Asplund - Credits: Photo by Alessandra Chemollo
Speciale Biennale

La geometria della spiritualità: Vatican Chapels

Nel 1920, tra i boschi di abeti a sud di Stoccolma, Erik Gunnar Asplund progettava la Cappella nel Bosco, un piccolo edificio in legno che doveva fungere da luogo di pace e raccoglimento all'interno del Cimitero della città. Fu uno dei progetti simbolo del celebre architetto svedese, che con le sue opere cercava di creare “una nuova architettura e una nuova vita”. Oggi, la Cappella nel Bosco è il punto di partenza per Vatican Chapels, il progetto espositivo con cui la Santa Sede ha debuttato alla Mostra Internazionale Architettura della Biennale di Venezia. Curato dallo storico di architettura e direttore della rivista Casabella Francesco del Co, Vatican Chapels è un itinerario espositivo che si snoda nel bosco dell'Isola di San Giorgio Maggiore a Venezia. «Un "Padiglione Nazionale” concepito per non essere un padiglione, quanto, piuttosto, un ambiente connotato dalla presenza di costruzioni distribuite nella natura e libere dalla costitutiva vocazione nostalgica del capriccio o delle follies romantiche», come l'ha definito il suo curatore.

Riprendendo la visione di Asplund, Francesco del Co ha sviluppato il tema del progetto attorno alla cappella intesa come spazio di riflessione e incontro con se stessi, anche laico. Per interpretarlo, ha pensato a dieci architetti che potessero rappresentare l'”universalità” della Chiesa, provenienti dalle più disparate aree del mondo e appartenenti a varie generazioni: Andrew Berman, Francesco Cellini, Javier Corvalán, Ricardo Flores, Eva Prats, Norman Foster, Terunobu Fujimori, Sean Godsell, Carla Juaçaba, Francesco Magnani, Traudy Pelzel, Smiljan Radic ed Eduardo Souto de Moura (vincitore del Leone d'oro per il progetto fotografico Vol de Jour). A loro è stata lasciata carta bianca nel concretizzare la propria idea di cappella, con una sola eccezione: in ognuno dei progetti dovevano essere presenti un altare e un leggio. «Gli architetti hanno lavorato senza alcun riferimento a canoni comunemente riconosciuti, senza poter contare su alcun modello dal punto di vista tipologico e liberi da ogni costrizione funzionale, come dimostra la varietà, solo in apparenza sorprendente, dei progetti da loro elaborati», ha raccontato Francesco Dal Co.

Ne sono nate opere che scompongono il concetto di luogo di preghiera in architetture visionarie. Come quella progettata da Carla Juaçaba, costituita semplicemente da quattro travi di acciaio, oppure quella di Eduardo Souto de Moura, un parallelepipedo in pietra. O ancora: quella di Francesco Cellini, che ha commentato così il suo lavoro: «Questo non è il progetto di una cappella: è una riflessione costruita sul tema, fatta da un architetto rispettoso ma non credente, guidato dall’intuizione che ogni cappella sia già in se stessa un’idea costruita o un simbolo, piuttosto che un edificio veramente destinato a un uso compiutamente rituale». Un progetto che rilancia il tema del profondo legame tra architettura e luoghi di culto, proponendo nuove interpretazioni degli spazi dedicati alla spiritualità.

«La Chiesa è stata da sempre fondamentale per l’architettura» - ha commentato il cardinale Ravasi - «All’interno della stessa contemporaneità, il dialogo con l’architettura è molto più avanzato che non il dialogo con l'arte. Pensiamo a Le Courbusier, a Michelucci, pensiamo ad Alvar Aalto. Lo spazio sacro è sempre stato fondamentale per la città, basti vedere la città tradizionale, che era centrata sul Duomo. Milano ne è un esempio».

Le dieci cappelle compongono un percorso, o meglio un pellegrinaggio, alla scoperta dei molteplici concetti di cappella e di luogo di raccoglimento. Ad aprire l'itinerario è l'undicesimo progetto, che racchiude tutta l'essenza di Vatican Chapels: il Padiglione Asplund, progettato da Francesco Magnani e Traudy Pelzel. Un edificio ispirato al lessico delle tradizionali costruzioni in legno scandinave, le Stavkirken, e che raccoglie i disegni originali della Cappella del Bosco nonché il plastico del progetto.

Francesco Cellini - Credits: Photo by Alessandra Chemollo
Carla Juacaba - Credits: Photo by Alessandra Chemollo
Vatican Chapels - Eduardo Souto de Moura - Credits: Ph. Stefano Bonomelli
Vatican Chapels - Andrew Berman - Credits: Ph. Stefano Bonomelli
Vatican Chapels - Francesco Cellini - Credits: Ph. Stefano Bonomelli
Vatican Chapels - Ricardo Flores, Eva Prats - Credits: Ph. Stefano Bonomelli
Vatican Chapels - Sean Godsell - Credits: Ph. Stefano Bonomelli
Vatican Chapels - Francesco Magnani, Traudy Pelzel - Credits: Ph. Stefano Bonomelli
Vatican Chapels - Terunobu Fujimori - Credits: Ph. Stefano Bonomelli
Vatican Chapels - - Credits: Ph. Stefano Bonomelli
Vatican Chapels - Terunobu Fujimori - Credits: Ph. Stefano Bonomelli
Vatican Chapels - Javier Corvalán - Credits: Ph. Stefano Bonomelli
Vatican Chapels - Norman Foster - Credits: Ph. Stefano Bonomelli
Vatican Chapels - Ricardo Flores, Eva Prats - Credits: Ph. Stefano Bonomelli
Vatican Chapels - Terunobu Fujimori - Credits: Ph. Stefano Bonomelli
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