Claudio Luti, presidente di Kartell e alla guida del Salone del Mobile di Milano, ritratto nella sua casa milanese: un sofisticato mix di arredamento d’epoca e pezzi iconici di Kartell, progettato in collaborazione con lo studio d’architettura Peregalli-Rimini - Credits: Ph. Delfino Sisto Legnani
A sinistra, nell’ingresso la lampada Kabuki design Ferruccio Laviani, da quest’anno anche nella versione outdoor. A destra, nel jardin clos interno alla residenza milanese di Luti, un antico tavolino con la sedia Master di Philippe Starck, un evergreen di Kartell - Credits: Ph. Delfino Sisto Legnani
A sinistra, sul tavolino Tip Top di Philippe Starck, la nuova lampada a braccio Aledin Tec di Alberto e Francesco Meda, presentata all’ultimo Salone del Mobile di Milano. A destra, nel salotto, la nuova lampada Planet di Tokujin Yoshioka: il paralume, che ricorda il cristallo, è sfaccettato e proietta sulle pareti un magico gioco di riflessi - Credits: Ph. Delfino Sisto Legnani
Storytelling

Claudio Luti e la formula Kartell

«L’innovazione? Si fa provando e riprovando, sbagliando e correggendo. Nessun prodotto di successo nasce per caso». Claudio Luti è un manager che coltiva da sempre una passione speciale «Per la bellezza democratica, che si porta dentro un progetto, una cura, e che permette a tutti di vivere meglio». Presidente della Kartell, e da poco rieletto alla guida del Salone del Mobile di Milano, Luti ha gestito per undici anni la maison Versace in qualità di cofondatore e amministratore delegato. Quando ne è uscito, nel 1988, si è comprato la Kartell, che apparteneva a suo suocero Giulio Castelli, l’ingegnere chimico che l’aveva fondata con la moglie Anna Ferrieri, architetto, nel lontano 1949. Il loro primo bestseller fu un portasci realizzato con la Pirelli nel 1950: un pezzo storico che occupa tuttora una posizione di rilievo nel Museo Kartell allestito nel quartier generale di Noviglio.

Poi sono nati i casalinghi, le lampade, i componibili e i mobili, molti ancora in produzione accanto alle new entry: sono state 24 nel 2016, saranno una trentina nel 2017. «Alla fine degli anni 80 Kartell era già una realtà internazionale: io ho puntato sull’export del prodotto fabbricato in Italia, che ora è distribuito in 140 Paesi grazie a una rete di negozi monomarca e in franchising in cui i pezzi iconici vengono presentati accanto alle novità, e che ogni due mesi cambiano l’intero allestimento», ricorda Luti, che quando non è in viaggio vive fra gli uffici Kartell e il centro di Milano, dove abita in un’elegante palazzina liberty ridisegnata in collaborazione con Roberto Peregalli e Laura Sartori Rimini, allievi di Renzo Mongiardino.

Luti, del resto, non è nuovo all’arte del métissage, tanto da aver intitolato Contamination anche lo stand Kartell dell’ultima Design Week: «I pezzi Kartell, anche i meno recenti, hanno la straordinaria capacità di mescolarsi con i mobili di famiglia e gli oggetti a ettivi», sottolinea il presidente, che ha trapiantato in azienda il gusto per il mix and match mutuato dalla lunga esperienza nella moda. Ecco perché ha voluto accanto a sé una scuderia di progettisti eclettici, ma tutti capaci di pensare prodotti industriali: «Qualunque sia lo stile – rococò, minimale o modernista – prendo di ognuno la migliore creatività e la metto sotto il cappello della Kartell», dice Luti, che ricorda che nel 2018 si celebrano i trent’anni di collaborazione con Philippe Starck, autore di Marie, la prima sedia al mondo in policarbonato effetto-vetro. «Con i nostri designer ci vediamo una volta al mese e si fa il punto su come va la tecnologia, sui nuovi materiali, sui colori, sulle tendenze: siamo un team che lavora in sinergia costante». Così sono nate le idee più rivoluzionarie: per esempio i carrelli Gastone di Antonio Citterio, che nel 1990 sperimentò i ripiani più spessi e verniciati, la Maui di Vico Magistretti, la prima seduta in polipropilene priva del sostegno in metallo sul retro e le cui gambe vengono applicate da una macchina, la Piuma di Piero Lissoni, una poltroncina in plastica e carbonio che pesa due chili. A mano a mano che il catalogo Kartell si arricchiva, «Mi è sembrato indispensabile riprendere la progettazione di lampade industriali, avviata con Achille Castiglioni e Joe Colombo», ricorda il presidente. «La produzione fu dismessa negli anni 60 a  causa del protezionismo che ci impediva di esportare all’estero». Il settore lighting tornerà a risplendere con Ferruccio Laviani, l’art director di Kartell che nel 2004 rma Bourgie, la quintessenza dell’abat-jour di gusto borghese: presentata nel negozio di Dolce & Gabbana a Milano, fu un successo planetario, e lo è tuttora.

Oggi Kartell punta anche sull’illuminazione per ufficio con Aledin Dec e Tec, le lampade a braccio senza fili di Alberto e Francesco Meda, e prosegue sulla scia delle luci “emozionali” con le varie declinazioni della Kabuki, sempre di Laviani, simile a un merletto di paglia intrecciata, e la Planet di Tokujin Yoshioka, che proietta intorno a sé un teatro d’ombre. «A Natale metteremo in vendita la Lantern di Fabio Novembre», annuncia Luti. «Come già la Battery, sarà una lampada a led, abbinata a una piastrina a conduzione che si potrà usare anche per ricaricare il cellulare». Un’altra idea pratica e luminosa, che una volta di più trasforma la plastica in poesia.

News
Idee nel cassetto: la call di WORTH Partnership Project
News
La luce è in mostra a Cersaie
You may also like
Addio Ventura Lambrate, benvenuta Ventura Future

Addio Ventura Lambrate, benvenuta Ventura Future

Gli organizzatori fanno sapere che l’edizione 2018 non si terrà, ma in compenso ci sarà un’altra novità
Tadao Ando e Venini: ecco la collezione Ando Cosmos

Tadao Ando e Venini: ecco la collezione Ando Cosmos

Artigianalità made in Italy e design giapponese: la storica azienda fondata nel 1921 rinnova il sodalizio con l’architetto giapponese
Nendo ripensa la zip per YKK

Nendo ripensa la zip per YKK

La pratica chiusura che sostituisce i bottoni declinata in cinque nuovi design per YKK, la società giapponese che la produce dal 1934
Una villa neobrutalista tra i colli liguri

Una villa neobrutalista tra i colli liguri

Pietra grezza, legno di abete povero e cemento a vista sono i materiali protagonisti di questa villa isolata che, dalle colline liguri, si affaccia su un paesaggio marino mozzafiato
Una sauna galleggiante, in Svezia

Una sauna galleggiante, in Svezia

A firmarla è lo studio di progettazione milanese Small Architecture Workshop. Siamo ad Åmot, circa tre ore a nord di Stoccolma, nel cuore della foresta svedese
I vincitori della Targa Bonetto 2017

I vincitori della Targa Bonetto 2017

Ecco come è andata la 22esima edizione del concorso che premia i migliori designer in erba