Il divano Bocca (1970): ispirandosi al quadro Il Volto Di Mae West del 1935 del surrealista Dalì e alla bocca rosso fuoco delle dive hollywoodiane, gli architetti dello Studio65 realizzarono un’opera destinata a trasformarsi in un cult (credits: www.gufram.it)
Credits: Nell’immaginario collettivo cosa ci può essere di più Pop e surreale di un nido a scala umana dove rifugiarsi ? La Cova design Gianni Ruffi (1972) è un luogo, uno spazio, all’interno del quale sentirsi protetti
Credits: Pratone design Ceretti / Derossi / Rosso (1971): lontano anni luce dalle tipologie dell’arredamento borghese degli anni ’70 è diventato un parametro di riferimento nella storia del design. Lunghi steli verdi tra cui sprofondare e sdraiarsi, una seduta non convenzionale, una chaise longue fuori dagli schemi, una porzione di giardino volutamente fuori scala
Credits: Alla domanda di Gufram:«Maurizio, Pierpaolo (di Toiletpaper), non abbiamo più voglia di continuare, che fare quindi?», la risposta pronta è stata: «Seppellitevi!». Giusto! «Fateci l’epitaffio». Detto fatto. Ecco la lapide ideata da Toiletpaper che dichiara la fine di Gufram. The End (in realtà è uno sgabello...)
Credits: Cactus nasce nel 1972 dalla mente di Guido Drocco e Franco Mello e mette sin da subito in discussione il mondo statico e rigido del progetto d’arredamento. La prima edizione era di una tonalità verde smeraldo e da allora ciclicamente viene riproposta secondo il colore e lo stile del momento
Credits: La chaise-longue Alvar (1967) e la poltrona Mozza (1968) disegnate da Giuseppe Raimondi, vengono riproposte in nuova veste con l'utilizzo di preziosi tessuti realizzati con filati tecnici tridimensionali a contrasto
Storytelling

Tra ironia e design: le icone Pop

marinajonna

Nei primi anni settanta apparvero nelle vetrine degli showroom di mobili i prodotti, in edizione limitata, della collezione I Multipli di Gufram: l'effetto fu dirompente.

Gli oggetti oversize sembravano delle scenografie surreali: come il divano Bocca, rosso fuoco, che attraeva lo sguardo mettendo in ombra qualsiasi arredamento tradizionale, facendolo apparire banale.
Da qui divenne l'icona Pop del momento a cui si affiancarono pezzi altrettanto forti, come Pratone, un finto prato in gomma oversize dove potersi sdraiare; o il Cactus, ideato come appendiabiti, fino al Nido, non solo una seduta ma il luogo dove potersi rifugiare.

Questi pezzi, in bilico tra il Radical Design italiano e lo sforzo di portare la Pop Art nel mondo dei prodotti industriali, trovarono la loro collocazione al confine tra arte e design, rivoluzionando il paesaggio domestico.

Non a caso le icone di Gufram fanno parte delle collezioni permanenti dei più importanti musei del mondo come il MoMa, la Triennale, il Pompidou.

Oggi Gufram, propone le riedizioni anche pezzi più recenti: tutti realizzati seguendo il fil rouge dell'ironia e la voglia di stupire.

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