Foto di Lisa ritratta nelle numerose gallerie d’arte con cui ha collaborato - Credits: Ph. Mattia Balsamini
Disegno preparatorio per le decorazioni della Concattedrale di Taranto, progettata da Gio Ponti - Credits: Ph. Mattia Balsamini
Nei disegni di Lisa si ritrova la cultura artistica italiana, mediata da un ordine geometrico d’ispirazione nordica. Lisa (a sinistra) e la sorella Giovanna ritratte in una foto di famiglia insieme al nonno Enrico, il padre di Gio Ponti - Credits: Ph. Mattia Balsamini
Lisetta, il ritratto che il Maestro ha dedicato alla figlia Lisa. Accanto, prototipi di vasi realizzati su disegno di Gio Ponti - Credits: Ph. Mattia Balsamini
Le foto del matrimonio di Lisa Ponti con Luigi Licitra (1950). Al centro, Lisa con il padre Gio Pon- ti. Intorno, le immagini della trattoria affrescata da Salvatore Fiume come omaggio agli sposi - Credits: Ph. Mattia Balsamini
A sinistra, la raccolta in casa di Lisa della rivista Domus dove ha lavorato per quarant’anni. A destra, Matteo Licitra, figlio di Lisa Licitra Ponti, sfoglia le polaroid che racchiudono la storia della sua famiglia - Credits: Ph. Mattia Balsamini
Storytelling

Il mondo di Lisa

A due passi dall’Arco della Pace a Milano, in un luogo dove pare essersi fermato il tempo, vive Lisa Licita Ponti, classe 1922. Occhi grandi, vivaci, di un azzurro limpido come l’acqua. Ci saluta con un sorriso caldo e accogliente. Lei, figlia del grande Gio Ponti, ha respirato cultura, arte, architettura e design fin da piccola, conoscendo direttamente i grandi protagonisti del Novecento. Ma com’era la vita con Gio Ponti? «Lui non si occupava mai di noi» racconta Lisa. «Un giorno voleva venire a prenderci a scuola. È andato al liceo Manzoni... noi da anni eravamo al Beccaria. Questo, però, da un certo punto di vista è stato un bene: non c’era l’impressione che la scuola fosse una cosa pesante o un dovere. A casa Ponti la scuola non interessava perché gli interessi e i divertimenti pontiani erano altri. Più intensi. Nessuno chiedeva che voti prendessimo. Noi dovevamo semplicemente non essere bocciate, per non dar fastidio con problemi scolastici».

Il clima in casa era sempre allegro: Gio e Giulia Ponti tenevano tantissimi ricevimenti. «Per noi era naturale essere circondati da artisti: da bambine ci piaceva molto Giorgio De Chirico, quando veniva era per noi una festa: lui era golosissimo e noi pure. Ci intendevamo su questo. Non su questioni di estetica: la nostra intesa era sulla panna montata. E poi aveva un’aria trasognata... parlava poco, ma era affascinante. Ricordo anche che ci piaceva ascoltare il poliedrico poeta lucano Leonardo Sinisgalli e il pittore pugliese Domenico Cantatore. Erano giovani e non ancora famosi. Venivano lì a cena e raccontavano episodi di costume di un Meridione che, allora, appariva a noi tutti un mondo remotissimo...».

Gio Ponti lavorava sempre, durante il giorno, e Lisa amava disegnargli accanto. «Mio padre apprezzava i miei disegni. Così ha iniziato a darmi degli incarichi come sua aiutante: se lavori con Gio Ponti, puoi solo essere un suo assistente», dice Lisa. L'unica che riusciva a contrastarlo era la madre, Giulia: «Se lui diceva di fare una cosa, lei faceva il contrario». Gio Ponti aveva il culto della bellezza, amava fiori. A Giulia, invece, interessava la violenza vitale dell’innesto. Secondo lei il fiore era il momento più debole, più effimero. Lui era dionisiaco, lei vitalista. «E io slittavo fra i due: capivo che lei era più forte. Mio padre spesso ci chiedeva: Bambine com’è la mamma? Noi dovevamo rispondere: nobile. E il papà? Plebeo!».

Lisa, dopo essersi laureata in Filosofia, indirizzo di Estetica, inizia la sua avventura con il padre, prima a Stile e poi a Domus. «Allora la gente viaggiava poco, era difficile e costoso. L’intuizione geniale di Gio Ponti è stata quella di capire che il magazine avrebbe potuto sostituire i viaggi. Domus è stata la prima rivista di architettura a puntare sulle immagini: a piena pagina e con i testi ridottissimi. Tutti la capivano e la volevano. Così sono iniziati ad arrivare i collaboratori spontanei: come gli Eames e Sottsass che viaggiavano spesso e ci mandavano le loro fotografie senza alcun compenso. E gli artisti inviavano i loro contributi. Tutti si divertivano. Il segreto è stato proprio questo: riuscire a fare una rivista bella senza fatica». 

Non esistevano obblighi o contratti: gli articoli uscivano in maniera spontanea. Come durante le serate con Mario e Marisa Merz dove le idee più belle nascevano mangiando in trattoria. «Il divertirsi insieme è stata la chiave del successo di Domus». E anche Lisa, armata della sua Hasselblad, girava il mondo: «Una volta sono andata a Helsinki, da Tapio Wirkkala. Volevo conoscere Alvar Aalto, un tipo solitario e poco socievole: a quell’epoca stava progettando il piano della città. Siamo andati nel suo studio, immenso: ma lui non c’era. In compenso era presente il suo assistente: un finlandese che parlava un inglese quasi incomprensibile ed era anche balbuziente. Tapio ridendo mi ha detto: Scommetto che l’ha fatto apposta: così la gente si stufa e se ne va prima...!». Tutto era vissuto come un gioco, un divertimento: leggero e profondo al tempo stesso. Così come gli incantevoli disegni di Lisa dal tocco quasi infantile: una scansione filiforme del segno, accompagnata, a volte, da parole, come fossero lastrocche o brevi poesie. Ma Lisa sorvola, è una donna che rifugge la propria celebrazione con sincera modestia: «La luna quando è colpita da una luce forte, diventa luminosa di riflesso. Ecco: io sono nata in un luogo popolato da bellissimi soli e sono stata colpita dalla loro luce».

Per le immagini, si ringrazia @Independent Gio Ponti Archives.

Products
10 libri per l'estate
Places
Tirpitz: in Danimarca il bunker si trasforma in un museo
You may also like
Hi Pedini, la cucina intelligente che dialoga con le persone

Hi Pedini, la cucina intelligente che dialoga con le persone

Non è fantascienza, ma la nuova cucina nata dalla sinergia tra l’azienda marchigiana e Microsoft, con la collaborazione di IoMote
Snackshot! Accessori per la tavola di design

Snackshot! Accessori per la tavola di design

Una carrellata di idee per impreziosire la tavola. Da scoprire nel servizio di Massimo Novaresi con il set e food design di Codecasa e Alquati
Il nuovo flagship store ARAN Cucine a Milano

Il nuovo flagship store ARAN Cucine a Milano

Nell’area di Porta Nuova, uno spazio di 900 metri quadri sviluppato su tre livelli interamente dedicati al mondo della cucina
Icon Design di novembre e dicembre è in edicola

Icon Design di novembre e dicembre è in edicola

Un po’ di pagine dal nuovo numero, che trovate in edicola da lunedì 20 novembre. In copertina c'è il designer giapponese Tokujin Yoshioka
Cinque libri da regalare a Natale

Cinque libri da regalare a Natale

Ecco cinque titoli freschi di pubblicazione che potete regalare o farvi regalare il prossimo Natale. Buona lettura
Fiabe da indossare: i gioielli di Francesca Mo

Fiabe da indossare: i gioielli di Francesca Mo

Il minimalismo e l'arte povera sono alla base del suo alfabeto artistico che si esprime nell’equilibrio di colori, forme, materiali