A sinistra, foto di Nicolas Polli, sedia Pan, Rosenthal Studio-Linie, 1980. A destra, foto di Calypso Mahieu - sedia Selene, Artemide, 1969
Bath: schizzo di Vico Magistretti, libreria Bath, sistema Broomstick, Alias, 1979 - Credits: Fondazione studio museo Vico Magistretti
Edison: schizzo di Vico Magistretti, tavolo Edison, Cassina, 1985 - Credits: Fondazione studio museo Vico Magistretti
Ekon: schizzo di Vico Magistretti, lampada Ekon, Oluce, 1977 - Credits: Fondazione studio museo Vico Magistretti
Pan: schizzo di Vico Magistretti, sedia Pan, Rosenthal Studio-Linie, 1980 - Credits: Fondazione studio museo Vico Magistretti
Selene: schizzo di Vico Magistretti, sedia Selene, Artemide, 1969 - Credits: Fondazione studio museo Vico Magistretti
Milano Design Week

Cinque fotografi interpretano cinque prodotti di Vico Magistretti

Maxime Guyon, Quentin Lacombe, Calypso Mahieu, Nicolas Polli e Jean-Vincent Simonet. Sono i nomi dei cinque fotografi laureati all’ECAL invitati ad esaminare cinque progetti di Vico Magistretti non più in produzione. Il risultato è la mostra Fuori catalogo organizzata da Fondazione studio museo Vico Magistretti, in scena dal 30 marzo al 22 febbraio 2018. L'esposizione è realizzata in coproduzione con ECAL/Ecole cantonale d’Art de Lausanne e curata da Anniina Koivu, responsabile dei master di Product Design e Art Direction di ECAL, e Francesco Zanot, critico fotografico e curatore di mostre, tra cui quella di inaugurazione dell’Osservatorio Prada a Milano.

Davanti all’obiettivo: una lampada, un tavolo, una libreria e due sedie. Una breve carrellata di oggetti iconici firmati dal maestro milanese attualmente non presenti sul mercato. «Perché abbiamo scelto degli oggetti fuori produzione? Scorrendo oltre 200 progetti sviluppati da Magistretti nel corso della sua carriera, siamo rimasti molto colpiti dal fatto che la maggior parte di loro fossero straordinariamente attuali, a prescindere dal periodo a cui appartenevano», spiega Anniina Koivu.

Il racconto per immagini è eterogeneo e genera un nuovo desiderio nei confronti di ciò che attualmente non può più essere acquistato. Nelle parole di Francesco Zanot: «Questa esposizione è anche una sorta di periscopio sulla fotografia contemporanea e su alcune delle sue tendenze prevalenti. Sono caratterizzate da un surplus di visionarietà, espresso attraverso un peculiare utilizzo delle ombre, dei colori, delle giustapposizioni, delle stratificazioni».

A complemento degli scatti c’è anche una stanza di lettura dove i materiali d’archivio relativi ai cinque oggetti selezionati possono essere consultati all’interno di un libro antologico realizzato ad hoc. In questa sala i visitatori possono addentrarsi nei tesori dell’archivio storico della Fondazione Magistretti.

L’inaugurazione, aperta al pubblico, è in programma martedì 28 marzo alle ore 19.00 in via Conservatorio al numero 20.

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