Luce, il tavolo disegnato da Piero Lissoni, Art Director di Lema - Credits: Lema
Luce è caratterizzato da una silhouette essenziale ed elegante - Credits: Lema
Steward, il contenitore in legno progettato dal designer francese Christophe Pillet - Credits: Lema
Steward è caratterizzato da ante a ribalta che nascondono ampi vani e cassetti scorrevoli - Credits: Lema
Graceland, il tavolo rotondo progetto da Christophe Pillet Christophe Pillet - Credits: Lema
Milano Design Week

Lema reinterpreta gli anni Cinquanta e Sessanta

Alessandro Mitola

Lema torna a rappresentare l’eccellenza del made in Italy in occasione del Salone del Mobile 2016, mantenendosi in equilibrio tra sapere artigiano e tecnologie industriali.

L’azienda brianzola, oggi alla sua seconda generazione, presenta sotto la guida artistica di Piero Lissoni una serie di pezzi inediti che incarnano il dna dello stile Lema, tra accoglienza e convivialità, relax e calore.

Ogni elemento d’arredo è segnato da un preciso segno estetico, sapiente reinterpretazione in chiave moderna degli stilemi progettuali tipici degli anni Cinquanta e Sessanta.

Il tavolo Luce si distingue per la sua profonda pulizia formale, tipica del lessico progettuale di Piero Lissoni, che ha incentrato il suo lavoro sulla sottrazione. Volumi e spessori sono ridotti al minimo: il piano in legno e la struttura in alluminio pressofuso conferisco estrema leggerezza al complemento.

Lema conferma il sodalizio creativo con Christophe Pillet che realizzza Steward, un contenitore in legno impreziosito da dettagli in HPL laccato e base in metallo. Si tratta di un cubo essenziale dal sapore retrò, caratterizzato da ante a ribalta che nascondono ampi vani e cassetti scorrevoli al servizio della zona living.

Infine Graceland, un tavolo rotondo, sempre firmato dal designer francese, definito da linee razionali e una struttura in metallo abbinata a un piano proposto in un’elegante finitura Argilla.