Il piatto "Green City, White Lie" - Credits: Foto: Marco Varoli
Milano Design Week

Cibo, design e fantasia: No Place Like Home

Dopo l'esperimento della scorsa edizione del Fuorisalone, torna anche quest'anno la collaborazione tra il designer Odo Fioravanti e Marco Ambrosino, chef del ristorante 28 Posti. E questa volta, a nascere dalle fantasie dei due creativi è No Place Like Home, menù a nove portate ispirato alla storia de Il Mago di Oz, disponibile sia a pranzo che a cena (previa prenotazione) presso il ristorante 28 Posti durante i giorni del Salone del Mobile (9-14 aprile). Un progetto che fa incontrare cibo e design in un menù visionario, un “viaggio acido” che traduce le vicende di Dorothy Gale in «oggetti da mangiare» «cibo da guardare», come racconta Marco Ambrosino.

Del resto, per capire che non si tratta di un menù come gli altri basta dare un'occhiata ai nomi dei piatti: Dorothy's walk, From O to Z oppure Toto the escapist suggeriscono una palette di sapori non certo ordinari. E a confermarlo è fin da subito la prima portata No place, composta da un raviolo di sedano rapa e fagioli fermentati insieme a una sfera di erbe aromatiche e a un macaron di acciughe. Sapori e suggestioni visive si incontrano stimolando a interagire con il cibo, a volte da mangiare semplicemente con le mani.

Per assaggiare Poisoned, ad esempio, cespuglio di fiori ed erbe spontanee con crumble di malto d'orzo e ceci, bisogna mettersi una mascherina con le lenti caleidoscopiche. Dorothy's walk, invece, invita a "fare la scarpetta" alludendo alle scarpette rosse di Dorothy. Un approccio ludico che si ripete piatto dopo piatto, fino ai dolci. Tutte le portate hanno la forma di piccole sculture adagiate sugli elementi disegnati da Odo Fioravanti, che per l'occasione ha progettato tre supporti per la presentazione delle ricette di Marco Ambrosino. A dare un tratto visivo al progetto è poi un'illustrazione dell'artista Luca Ruali, che anima le tovagliette con uno schizzo che ritrae la protagonista.

Una scelta, quella di trarre ispirazione dal Mago di Oz, che per Odo Fioravanti si rifà «all'idea di racconto multilineare, disposto su layer paralleli che si ritrova nella cucina quanto in questa storia affascinante e inquietante». E l'analogia con il Mago di Oz, Luca Ruali la vede anche nella Milano del Fuorisalone: «In OZ come a Milano, la natura è presente quasi solo come rappresentazione», dice. Durante la Design Week, insomma, siamo tutti un po' Dorothy Gale.

  • Per prenotare: 28 Posti, via Corsico, 1 – Milano, 9-14 aprile 2019, ore 12.30 pranzo - 20.30 cena, [email protected]
Il piatto "No place" - Credits: Foto: Marco Varoli
Credits: Foto: Marco Varoli
Il piatto "Green City, White Lie" - Credits: Foto: Marco Varoli
Odo Fioravanti e Marco Ambrosini - Credits: Foto: Marco Varoli
Uno dei piatti - Credits: Foto: Marco Varoli
L'illustrazione di Luca Rualdi
Uno degli schizzi di Odo Fioravanti
Uno degli schizzi di Odo Fioravanti
Uno degli schizzi di Odo Fioravanti