Credits: Herzog & de Meuron - Fondazione Feltrinelli, Milano © Julien Lanoo
Credits: Herzog & de Meuron - Fondazione Feltrinelli, Milano © Julien Lanoo
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Credits: Herzog & de Meuron - Fondazione Feltrinelli, Milano © Julien Lanoo
Credits: Herzog & de Meuron - Fondazione Feltrinelli, Milano © Julien Lanoo
Credits: Herzog & de Meuron - Fondazione Feltrinelli, Milano © Filippo Romano
Credits: Herzog & de Meuron - Fondazione Feltrinelli, Milano © Julien Lanoo
Speciale Milano

Milano, Fondazione Feltrinelli Porta Volta

Si appresta a celebrare il traguardo del primo anno di attività Feltrinelli Porta Volta, l’edificio che ospita le nuove sedi di Fondazione Giangiacomo Feltrinelli e di Microsoft Italia. Operativo dal 13 dicembre 2016, è stato progettato dallo studio internazionale di architettura Herzog & de Meuron, firma già artefice nel mondo di interventi come la Tate Modern a Londra, il National Stadium di Beijing, per i Giochi Olimpici del 2008, e il nascente Roche Building, a Basilea.

Per la loro prima opera nella città di Milano, Jacques Herzog e Pierre de Meuron si sono misurati con le stratificazioni storiche dell’area di Porta Volta, negli ultimi anni al centro di importanti operazioni a livello architettonico e urbanistico dopo una lunga fase di indefinitezza seguita alla demolizione delle mura spagnole e alle distruzioni belliche. Recependo la richiesta di dare vita a un polo di rilievo internazionale in ambito culturale, il progetto punta a riconnettersi con forza con il tessuto locale e si articola secondo cinque livelli fuori terra.

Almeno due gli aspetti identificativi della sua volumetria, in larga parte vetrata: lo sviluppo marcatamente longitudinale – il fronte su viale Pasubio ha una lunghezza pari a 188 metri – e la volontà di evocare la dimensione archetipa dell’architettura storica milanese. Come esplicitamente dichiarato da Herzog & de Meuron, l’edificio si ispira alle cascine “lunghe e lineari” e all’architettura rurale tradizionale della Lombardia, già elevata allo status di riferimento nell'opera di Aldo Rossi. Non a caso, commentando questa operazione, i due progettisti hanno inoltre sottolineato come l’intera «ridefinizione di Porta Volta sarà intrinsecamente un progetto milanese, riprendendo i temi dell'urbanistica e dell'architettura milanese, che attraverso il corso della storia hanno portato a una serie di edifici emblematici per i quali la città Milano è rinomata».

L’organizzazione e l’aspetto degli interni si differenziano per rispondere alle esigenze dei due soggetti che operano all’interno del complesso. In particolare, la Fondazione Giangiacomo Feltrinelli dispone di spazi che possono essere utilizzati per accogliere convegni, laboratori, mostre, corsi, rassegne cinematografiche e altre iniziative. Nei suoi 2.700 metri quadrati ospita stabilmente una libreria con adiacente caffetteria, una sala polifunzionale, aule per incontri e seminari, un’area riservata agli uffici, e, all’ultimo piano, una scenografica sala lettura; nei sotterranei vengono conservati gli archivi. L’ultimazione del progetto prevede la definizione di una area verde pubblica all’aperto, nella quale saranno predisposti specifici arredi e giochi destinati ai piccoli visitatori, e di una pista ciclabile.

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