Alexis Fabry, curatore d’arte ed editore, fondatore con Olivier Andreotti delle Editions Toluca. Accanto, Charlotte Macaux Perelman, che ha iniziato con Philippe Starck e David Rockwell, e ha poi fondato il suo studio (CMP) - Credits: Servizio di Francesca Santambrogio - Ph. Max Rommel
Storytelling

La casa secondo Hermès

Una trottola di cuoio rigido, compresso no al punto da sembrare di legno. Un icosaedro-fermacarte rivestito di pelle, solido platonico a venti facce numerate una per una, pronto per essere lanciato con un gesto scaramantico sul tavoliere della vita. Una lente sospesa sopra un supporto conico, simile a un bilanciere che oscilla impercettibilmente a ogni respiro.

E poi, via via, gli oggetti più grandi: paraventi, poltroncine, tavoli, chaise-longue e divani accoglienti, ideali per il relax o come postazione di lavoro, capaci di padroneggiare lo spazio con eleganza e personalità. In un’epoca così vorace e ondivaga, Hermès riporta a casa il gusto dell’equilibrio. E ci riesce con una selezione home in cui ogni singolo pezzo traduce in forma concreta ma giocosa il piacere per la misura.

Le nuove collezioni, in vendita da settembre 2016 in una selezione di boutique Hermès nel mondo, hanno debuttato durante il Salone del Mobile di Milano al Teatro Vetra, in un padiglione in mattoni di tufo firmato dal progettista messicano Mauricio Rocha; all’interno, lo scenografo Hervé Sauvage ha allestito un palcoscenico di pedane e mensole sospese a un ingegnoso apparato di funi e carrucole, dove l’architetto Charlotte Macaux Perelman e il curatore ed editore Alexis Fabry, dal 2014 direttori artistici delegati per l’universo furnishing di Hermès, hanno svelato i retroscena di questa nuova avventura.

Dopo anni di ossessione per il nuovo, tornano alla ribalta gli archivi di designer e couturier: che rapporto avete con il patrimonio storico di Hermès?

AF L’archivio di Hermès per noi rappresenta una straordinaria fonte di nutrimento culturale e progettuale. Parlerei proprio di “nutrimento” perché tutte le creazioni del passato sono la matrice, la base per pensare nuovi oggetti per il presente e per il futuro. L’archivio traccia la linea, garantisce coerenza e soprattutto dà continuità.

CMP Abbiamo rivisitato alcuni pezzi storici, ma senza brusche virate rispetto alla tradizione. Per Pippa, per esempio, una serie di mobili pieghevoli progettata negli anni 80 da Rena Dumas e Peter Colens, ci siamo limitati a interventi minimi per riposizionarla meglio nell’epoca attuale: la chaise-longue, che aveva uno scheletro in pero piuttosto scuro, è stata riproposta in acero biondo con un materassino in vache naturale; il Taurillon Clémence di Hermès, scandito da 15 cuscini e un poggiatesta. Il risultato è un pezzo grafico, di forte impatto visivo, tattile e strutturale, capace di inserirsi anche in ambienti molto diversi.

Ci sono altri arredi che rappresentano questo lavoro di ricerca?

AF Citerei il divano Sellier e i due cabinet de Les Curiosités d’Hermès, da tenere in camera, in guardaroba o – perché no? – anche in salotto, dove lei e lui possono ritirare gioielli, orologi, accessori e piccoli segreti. Sono due pezzi aristocratici, personalizzabili secondo le esigenze del cliente. E proprio per questa loro unicità, possono essere considerati come la quintessenza dello spirito Hermès.

A sinistra la sedia pieghevole Pippa; a destra, Les Curiosités d’Hermès, cabinet che richiama i bauli da viaggio del secolo scorso - Credits: Servizio di Francesca Santambrogio - Ph. Max Rommel
A sinistra, un angolo dell’installazione. In primo piano, oggetti disegnati da Pierre Charpin; dietro, nel cubo sospeso, un prezioso plaid dai disegni grafici e un oggetto della linea Équilibre. A destra, tra le scenogra- fiche carrucole, trovano posto le poltroncine della serie Oria disegnate da Rafael Moneo per Hermès - Credits: Servizio di Francesca Santambrogio - Ph. Max Rommel

La serie Oria d’Hermès è ispirata all’omonima seduta di Rafael Moneo, architetto spagnolo premiato con il Pritzker Prize nel 1996. Come nasce questa collaborazione?

CMP Abbiamo scelto Moneo perché, proprio in quanto architetto, è capace di avere uno sguardo che va oltre gli orizzonti del presente. La sua sedia, che risale agli anni 60 e prende nome dalla via in cui abitava a Madrid, è un pezzo di estrema modernità: aveva una silhouette vagamente Bauhaus, tutta in legno; noi abbiamo pensato di alleggerirla con gli inserti di paglia intrecciata che nel XIX secolo venivano solitamente usati per le carrozze, e che evocano le origini della Maison. In realtà, la collaborazione con gli architetti ha radici antiche. Inizia nel 1924, quando Jean-Michel Frank affida a Hermès il rivestimento in pelle di poltrone e divani cuciti a punto sellaio.

Artigianato e design possono dialogare fra di loro?

AF Il savoir faire e l’alta tecnologia applicata al design e ai materiali sono le due facce complementari della stessa medaglia. In effetti, oggi il modo di progettare a volte è un po’ freddo, e l’artigianato può diventare il suo naturale bilanciamento. Anche qui, ancora una volta, bisogna cercare l’armonia.

Accanto ai mobili, presentate Equilibre d’Hermès, una selezione di maroquinerie creata da giovani designer come Grégoire de Lafforest, Guillaume Delvigne e Damian O’Sullivan. E poi ci sono le carte da parati e i tessuti dipinti dall’artista scozzese Nigel Peake. In tutti questi oggetti si riconosce una forte impronta del gesto creativo: le cuciture, gli intrecci, la pennellata rivelano l’intervento delle mani. Perché?

CMP Gli oggetti in pelle, così poetici e ludici, le stoffe e i wallpaper arricchiscono la casa di colore e di spunti narrativi. Nigel è stato bravo a inserire nei suoi disegni i codici della Maison, come selle e cavalli, riprodotti con un tratto reale, di pastello o d’acquerello, che in un certo senso umanizza il prodotto finale e crea un’affinità emotiva con chi lo utilizza.

AF Aggiungo che tutti i materiali di questa collezione diventano ancora più belli con l’andare del tempo. Ognuno usa la sua sedia, si avvolge in un plaid o accarezza un leggìo, e lascia sul legno, sul cuoio o sul tessuto la patina del vissuto. È la nostra esistenza che rende ogni cosa unica, irripetibile. Questo, sì, è un impagabile lusso.

News
Agape va in scena alla corte dei Gonzaga
Places
Seashore Library: una biblioteca sulla spiaggia
You may also like
Think Next: la creatività che innova il futuro

Think Next: la creatività che innova il futuro

Un incontro sui trend del cooking nella Svizzera di Franke: ospiti di fama internazionale, idee e creatività per inventare il mondo del food di domani
Il fascino discreto di Collezione Maramotti

Il fascino discreto di Collezione Maramotti

A Reggio Emilia, all'interno dell'edificio in cui si costruì la storia di Max Mara, sorge la Collezione Maramotti. Un gioiello architettonico che racchiude oltre 200 opere d'arte contemporanea
Nike Flyprint, la scarpa da running stampata in 3D

Nike Flyprint, la scarpa da running stampata in 3D

Non solo ponti ed edifici, la tecnologia 3D si applica anche al mondo delle calzature, dove si raggiungono grandi margini di personalizzazione
La nuova stazione di Matera, firmata Stefano Boeri Architetti

La nuova stazione di Matera, firmata Stefano Boeri Architetti

Verrà ultimata entro maggio del prossimo anno e sarà uno dei motivi di prestigio per la città capitale europea della cultura 2019
Un nuovo inizio per Rubelli

Un nuovo inizio per Rubelli

La storica azienda di tessuti apre le porte del suo nuovo showroom veneziano su progetto degli architetti Leo Schubert e Verdiana Durand de la Penne
Luigi Ghirri. Il paesaggio dell

Luigi Ghirri. Il paesaggio dell'architettura

La Triennale di Milano omaggia il celebre fotografo emiliano mettendo in luce l'importanza della sua opera nell'ambito dell'architettura. Dal 25 maggio al 26 agosto