Installation view of “Svizzera 240: House Tour” at the Swiss Pavilion at the 16th International Architecture Exhibition - La Biennale di Venezia, - Credits: Photo: Christian Beutler / KEYSTONE
Installation view of “Svizzera 240: House Tour” at the Swiss Pavilion at the 16th International Architecture Exhibition - La Biennale di Venezia, - Credits: Photo: Wilson Wootton © Wilson Wootton, Alessandro Bosshard, Li Tavor, Matthew van der Ploeg und Ani Vihervaara
Installation view of “Svizzera 240: House Tour” at the Swiss Pavilion at the 16th International Architecture Exhibition - La Biennale di Venezia, - Credits: Photo: Christian Beutler / KEYSTONE
Installation view of “Svizzera 240: House Tour” at the Swiss Pavilion at the 16th International Architecture Exhibition - La Biennale di Venezia, - Credits: Photo: Christian Beutler / KEYSTONE
Speciale Biennale

L’abitazione impossibile della Svizzera alla Biennale Architettura

Non una casa ma la “visita di una casa”: è quello che hanno messo in scena i curatori della mostra Svizzera 240 - House Tour del Padiglione Svizzero alla 16. Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia.

L'installazione, realizzata dal team di architetti composto da Alessandro Bosshard, Li Tavor, Matthew van der Ploeg e Ani Vihervaara, nasce da una domanda: come mai le pareti delle nostre case non vengono mai guardate? La risposta è semplice: esattamente come quelle delle gallerie d'arte, non sono progettate per rimanere spoglie.

Da questa constatazione, i curatori hanno avuto l'idea di costruire un labirinto di stanze sovradimensionate e sottodimensionate, tutte rigorosamente vuote, che lancia un giocoso interrogativo sulla struttura degli appartamenti. I visitatori sono invitati a perdersi tra corridoi lillipuziani, ad attraversare porte minuscole oppure enormi, ad arrampicarsi per aprire maniglie troppo alte. Il risultato è un percorso ludico che spinge a riflettere sul concetto di spazio domestico e sulla sua rappresentazione odierna.

Punto di partenza del progetto sono state alcune fotografie tratte da siti internet di alcuni studi di architettura svizzeri. «Svizzera 240:House Tour invita a riconsiderare gli appartamenti vuoti. Vogliamo mostrare ai visitatori un tour che offre una sensibilità architettonica esagerata attraverso la quale ognuno osserva le peculiarità della propria casa dalla prospettiva di un estraneo. Con questo contributo ci auguriamo vivamente di aprire nuovi modi di riflettere sul ruolo che svolge l’involucro interno degli appartamenti nel plasmare la nostra vita e la nostra identità», hanno raccontato i curatori del Padiglione.

Un'idea accolta con grande entusiasmo sia dai visitatori sia dalla giuria della Biennale Architettura, che ha insignito il progetto con il Leone D'Oro: “per una installazione architettonica piacevole e coinvolgente, ma che al contempo affronta le questioni chiave della scala costruttiva nello spazio domestico”, come ha commentato.

Merito dell’installazione è quello di rovesciare il modello classico dell’esposizione architettonica, “costruendo la rappresentazione” anziché rappresentando la costruzione. Il visitatore entra in un’abitazione impossibile diventando lui stesso un soggetto architettonico del tutto nuovo, o come amano definirlo i curatori, “un turista di case” capace di percepire gli spazi attraverso una prospettiva inedita.

Un progetto, quello di Svizzera 240: House Tour, che si allaccia al tema Freespace della Biennale ribadendo la capacità dell'architettura di costruire rappresentazioni che siano in grado di cogliere potenzialità nascoste ovunque, anche nelle condizioni architettoniche più restrittive.