La cucina Blade con isola nella versione in rovere fumo e schienali in folding che arrivano fino al soffitto - Credits: Ph. Max Rommel
Storytelling

Innovazione Modulnova

«Arriva sempre un giorno nella vita in cui ti fai delle domande sul futuro. A me, per fortuna, è capitato a vent’anni, quando con i miei fratelli Carlo e Giuseppe ci siamo chiesti se non fosse il momento di lanciarci in un’avventura tutta nostra». Dario Presotto, presidente di Modulnova, ricorda come se fosse ieri la nascita dell’azienda fondata nel 1988 a Prata di Pordenone, e oggi brand di riferimento nel segmento delle cucine di alta gamma.

La passione dei fratelli Presotto per il design deriva da una tradizione familiare. Negli anni 40 il nonno era un artigiano del mobile e il padre aveva ampliato l’attività con la produzione di camere da letto e camerette: «Siamo cresciuti a pane e mobili, ecco perché abbiamo sentito il desiderio di creare qualcosa di nuovo».

Sin dalla scelta del nome (che si ispira alla modularità, un omaggio al Modulor di Le Corbusier), l’obiettivo di Modulnova è chiaro: proporre un sistema di progettazione che possa essere personalizzato, per soddisfare esigenze stilistiche e funzionali: «Un approccio sartoriale che caratterizza tutta la nostra loso a progettuale, volta a creare soluzioni d’arredo dinamiche ed ergonomiche, caratterizzate da un linguaggio inconfondibile: uno stile ra nato che concilia rigore formale e razionalità nell’organizzazione degli spazi, pensato per soddisfare le esigenze di praticità del vivere quotidiano».

Nella stanza dei bottoni dell’azienda, che dà lavoro a 115 addetti e oggi consolida sul mercato italiano il 70% dei 35 milioni di fatturato, ci sono Dario, a capo dell’area commerciale, e i fratelli Giuseppe, responsabile della gestione amministrativa e nanziaria, e Carlo, che si occupa di ricerca & sviluppo e di acquisti; con loro da vent’anni Andrea Bassanello, art director e responsabile dei progetti e dell’immagine.

Da subito è stata la sperimentazione a connotare le soluzioni proposte, la ricerca e l’innovazione declinate nella scelta di materiali e niture inusuali. Nel 2006 il grès, un materiale tradizionalmente destinato ai pavimenti e ai rivestimenti murali, fa il proprio ingresso nelle cucine Modulnova: «Abbiamo iniziato con le lastre di Kerlite, un grès porcellanato dello spessore di 3 millimetri, resistente ai graffi, al calore e più duro dei migliori graniti», racconta Presotto. E continua: «Poi ci siamo cimentati con il vetro, la pietra piasentina, e con la resina di cemento, capace di regalare sorprendenti sensazioni tattili e visive, ma anche elevate performance. Ci piace innovare e studiare nuove niture, declinando materiali inediti, talvolta rubati all’edilizia: è il caso della finitura a calce Grey Calm che abbiamo presentato alla Design Week e che consente di creare ambienti e soluzioni abitative uniche.

Per quanto riguarda l’utilizzo del legno, nella cucina Float, per esempio, abbiamo eliminato le vernici acriliche sostituendole con trattamenti a olio, come si fa per i parquet, così che possa ben tollerare le escursioni termiche e conservare tutta la sua naturalezza». Dietro questa coerenza stilistica, c’è un’opera rigorosa di industrializzazione della materia prima applicata anche al bagno e alla zona living, a cui dal 2011 è dedicata la linea MD Home.

In sintonia con il piacere del savoir vivre è stato pensato lo “spazio-cantina” collegato alla cucina, nato per soddisfare l’esigenza di chi vive in appartamento. Umidità e temperatura sono rigorosamente controllate, per poter conservare cibi e vini pregiati. E se è vero che la cucina resta il luogo dove si continua a investire di più in Italia e all’estero, la scommessa di Modulnova è quella di fornire il meglio facendo spendere il giusto. Così ogni progetto diventa una storia unica, un vero cantiere creativo, non solo una cucina.

Due dettagli delle fasi di lavorazione nel reparto di falegnameria dell’azienda. La totale personalizzazione fa sì che ogni momento del processo sia seguito in modo quasi sartoriale - Credits: Ph. Max Rommel
La cucina Blade con basi, top e fianchi in grès Fokos. Alle spalle, lo spazio cantina Float separato dalla parete in rovere e vetro - Credits: Ph. Max Rommel
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