologici per poterli realizzare fino alla "stanza” del suono: dove ingegneri specializzati ne testano la purezza.

Nulla viene lasciato al caso: ci sono i robot che pazientemente, come due ballerine di precisione, lavorano l'alluminio, levando strato dopo strato fino ad arrivare alla leggerezza dei prodotti che vediamo finiti. Pazienti mani di operai esperti controllano infinite volte il risultato di ogni più piccolo dettaglio: perché qui, nella fabbrica di B&O in Danimarca, costruita come fosse una cattedrale in mezzo al nulla, sembra di essere accolti in una grande famiglia. Dove tutti contribuiscono a rendere grande ogni singolo pezzo. "Il prodotto B&O dev'essere percepito come sinonimo di "casa”. Lavoriamo perché il massimo della funzionalità venga unito a una semplicità d'uso, con un design rassicurante, mai aggressivo. Che si possa inserire facilmente in qualsiasi ambiente”, come spiega Marie Kristine Schmidt. 

Sì forse è proprio questo il successo della casa danese: l'essere riusciti a realizzare oggetti non solo tecnologicamente avanzati ma a cui affezionarsi. Acquistarli come prodotti ma anche come fossero delle sculture domestiche. Da poter guardare, toccare e apprezzare. Anche da spenti.

Products
Musica e design: SONOS x KBH
Storytelling
In conversazione con Grzegorz Piątek
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