Il GreenLab di Sassuolo, realizzato in materiali naturali prodotti da Kerakoll secondo i principi di comfort abitativo, cromoterapia, salubrità dell’aria indoor - Credits: Andrea Pugiotto
Gli open space del GreenLab. Kerakoll è stato Technical Supplier nei più celebri cantieri del mondo, e per il restauro di Colosseo, Arena di Verona e Palazzo Pitti a Firenze - Credits: Andrea Pugiotto
Kerakoll investe il 3,2% del fatturato in formazione, con un Centro Studi che organizza percorsi di aggiornamento e specializzazione, e un GreenBuilding Campus. A destra, Gian Luca Sghedoni, Ceo di Kerakoll dal 2000. Per sua iniziativa è nato Kerakoll4talent, un progetto che forma giovani under 26 alla carriera di manager internazionale - Credits: Ph. Andrea Pugiotto
Storytelling

Green Kerakoll

Ci sono rivoluzioni che si fanno in silenzio, lavorando sotto l’apparenza delle cose e contando i traguardi in sostanza, non sulla superficie. Quella di Kerakoll è una storia di ardore e coraggio, di un’energia vitale e familiare che ha reso la spinta all’innovazione filosofia e nutrimento per le sue generazioni. Fondata nel 1968 da Romano Sghedoni, che a Sassuolo, nel cuore del distretto della ceramica, inizia a produrre adesivi per piastrelle, Kerakoll si afferma in pochi anni come leader dei sistemi di posa di ceramiche e pietre naturali; un percorso paziente, fatto di step successivi di ricerca nell’ambito dell’impermeabilizzazione, del ripristino del calcestruzzo e del risanamento delle murature umide, porta l’azienda a diventare presto realtà di riferimento anche nel mondo del recupero edilizio.

Nel 2000 la prima tappa importante all’insegna della sostenibilità: con l’abbattimento dei solventi e additivi impiegati, l’uso di calce naturale al posto del cemento e lo sviluppo di nuovi prodotti ecologici e all’acqua, Kerakoll si converte da chimica a ecosostenibile. «I nostri studi in biomedica avevano dimostrato quanto la qualità dei materiali da costruzione “invisibili” fosse fondamentale per la salute degli abitanti di un edificio, soprattutto di una casa» racconta con orgoglio e determinazione Gian Luca Sghedoni, figlio di Romano, amministratore delegato di Kerakoll. «Abbiamo deciso allora di voler fare meglio: puntare sulla sicurezza e sull’affidabilità ma rispettando il benessere delle persone e dell’ambiente. La nostra è stata un’evoluzione verde quando ancora non si parlava né di “eco” né di salute indoor: si è trattato di una chiara presa di responsabilità sociale per l’azienda, che si è proposta come alleata dei progettisti sia per la realizzazione di nuovi edifici, sia per il restauro dei più pregiati e importanti manufatti storici, in nome del GreenBuilding. Green è diventato per noi sinonimo di salute ed ecologia. È cultura, coscienza, in un mondo, quello dell’edilizia, che sfrutta a livello mondiale il 35% delle risorse ambientali e produce il 40% di emissioni di CO2 – e quasi la stessa percentuale di rifiuti – creando danni alla salute, come la sindrome dell’edificio malato, cioè l’inquinamento dell’aria all’interno delle costruzioni» continua il Ceo.

Oggi Kerakoll è leader nei materiali e nei servizi per l’edilizia sostenibile, con 420.000€ di fatturato, 1357 dipendenti, con un’età media di 33 anni, e ben il 5,4% dei ricavi investito nel settore R&S, fiore all’occhiello dell’azienda. Sono 100 i ricercatori bioedili che lavorano all’interno del futuristico GreenLab: un edificio-mani- festo, progettato e costruito interamente con composti e soluzioni GreenBuilding. «Una vera eccellenza: è il centro più importante al mondo per la ricerca sull’edilizia verde. Nei suoi 9 laboratori, che si avvalgono di 1.100 modernissime strumentazioni, si lavora seguendo i valori di semplicità, innovazione, democraticità» spiega Sghedoni. Qui la rivoluzione nello studio di nuovi prodotti eco-tecnologici di Kerakoll è pratica quotidiana. «L’azienda si è impegnata nella produzione di materiali a basso impatto ambientale e ad alta traspirabilità, performanti nel consumo energetico, nel comfort acustico e, anche, nella sicurezza sismica, un tema più che mai attuale» specifica ancora il Ceo.

«Con il supporto di enti accademici e istituti scientifici, puntiamo a far diventare l’adeguamento sismico non più solo un’operazione necessaria post-terremoto, ma una buona pratica nella ristrutturazione e nella manutenzione degli edifici». Anche per questo motivo Kerakoll sta finalizzando Casa Green: un programma innovativo dell’edificio virtuoso, che sarà pronto a metà del 2018, che mette a disposizione del consumatore un libretto d’istruzioni dell’immobile: «Il primo manuale d’uso che conterrà tutte le informazioni in termini di sostenibilità, prestazioni energetiche e qualità dell’aria indoor» anticipa Sghedoni. «Quanto incidono questi accorgimenti green sul costo di un appartamento? Circa l’1%. Nulla se pensiamo all’importanza della salute».

Dall’edilizia al più squisito home decor, sempre green, l’ultimo traguardo di Kerakoll è stato l’approdo al mondo del design, con un progetto partito nel 2014 a - dato alla direzione artistica di Piero LissoniKerakoll Design House, una collezione di virtuose superfici in cromie calde, texture morbide e pattern materici. «Siamo partiti da un foglio bianco e ampliato l’offerta nel tempo. Allo scorso Fuorisalone abbiamo presentato l’ultimo dei ritrovati dei nostri laboratori, la Microresina ecocompatibile, un prodotto da applicare su pavimenti e pareti in ceramica esistenti, pensato per chi sta in affitto e per i giovani, per un economico re-looking, e per il contract. Un altro tassello nel processo di democratizzazione all’insegna della qualità, cui teniamo molto. In attesa di nuove scoperte». Perché la rivoluzione è quella che deve ancora avvenire.

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