L'installazione immersiva "Candela", ospitata negli spazi della Triennale di Milano - Credits: Officine Panerai
Il disco è caratterizzato da una superficie in Super-Luminova, che viene colpita da 700 led - Credits: Officine Panerai
L'installazione “Light in the Darkness" dedicata agli orologi Submersible - Credits: Officine Panerai
Milano Design Week

Un’installazione luminosa in Triennale

C'è una cosa che salta subito all'occhio: il modo in cui cattura i visitatori incuriositi. E a vedersi sembra quasi ipnotica. Negli spazi de La Triennale di Milano ha trovato casa in forma permanente Candela, l’installazione immersiva precedentemente ospitata alla Tapestry Gallery del V&A di Londra e realizzata a sei mani dal designer Felix de Pass, dal grafico Michael Montgomery e dal ceramista Ian McIntyre.

«Nel 2014, in occasione del London Design Festival, Officine Panerai ci ha invitato a realizzare un progetto che sviluppasse i concetti di tempo e luminosità», mi racconta Ian McIntyre. Per farlo il trio britannico ha lavorato con il Super-LumiNova, un materiale dalle proprietà di ritenzione luminosa che consente la leggibilità notturna del quadrante. «Di solito il Super-LumiNova viene impiegata su scala molto ridotta», spiega Michael Montgomery. «Dopo aver visitato il laboratorio in Svizzera dove viene prodotta, ci siamo resi conto della dinamicità di questo materiale e del grande potenziale che racchiude».

L’opera mette insieme tecnologie analogiche e digitali, e si compone di un’armatura di 60 elementi uniti a formare un unico quadrante rotante. È collocata in una stanza completamente buia della Triennale, all’interno del percorso Light in the Darkness ideato da Officine Panerai in occasione del Fuorisalone. Anche il nome ha un preciso significato e fa riferimento all’unità di misura dell’intensità luminosa. «Candela è una sorta di grande tela caratterizzata da pigmenti fosforescenti», spiega Felix de Pass. «Il disco ruota lentamente e nel preciso istante in cui passa attraverso la barra luminosa, 700 led programmati ne disegnano la superficie dando origine a diversi pattern».

«Quello che abbiamo cercato di fare con Candela è stato tradurre le caratteristiche innate del materiale, che ora si possono apprezzare e comprendere anche su larga scala», precisa Michael Montgomery. «In particolare il modo in cui assorbe l’energia e il modo in cui la trasferisce agli elettroni, che inizialmente si muovono rapidamente creando un effetto luminoso molto accentuato che nel giro di due minuti si affievolisce pian piano». Incantando piacevolmente, verrebbe da aggiungere.

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