Soundscape - Credits: Foto: Akihide Mishima
Milano Design Week

Soundscape, l’installazione sonora di AGC Asahi Glass

L'impressione è quella di immergersi nella natura, ma a restituirne le suggestioni sonore è un particolare tipo di vetro “che suona”. A produrlo è AGC Asahi Glass, che ha sviluppato una nuova tipologia di vetro laminato che consente di riprodurre un suono stabile e pulito in una vasta gamma di frequenze. Durante il Fuorisalone, l'azienda ha presentato Soundscape, un'installazione immersiva realizzata dal giovane architetto giapponese Motosuke Mandai.

Nello spazio di via Ferrante Aporti del distretto Ventura Centrale, ci si addentra in una dimensione onirica: nella penombra si stagliano frammenti di vetro che sembrano librarsi in aria producendo suoni e rumori che ricordano la natura. Sembra quasi la scena di un'esplosione ripresa in slow motion, una deflagrazione lenta e incantata che risucchia nel proprio mondo interiore. Una scena immobile ma effimera, movimentata soltanto dalle sensazioni prodotte dal suono. Abbiamo chiesto a Motosuke Mandai di raccontarci com'è nato il concept dell'installazione.

In cosa consiste l'installazione e dov'è nata l'idea di crearla?

AGC Asashi Glass ha sviluppato un particolare tipo di vetro laminato che riesce a trasmettere il suono in una qualità molto alta, quindi ho realizzato un'istallazione che ne esaltasse la tecnologia creando un paesaggio sonoro d'impatto. L'installazione si compone di 35 frammenti di vetro provenienti da un'unica lastra che vengono sospesi nel tempo, immergendo i visitatori in una dimensione multisensoriale. Tutti i suoni che sentiamo e che sembrano avvolgere il nostro corpo, provengono da questi frammenti di vetro. Dai frammenti posti in alto vengono prodotti i suoni che ricreano il cinguettio gli uccelli, mentre dal basso provengono le suggestioni uditive che ricordano le onde. La tipologia del suono dipende dal posizionamento del vetro, ma sono le vibrazioni a dare impulso al suono.

Il vetro diventa quasi uno strumento musicale...

Di solito il vetro è utilizzato per guardare qualcosa al di fuori da un certo ambiente, qui invece il vetro ha un'altra funzione: quella di far sentire. Con questa installazione abbiamo individuato nuove possibilità espressive per quel materiale effimero, delicato e pieno di bellezza che è il vetro.

È stato difficile lavorare con questo tipo di materiale?

Per me è stata una sfida: da un lato, ho dovuto confrontarmi con la delicatezza del vetro, dall'altro con l'immaterialità del suono, cosa non facile per un architetto. E il suono prodotto da AGC Asahi Glass è imprevedibile, poiché dipende dalle vibrazioni. Non appena abbiamo installato l'allestimento, abbiamo dovuto fare una serie di aggiustamenti in modo da raggiungere il risultato che avevamo in mente.

Questo tipo di installazione si discosta molto dai tuoi precedenti progetti?

Non molto. I miei progetti sono sempre costruiti attorno alle persone: l'architettura è qualcosa che li avvolge e li circonda, ma il mio punto di partenza è sempre l'uomo. Un altro aspetto fondamentale è il rapporto con la natura. Attraverso i miei progetti, cerco sempre di connettere l'uomo con l'ambiente naturale. Lo ritengo il compito principale dell'architettura. Anche in questo progetto, il tema del rapporto tra uomo e natura è centrale: i suoni riprodotti dal vetro lasciano immaginare un paesaggio incontaminato. È uno strumento per riconnetterci all'elemento naturale.

  • Dove: via Ferrante Aporti, fino al 22 aprile
Soundscape - Credits: Foto: Akihide Mishima
Soundscape - Credits: Foto: Akihide Mishima
Soundscape - Credits: Foto: Akihide Mishima
Soundscape - Credits: Foto: Akihide Mishima
L'ingresso in via Ferrante Aporti - Credits: Foto: Akihide Mishima
La stanza del suono - Credits: Foto: Akihide Mishima
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Fukasawa è il designer giapponese che pratica la semplicità. Nelle sue forme equilibrate non esistono eccessi, solo quello che è necessario. In trentotto anni di carriera ha reinventato sedie, divani, mobili, lampade, congegni elettronici, telefoni. Il suo obiettivo? Migliorare con i suoi progetti la vita di tutti i giorni, attraverso un design “giusto”