Torre Velasca, Milano - Credits: Ph. Stefano Suriano
Torre Velasca, Milano - Credits: Ph. Stefano Suriano
Torre Velasca, Milano - Credits: Ph. Stefano Suriano
Torre Velasca, Milano - Credits: Ph. Stefano Suriano
Torre Velasca, Milano - Credits: Ph. Stefano Suriano
Speciale Milano

Milano, Torre Velasca

La costruzione della Torre Velasca si inserisce nel novero dei processi edificatori di maggiore rilievo del secondo Novecento a Milano e in Lombardia.

Commissionata dalla Società Generale Immobiliare, la struttura si deve al team identificato dalla sigla BBPR, formato dagli architetti Gian Luigi Banfi, Lodovico Barbiano di Belgiojoso, Enrico Peressutti ed Ernesto Nathan Rogers, tutti formatisi presso il Politecnico di Milano.

Il suo distintivo sviluppo verticale, la rende una testimonianza unica nel panorama urbano meneghino, nonché una presenza imprescindibile nella storia dell’architettura italiana del secolo scorso. Nello skyline milanese, infatti, emerge con forza grazie al cosiddetto andamento “a fungo”: la Torre, anziché conservare un’estensione costante nei suoi complessivi 106 metri di altezza, risulta coronata da sette piani aggettanti che sovrastano i restanti diciotto. In altre parole, la sua forma unica e peculiare determina superfici più generose nei piani alti; più contenute risultano quelle nei livelli inferiori. Progettata e costruita nell’arco temporale compreso tra il 1950 e il 1958, presenta una precisa corrispondenza tra l’immagine esterna e le destinazioni funzionali.

Nel coronamento in aggetto, infatti, il progetto prevedeva un uso residenziale, con una serie di appartamenti di diversa taglia, compresi sei duplex; nei diciotto livelli sottostanti a prevalere erano gli uffici, a eccezione del piano terra e del primo piano che ospitavano attività commerciali. All’immediata riconoscibilità dell’edificio contribuisce il ruolo centrale assegnato al reticolo strutturale, con una porzione che emerge con vigore per sostenere la sommità: una scelta progettuale all’origine della definizione “il grattacielo con le bretelle”, conferitagli in seguito all’apertura. Attualmente di proprietà privata, dal 2011 la Torre Velasca è sottoposta a vincolo culturale dalla Soprintendenza per i Beni Culturali per il suo rilievo storico e architettonico.