L'installazione Don't Call me Dafne
Milano Design Week

L’albero della vita di Elena Salmistraro per Timberland

Un albero che prende vita quando viene abbracciato, illuminandosi. È questa l'installazione che Elena Salmistraro, vincitrice del Best Emerging Designer Award al Salone del Mobile 2017, ha progettato per il Fuorisalone di Timberland.

Ispirata al logo del brand, l'opera Don't call me... Dafne vuole fare riferimento a madre natura e alla forza generatrice della donna. «Per questa collaborazione con Timberland mi è venuta l'idea di creare un albero della vita che fosse un omaggio alla figura femminile: ho preso il simbolo della quercia, che rappresenta la sacralità ed è il logo dell'azienda, e ho ricalcato la silhouettes femminile. Oggi le donne non hanno più paura di mostrare i loro volti e sogni, per questo ho immaginato una quercia al femminile, una forza della natura che con la sua energia ingloba, protegge e illumina questo cambiamento che stiamo vivendo», racconta la designer.

Dai rami dell'albero immaginato da Elena scendono quattro sedute a forma di ghianda che richiamano il ventre materno. La pavimentazione è composta da superficie riflettente, mentre la palette cromatica riprende quella delle scarpe della collezione donna ss/18, fatta di colori tenui, cipriati e pescati. Un'installazione, Don't call me... Dafneche si inserisce nel contesto della campagna di Timberland Don't call me, che ha l'obiettivo di rompere alcuni dei cliché che ancora troppo spesso colpiscono le donne. Un interesse, quello per l'universo femminile, che Timberland ha voluto esprimere anche attraverso la partecipazione alla Design Week. «Non so se esista un vero e proprio design al femminile. Devo dire però che mi capita spesso di riconoscere quando la designer di un oggetto è donna: forse ha qualcosa di più intenso, di poetico. Nella storia del design, le donne sono riuscite ad affermarsi molto tardi. Sono felice che ora si stia dando spazio alla creatività femminile».

Allestita in piazza XXV aprile, l'opera porta con sé un aspetto emozionale molto forte, tipico della designer: «Le mie opere partono sempre dal disegno. Disegnare mi emoziona, e vorrei che questa emozione si leggesse in quello che faccio. Penso che le mie creazioni riflettano la mia interiorità e la mia personalità. Quando creo sono spontanea, mi piace rendere vivi gli oggetti che creo, colorandoli e impregnandoli di sentimento».

  • Dove: Piazza XXV aprile, fino al 22 aprile
L'installazione Don't Call me Dafne
L'installazione Don't Call me Dafne - Elena Salmistraro
Elena Salmistraro
Elena Salmistraro per Timberland
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