Jonathan Levien, scozzese, e Nipa Doshi, nata a Bombay: i due, sposati, sono fondatori dello studio Doshi Levien. Hanno progettato per brand del calibro di Moroso, Kvadrat, Cappellini, Camper, Galerie Kreo. Alcuni dei loro lavori sono conservati nella collezione permanente di musei come il MoMa e il Cooper Hewitt National Design Museum di New York - Credits: Delfino Sisto Legnani
Storytelling

Doshi Levien, il duo di design indo-britannico si racconta

Sta per nascere la “sorellina” di Almora. A progettare il nuovo modello, più piccolo ma altrettanto iconico e innovativo, della poltrona di B&B Italia vincitrice del Wallpaper Design Award 2015 per la categoria Best Executive Office, sarà ancora lo studio londinese Doshi Levien.

Lo scozzese Jonathan Levien e l’indiana Nipa Doshi, coppia nel design e nella vita da quando si incontrarono studenti al Royal College of Art della capitale inglese, lo hanno anticipato a Icon nella sede brianzola dell’azienda. Capolavoro di design anche questa, progettata nel 1973 da un giovanissimo Renzo Piano che conquistò Piero Ambrogio Busnelli, patron di B&B, con questo spazio sospeso su strutture esterne in tubi di acciaio, prototipo in scala ridotta del futuro Beaubourg.

«La nuova Almora sarà una sculpture chair, come la sua progenitrice», spiegano Nipa e Jonathan. «Risponderà al concetto di object and space, pensata al tempo stesso come oggetto scolpito e spazio in cui vivere in modo funzionale e confortevole la sua bellezza». Almora, che prende il nome dalla città nello stato indiano dell’Uttarakhand, un belvedere naturale sulle nevi perenni dell’Himalaya, ha segnato una piccola grande rivoluzione nel design delle poltrone: due scocche, una per la seduta e una per lo schienale, ad andamento conico, in materiale plastico bianco e antracite, appoggiate a un basamento girevole a cinque razze in fusione di alluminio. E il poggiatesta in rovere curvato inserito nello schienale.

«La magia e il mistero di Almora è che non si vede una vite!», raccontano Jonathan e Nipa

«Non si comprende come i vari elementi siano uniti gli uni con gli altri (in realtà, esiste un giunto meccanico nascosto, ndr). È un gioco sensuale tra le forme che, appunto in dimensioni ridotte, avrà una sua evoluzione nel nuovo modello. Lo stiamo disegnando proprio in questo momento, e lo facciamo sulla carta come accaduto col prototipo originario: sarà un piccolo mondo, un universo che poi ognuno, a casa o in ufficio, in una lounge come in una hall di un hotel, si potrà costruire standoci seduto. La silhouette slancerà i materiali, incastonati come componenti di un gioiello, come un vestito fatto quasi su misura».

Credits: Delfino Sisto Legnani

Voi insistete molto sull’importanza del tailoring, della sartorialità negli oggetti di arredo.

Sì, perché stiamo vivendo un’epoca sempre più informale anche nei prodotti del luxury: gli oggetti, come l’abbigliamento, virano verso il casual style, senza però abdicare, anzi esaltando, l’apporto dato dalla scelta e qualità dei legni così come dei tessuti di rivestimento, in particolare la pelle: quando tocchi l’oggetto, devi essere immediatamente a tuo agio, devi sentirlo tuo, deve dare l’idea di abbracciarti. È come nei sentimenti, una questione di pelle...

Una sorta di design feeling, insomma, un po’ come è accaduto nella vostra vita e che sta alla base anche delle vostre scelte professionali.

Siamo un esempio perfetto di co-sharing: l’una è esperta nelle arti visuali, l’altro più ferrato nella tecnologia e nei materiali di costruzione. Direi che a funzionare tra noi nel lavoro è il confronto tra culture differenti. Ci si ascolta, si scambiano esperienze, storie di vita e popoli, tradizioni, background artigianale e tecnologico: il mix, se avviene in questo modo, non può che essere creativo. E credo che questo valga per tante coppie di designer, non necessariamente legati sentimentalmente, che producono insieme in questo global word. Unione non vuol dire comunque confusione, bensì armonia di elementi, nel rispetto della natura.

Almora è un esempio calzante di questo vostro particolarissimo approccio indi-scottish al design. A livello più generale, quali sono i mood che captate nel design internazionale?

Crediamo che la tecnologia di stampa a 3D applicata alla creazione di gioielli, lampade e anche sedie sia suscettibile a un’evoluzione sempre più massiccia e su larga scala, anche per rispondere al bisogno delle masse di avere oggetti facilmente reperibili a prezzi abbordabili. Non prenderne atto con curiosità costituisce un’imperdonabile cecità. Per chi produce oggetti di qualità più alta, pensiamo però che, in questo mondo sempre più touch, si debba andare verso la direzione del beauty and comfort: come le scarpe, anche i mobili devono essere belli e morbidi al tatto, ci devi stare bene vicino e dentro, sopra e sotto.

I vostri futuri progetti saranno dun que una sorta di risposta di Doshi Levien alla 3d printing revolution?

La tecnologia e le sue scoperte indubbiamente aiutano, svolgono un ruolo essenziale. Ma per noi quello del making è un concetto che ancora ha a che fare coi sogni, è un movimento di espressione delle idee, è insomma qualcosa di fisico. Tocchi il materiale, che sia legno, ferro o pelle, lo maneggi, lo senti, poi immagini un tessuto bello che lo ricopra. Lo crei, ti ci accomodi sopra, da solo o in compagnia: una poltrona è un nido, un’alcova di sensazioni. È come guardare l’Himalaya.

Products
Balancer, una lampada da terra dall’animo minimalista
Products
Nendo ripensa gli accessori per animali da compagnia
You may also like
Think Next: la creatività che innova il futuro

Think Next: la creatività che innova il futuro

Un incontro sui trend del cooking nella Svizzera di Franke: ospiti di fama internazionale, idee e creatività per inventare il mondo del food di domani
La nuova stazione di Matera, firmata Stefano Boeri Architetti

La nuova stazione di Matera, firmata Stefano Boeri Architetti

Verrà ultimata entro maggio del prossimo anno e sarà uno dei motivi di prestigio per la città capitale europea della cultura 2019
Un nuovo inizio per Rubelli

Un nuovo inizio per Rubelli

La storica azienda di tessuti apre le porte del suo nuovo showroom veneziano su progetto degli architetti Leo Schubert e Verdiana Durand de la Penne
Luigi Ghirri. Il paesaggio dell

Luigi Ghirri. Il paesaggio dell'architettura

La Triennale di Milano omaggia il celebre fotografo emiliano mettendo in luce l'importanza della sua opera nell'ambito dell'architettura. Dal 25 maggio al 26 agosto
La seconda edizione di Milano Arch Week

La seconda edizione di Milano Arch Week

Una settimana di dibattiti, incontri, eventi e mostre sul futuro delle città. Da mercoledì 23 a domenica 27 maggio, ecco il programma
Il nuovo flagship store Molteni a Manhattan, firmato Vincent Van Duysen

Il nuovo flagship store Molteni a Manhattan, firmato Vincent Van Duysen

Si trova al 160 di Madison Avenue, nel cuore del NoMad Design District, ed è il primo al mondo a riunire i tre brand del Gruppo: Molteni&C, Dada, e UniFor