Uno scatto dell'edizione 2016 di Brera Design District
Milano Design Week

Brera Design District 2017, tutte le novità

Il Salone del Mobile si avvicina e Milano scalda i motori annunciando l’ottava edizione di Brera Design District.

Il distretto meneghino che si estende dalla nuova area di Porta Nuova-Gae Aulenti a via Broletto, da via Legnano fino a via Montenapoleone, seguendo i confini definiti dal DUC Brera (Distretti Urbani del Commercio) propone anche quest’anno un fitto calendario di eventi. Ambasciatori di questa edizione saranno Tony Chambers, direttore di Wallpaper, l’architetto Michele De Lucchi e le designer Arianna Lelli Mami e Chiara Di Pinto di Studiopepe.

Ad animare Brera Design District 2017 è il tema Progettare è un gioco, giocare un progetto, citazione di Bruno Munari che rimanda all’universo progettuale del designer milanese. Nel volume Da cosa nasce cosa scrive: «Bisognerebbe fare anche alcuni giocattoli didattici per adulti, per rimuovere dei preconcetti, per far fare ginnastica alla mente, per liberare energie nascoste».

Quest’anno il premio Lezioni di Design va a Fabio Viola, uno dei più importanti game designer al mondo, nonché coordinatore del corso di alta formazione in Gamification ed Engagement Design per IED Milano.

Dal 4 al 9 aprile, le vie della città saranno popolate dalle firme più rinomate del design italiano e internazionale: Patricia Urquiola, Federico Pepe, David and Nicolas, Bethan Gray, Germans Ermics, Cristina Celestino, Lorenza Bozzoli, Chiara Andreatti, Piero Lissoni, Raw Edges, Miguel Arruda Architetto, Giulio Iacchetti, Davide Fabio Colaci e Mario Scairato, Eley Kishimoto, Faye Toogood, Pedro Paulo Venzon, Philippe Malouin e Oeuffice, Philippe Nigro, Zaven, Matteo Zorzenoni, Zanellato/Bortotto, e Makoto Kawamoto, Studiopepe e Davide Groppi.

Brera Design District 2017, gli appuntamenti da non perdere

Timberland presenta la nuova Boat Shoe con suola dotata di tecnologia SensorFlex. E per farlo collabora con Matteo Cibic, che presenta una reinterpretazione dell’iconica scarpa da barca.

Da non perdere Gea, un'installazione progettata da dotdotdot in collaborazione con Opendot, in scena sul palco di Eataly Smeraldo.

Aldo Rossi e Milano 1955-1995 presso la sede della Fondazione e l’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Milano. Dal 4 al 9 aprile, una mostra che presenta per la prima volta una selezione dei progetti realizzati da Aldo Rossi a Milano insieme agli scritti, ai documenti e alle fotografie che testimoniano il legame dell’architetto con la sua città.


Maestà Tradita, un grande monumento alla donna firmato Gaetano Pesci che trova spazio in via Fiori Chiari, una riflessione sull’abnegazione subita dalla gran parte della popolazione mondiale femminile ancora oggi.


Lo scrigno del cielo, L’architettura in una finestra, un
 progetto di Gambardella Architetti: una torre cava alta sette metri e mezzo ubicata davanti alla statua di Francesco Hayez in Piazzetta Brera. Tra legno e metallo, è un’opera che racconta la cultura millenaria del rapporto tra edificio e finestra, tra interno ed esterno, tra soglia e attraversamento.

CEA celebra il decimo anniversario con STEELANDIA, un omaggio all’acciaio, che nello spazio milanese di CEA si concretizza in un paesaggio fantastico. Si tratta di un'architettura di verghe d’acciaio che, esaltandone la forza e il respiro, mette in scena l’anatomia di un materiale elemento cardine del marchio.

Il progetto INTERSEZIONI aprirà le porte al pubblico degli spazi dello storico Liceo Parini antistanti via San Marco, su una superficie complessiva di oltre mille metri quadrati. Il concept formulato dallo studio di design Lorenzo Longo / De-Signum vedrà la collaborazione della garden designer Barbara Negretti: un percorso alla scoperta di materiali e arredi per esterni.

The Visit, il progetto di Studiopepe al Brera Design Apartment di via Palermo 1, che anticipa il Fuorisalone e apre al pubblico il 31 marzo. Come suggerisce il titolo, focus del progetto è il concetto di visita: «The Visit ha la struttura di un appartamento milanese dei primi dell’Ottocento: un susseguirsi di stanze con ampie finestre, stucchi e parquet a spina di pesce», raccontano Arianna Lelli Mami e Chiara Di Pinto. «Il nostro scopo è stato quello di creare un’esperienza del bello, attraverso stratificazioni stilistiche che raccontano delle storie, parlano di ricerca, di una certa atmosfera milanese, creativa e sofisticata. I maestri del passato dialogano con il design di ricerca».


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