Composizione domestica, xilografia di Aldo Rossi - Credits: Galleria Antonia Jannone, Fondazione Aldo Rossi
Maastricht, xilografia di Aldo Rossi - Credits: Galleria Antonia Jannone, Fondazione Aldo Rossi
La caffettiera, xilografia di Aldo Rossi - Credits: Galleria Antonia Jannone, Fondazione Aldo Rossi
Teatro del Monzo, xilografia di Aldo Rossi - Credits: Galleria Antonia Jannone, Fondazione Aldo Rossi
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La grafica secondo Aldo Rossi

Alessandro Mitola

Aldo Rossi. Grafica è il titolo della nuova retrospettiva dedicata a uno dei più importanti attori dell’architettura contemporanea.

Per la prima volta in Italia, la Galleria Antonia Jannone di Milano ospita le ultime xilografie eseguite da Aldo Rossi nel 1997, accanto a una serie di preziose incisioni realizzate con la tecnica dell’acquaforte, della puntasecca e dell’acquatinta. 

Opere nate dalla sperimentazione con i processi della fotoincisione e della stampa offset, o con la combinazione di tecniche miste, realizzate dal progettista milanese a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta.

L’esposizione accende un faro sull’inesauribile ricerca condotta da Aldo Rossi nel campo dell’immagine, strettamente legata alla riproduzione seriale, lavorando fianco a fianco con noti incisori come Arduino Cantafora e Giorgio Upiglio a partire dai primi anni Settanta.

E lo fa mettendo in scena subito dopo il Salone del Mobile, per la precisione dal 20 aprile al 14 maggio, oltre venti soggetti che spaziano da Il cimitero di Modena a La fontana di Segrate, i suoi oggetti d’affezione, dalle caffettiere a Le cabine dell’Elba, il suo immaginario poetico e personale, da Il caffè del Mattino a Il leopardino azzurro.