Michael Gardenia
Icon Design Talks

Iconizer #3: Michael Gardenia, fotografo e appassionato di food

Michael Gardenia è nato e cresciuto in Piemonte nella zona dei laghi, ma ora vive a Milano.

Si è avvicinato alla fotografia sin da piccolo, ma ha iniziato a sperimentare quest’arte alla fine del liceo. Dopo aver scattato in molti contesti alla fine ha deciso di aprire uno studio, Fusillo Lab, dove crea i propri progetti, lavora per brand italiani e internazionali e, soprattutto, ospita amici e creativi.

Il nome che ha dato al suo laboratorio creativo parla di un altro dei suoi grandi amori, il food. A Fusillo Lab ci sono grandi finestre luminose, una cucina e un grande tavolo di legno dove mangiare tutti insieme. Michael adora cucinare mentre ascolta musica e fotografare i piatti che cucina.

Sul suo feed Instagram, @lammaigal, condivide le sue avventure culinarie e i suoi viaggi durante i quali, se può, cerca di incontrare le persone che segue e che sono grande fonte di ispirazione per lui e per le sue immagini.

Raccontaci Michael Gardenia. Chi è e quali sono le sue passioni?

Sono un fotografo e, come tutti i fotografi, guardo con curiosità e ispirazione ogni cosa. Ricerco sempre un qualcosa di più che una fotografia possa raccontare: la storia dietro a una persona, a un piatto o a un paesaggio. Così, cerco di comunicare quello che mi ispira. Questa è la mia passione.

Come scegli cosa condividere?

Prima di tutto mi chiedo se effettivamente un contenuto abbia qualcosa da dire e interessare, dopodiché cerco di capire se sia il momento giusto per farlo, se abbia più rilevanza rispetto ad altri e, soprattutto, se sia in linea con quello che condivido solitamente.

Qual è l’ingrediente segreto delle tue foto? E della tua cucina?

Forse la geometria. Mi piacciono le simmetrie, le linee e le figure semplici. Ma allo stesso tempo mi piacciono anche le cose grezze e che sembrano disordinate, anche se in realtà non lo sono. Penso sia curioso e stimolante cercare di mischiare tra di loro molte cose, ottenendo un risultato di buon gusto.

C’è più lavoro dietro a uno scatto o dietro a un piatto?

Penso che come ogni prodotto artistico o creativo, ci sia un immenso lavoro dietro ad entrambi. È necessario un enorme background sia per scattare una fotografia, che per cucinare un piatto, specialmente se si vuole creare qualcosa di semplice, ma allo stesso tempo autentico. Oltre a contestualizzare e a raccontare nel migliore dei modi, bisogna saper valorizzare ogni "ricetta".

Un locale a Milano dove portare a cena qualcuno di speciale?

Ci sono un sacco di posti che adoro a Milano e di sicuro molti li devo ancora scoprire. Per qualcosa di tradizionale e intimo andrei da U Barba, osteria genovese: adoro il lungo e stretto tavolo in veranda con gli sgabelli, anche in inverno. Per qualcosa di più cool andrei da The Botanical Garden in Isola.

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