Il magazzino automatico con navetta robotizzata per lo stoccaggio dei prodotti finiti e il prelievo di quelli in partenza - Credits: Ph. Andrea Pugiotto
La cabina pressurizzata di verniciatura ecologica ad acqua - Credits: Ph. Andrea Pugiotto
La libreria Wind in alluminio, nella finitura rame spazzolato - Credits: Ph. Andrea Pugiotto
Il banco di carteggiatura con aspirazione dove vengono levigati gli elementi da verniciare. In questo caso sono componenti della libreria Wind - Credits: Ph. Andrea Pugiotto
Storytelling

Numeri primi: Rimadesio

È tutto più facile se cominci a scalare da piccolo, in cordata, tuo padre alla guida, i tremila metri delle Alpi lombarde e piemontesi, Cevedale, Pizzo Ferrè, Palù. Ti viene facile calcolare i tempi, i rischi, considerare i dettagli e rispettare la natura, anche quando è più forte di te. Poi certo, guardi in alto, anche l’ambizione è un’abitudine, ma non è detto che per arrivare in vetta tu debba seguire le solite vie, le più sicure. Puoi cambiare, altro percorso, nuovo, il tuo.

Succede in montagna, succede ogni giorno a Giussano, Brianza, sede di Rimadesio, leader nel settore dei sistemi d’arredo. Nascita nel 1956, rinascita alla metà degli anni 80, quando Francesco Malberti, padre e scalatore, offre al figlio e compagno di spedizione, allora ventenne e oggi amministratore delegato, il compito di rinnovare alcuni settori dell’azienda. La parete è verticale. Nello zaino, altri strumenti. «Ho puntato su una maggiore attenzione
al mondo del design, all’epoca davvero effervescente, e mio padre, straordinario, mi ha lasciato la libertà di sbagliare e imparare dai miei errori. Un unico suggerimento: la 
tecnologia deve essere all’avanguardia, come sempre nella storia della nostra impresa», racconta Davide Malberti, che ha esordito in azienda insieme ai fratelli Luigi e Lorenzo. «Quello che non sapevo», aggiunge, «Era che un giorno al vetro, materiale di famiglia dal primo 900, avrei abbinato l’alluminio». Tocca a un giovane architetto, Giuseppe Bavuso, suggerire uno degli elementi più diffusi sul Pianeta, per la precisione il terzo dopo l’ossigeno e il silicio. Due prodotti di successo da riscrivere, un mobile e una vetrinetta, prova che Bavuso supera brillantemente, quindi cambio di passo, altra pendenza.

«Avevo capito che la strategia giusta era staccarsi dal concetto di arredo uguale pezzo singolo e costruire invece un sistema su misura, in cui l’arredamento diventava architettura d’interni», prosegue Malberti. Come si entra in un pensiero nuovo? Inventando una porta scorrevole, una porta teatro, una porta: “Signore e signori, lo spettacolo inizia”. Se all’epoca dicevi “porta scorrevole”, ti compariva davanti agli occhi un binario a vista appeso al soffitto, una cornice di legno pesante e, all’interno, un caleidoscopio di vetri colorati. «Dopo sei mesi, Bavuso venne in azienda con una serie di meravigliosi disegni a china su lucido, e annunciò che la porta sarebbe stata in alluminio e vetro. Pensai: è matto». Nel 1992 la porta scorrevole Siparium vince il premio nazionale Young Design. Su misura, con la guida a scomparsa nel controsoffitto, aprire e chiudere, puro gesto che disegna lo spazio. Forse troppo in anticipo sui tempi, ma la via nuova è segnata. La scalata procede e da quel vertice di eleganza e funzionalità nascono altri progetti. Altre porte scorrevoli, altre porte, cabine armadio, complementi, e soprattutto librerie.

Si torna in montagna, non solo perché l’ultima libreria Rimadesio, disegnata ancora da Bavuso, ancora in alluminio e sempre modulare, si chiama Wind, ma perché ad averla creata è davvero il vento che modella la roccia, che smussa le sporgenze e assottiglia i pinnacoli, che toglie il superfluo e nasconde gli appigli. 

Sublime omaggio alla forza della natura. La guardi, mentre pezzo dopo pezzo questa libreria nasce nell’immenso laboratorio di Giussano, e ti chiedi dove sia il trucco. Non una vite a vista, non un angolo che graffi l’immaginazione. Ti avvicini, segui il montaggio, scopri nella sezione dei ripiani il segreto di una robustezza che sostiene il peso di una grande cultura, e poi scopri i giunti in nylon vetro, invisibili ma resistentissimi, e ancora scopri che puoi scegliere più di quarantadue finiture diverse, tra colori, altezze, profondità. Tutto libero. In free climbing, ripartendo dal reparto verniciatura, vernici ecologiche, passi al settore imballaggi, cartone bianco, tutto su misura e riciclabile per proteggere ciò che nasce libero da listini, e da lì risali al tetto, ricoperto da 5.250 pannelli fotovoltaici in grado di produrre 1.500.000 kWh all’anno, quasi il 100% dell’energia necessaria al processo. Oltre è un fatturato in aumento in Italia e all’estero del 22%. Allora sì, è la vetta, solo vento che spazza l’orizzonte.

News
La terza edizione di Open House Milano
News
Lo Spazio Sacro secondo Mario Botta
You may also like
Think Next: la creatività che innova il futuro

Think Next: la creatività che innova il futuro

Un incontro sui trend del cooking nella Svizzera di Franke: ospiti di fama internazionale, idee e creatività per inventare il mondo del food di domani
Milano Photo Week, la seconda edizione

Milano Photo Week, la seconda edizione

Ecco il programma della settimana meneghina dedicata alla fotografia, in programma dal 4 al 10 giugno
Il fascino discreto di Collezione Maramotti

Il fascino discreto di Collezione Maramotti

A Reggio Emilia, all'interno dell'edificio in cui si costruì la storia di Max Mara, sorge la Collezione Maramotti. Un gioiello architettonico che racchiude oltre 200 opere d'arte contemporanea
Nike Flyprint, la scarpa da running stampata in 3D

Nike Flyprint, la scarpa da running stampata in 3D

Non solo ponti ed edifici, la tecnologia 3D si applica anche al mondo delle calzature, dove si raggiungono grandi margini di personalizzazione
La nuova stazione di Matera, firmata Stefano Boeri Architetti

La nuova stazione di Matera, firmata Stefano Boeri Architetti

Verrà ultimata entro maggio del prossimo anno e sarà uno dei motivi di prestigio per la città capitale europea della cultura 2019
Un nuovo inizio per Rubelli

Un nuovo inizio per Rubelli

La storica azienda di tessuti apre le porte del suo nuovo showroom veneziano su progetto degli architetti Leo Schubert e Verdiana Durand de la Penne