Davide Pretto
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Iconizer #2: Davide Pretto, esploratore tra architettura, design e fotografia

Bolognese d’adozione, ma vicentino di nascita, Davide Pretto è tante cose insieme. Designer e architetto di formazione, fotografo con la passione per le biciclette, docente presso l’Accademia di Belle Arti di Rimini dove tiene un Corso di Design e Tecniche di Rappresentazione e, infine, instagrammer di successo, meglio noto come @dvdprtto.

Grazie agli studi presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna e alla Facoltà di Architettura degli Studi di Firenze ha acquisito una conoscenza a tutto tondo del “sistema design”, ma la sua personalità sempre in movimento l’ha spinto a lasciare l’Italia per vivere e lavorare nel Regno Unito e negli USA.

La passione per la fotografia, strumento utile a sviluppare la sua capacità di osservazione e composizione, lo ha fatto approdare su Instagram e lo ha portato a creare, assieme a Gionata Smerghetto e altri colleghi, Garage Raw, un’agenzia di marketing e comunicazione specializzata in contenuti per Instagram e gli altri social network.

Descrivi Davide Pretto in due righe e @dvdprtto in tre parole.

Sono una persona che si “nutre” degli altri. Adoro conoscere le persone e cercare di trarre insegnamento da ognuno di loro. Ogni persona, anche nel suo piccolo, è in grado di insegnarmi qualcosa, sempre. Per quel che riguarda la progettazione adoro prendere elementi anche apparentemente distanti fra loro e trovare un filo conduttore per farli diventare qualcos’altro. La mia cifra creativa sta proprio lì, nel mescolare elementi già esistenti. @dvdprtto è un attento osservatore, un entusiasta, un esploratore (in tutti i sensi).

Tu hai una formazione da architetto e designer. Quanto questo influisce sui tuoi scatti?

Ho studiato Belle Arti a Bologna e Architettura a Firenze. La capacità di realizzare un progetto e di rappresentarlo correttamente sono sicuramente elementi che influiscono sulla composizione dell’immagine che dev’essere ordinata, non avere elementi di disturbo, trasmettere una sorta di armonia. Quindi, direi molto.

Le tue foto hanno un sapore particolare. Come lo definiresti?

Hanno qualcosa di malinconico, ma allo stesso tempo mi è stato riferito che riescono a infondere una grande tranquillità. L’idea di poter, in qualche modo, rasserenare le persone attraverso un’immagine mi rende particolarmente felice. Mi piace pensare di poter dare un mio piccolo contributo per distogliere il prossimo dai pensieri che ci assillano tutti i giorni.

Perché hai deciso di comunicare tramite Instagram?

Da appassionato di fotografia avevo un archivio fotografico che stava a prendere polvere. Instagram mi ha dato modo di dare una seconda vita alle immagini di cui ero innamorato. Quando vedo qualcosa capace di meravigliarmi nasce in me un desiderio irrefrenabile di condivisione, di mostrare agli altri la bellezza di un luogo o di un momento.

La cosa più bella che hai fotografato? E quella che vorresti fotografare?

Sono particolarmente innamorato di una foto che ho scattato l’anno scorso a Lanzarote, mentre ero nel traghetto che mi stava portando alla Isla de La Graciosa. Mi son trovato davanti l’isola in tutta la sua verticalità e crudezza: roccia nuda che si stagliava per centinaia di metri sbattuta dalle onde del mare. Ne sono rimasto folgorato. Fra i luoghi che vorrei fotografare al primo posto ci stanno sicuramente le steppe della Mongolia. Sono affascinato dai luoghi aperti e sconfinati che non sono tipici del territorio in cui sono cresciuto, totalmente antropizzato.

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