Luca Cipelletti - XYZ Architectonic Furniture Made-to-Measure - Credits: ®blomqvist
News

L’architettura della memoria secondo Luca Cipelletti

Non un cimitero ma un Giardino della Memoria: è quello immaginato dagli artisti francesi Anne e Patrick Poirier e progettato dall'architetto milanese Luca Cipelletti per il comune di Gorgonzola, in provincia di Milano. Un progetto che nasce dall'idea di ripensare il classico concetto di cimitero – generalmente sviluppato attorno alla forma geometrica “fredda” del rettangolo - per rilanciare il concetto di necropoli contemporanea. Non più un luogo di morte gelido e sterile, ma un giardino in cui immergersi nella memoria dei propri cari lasciandosi cullare dai ricordi. A esporre il progetto è la mostra Architectures des Mémoires (fino al 22 aprile) organizzata dallo studio AR.CH.IT di Luca Cipelletti in occasione di Miart e della Design Week milanese in collaborazione con Galleria Fumagalli: una retrospettiva dedicata ai due artisti francesi che si compone di 28 opere e che culmina con il modello del Giardino. Il concetto di memoria – centrale nel lavoro dei coniugi Poirier – intride le opere in esposizione in un percorso che analizza il rapporto dell'uomo con il proprio passato. A raccontarcelo è Luca Cipelletti, a cui abbiamo fatto qualche domanda sulla scelta di collaborare con i due artisti nella realizzazione di una grande utopia. La mostra è accompagnata dalla collezione "non-collezione" di piani di lettura made-to-measure XYZ, che viene lanciata proprio in questa occasione.

Partiamo innanzitutto da una domanda fondamentale: quando è nato il tuo interesse per l'arte?

Tutto è partito ai tempi del Politecnico: mi sono appassionato all'arte e ho incominciato a lavorare a progetti di museografia (tra gli ultimi più importanti, il Museo della Merda in provincia di Piacenza e l'ampliamento del Museo della Scienza e della Tecnica di Milano con il recupero delle ex Cavallerizze). A stimolare ulteriormente la mia curiosità è stato poi Massimo Valsecchi: è lui ad avermi introdotto al dialogo tra arte e architettura. Da lì in poi ho iniziato a confrontarmi con alcuni artisti sviluppando opere in piena collaborazione con loro. L'anno scorso abbiamo ristrutturato questo spazio costruito negli anni '50 ed è venuto naturale chiederci: perché non esponiamo anche delle opere d'arte? La domanda era però un'altra: cosa esporre esattamente? Non sono un gallerista e non mi piace chiamarmi tale, preferisco considerarmi un “facilitatore” dell'intreccio tra arte e architettura. Lo studio di architettura generalmente incuriosisce molto gli artisti, perché li sprona a confrontarsi con la funzionalità.

Qual è stata la prima mostra che hai esposto nel tuo studio?

Quella di David Tremlett, con cui abbiamo realizzato molto progetti insieme. Mi piace che ogni mostra lasci un segno nello studio, per questo ho tenuto una delle sue opere: va a creare una stratificazione e un dialogo con le esposizioni successive. Questa seconda esposizione vede protagonisti Anne e Patrick Poirier: dagli anni '70 lavorano sul tema delle intersezioni tra memoria e architettura. Ci siamo concentrati sulle loro Archtecture du Mémoires: un viaggio nel tempo e nello spazio che fa incontrare le fragilità dell'uomo con la memoria. Per loro, è soltanto attraverso questo incontro che possiamo affrontare il presente e il futuro. È nella memoria che possiamo trovare un modo per andare avanti.

Che corpus di opere avete scelto di mettere in mostra?

Anne si definisce un'artista-architetto, Patrick un archeologo. Il loro lavoro parte negli anni '70 da un'analisi della culla della civiltà, la Mesopotamia. Attraverso fotografie e mappature, le opere in esposizione evidenziano l'incombere della città industriale e la minaccia della distruzione bellica sull'archeologia di questa zona, che è per loro un simbolo della memoria. Il corpo delle opere si compone di monocromi su tela in cui emerge la struttura originaria delle città mentre un vento unidirezionale sembra volerla distruggere. Tra le opere in bianco, spicca una in nero a sottolineare il lutto della distruzione e della cancellazione della memoria. Questi luoghi rappresentano Aleppo, Palmira, città che sono al centro delle ultime vicende di attualità. Oltre ai monocromi, la mostra presenta anche alcune opere fotografiche a video prodotte attraverso tecniche e strumenti che non si utilizzano più: anche qui i due artisti vogliono sottolineare il tema della memoria.

Un tema che trova una sua completa celebrazione nel Giardino della Memoria...

Esattamente. Il progetto nasce da un pensiero: da secoli costruiamo cimiteri freddi e rettangolari, che in un certo senso acuiscono maggiormente la sofferenza e il dolore. Perché quindi non riportare in vita il concetto di necropoli rileggendolo però in chiave contemporanea? Mentre cercavano di rispondere a questa domanda, Anne e Patrick hanno pensato a una planimetria ispirata alla foglia della quercia, un tema che ricorre in varie religioni e che simboleggia lo scambio tra il Cielo e la Terra. L'idea è quella di entrare in un vero e proprio giardino in cui i viali rappresentano le nervature della foglia e in cui l'ingresso è composto da una struttura che si ispira alla forma di una barca rovesciata (un altro tema ricorrente in varie religioni). I viali avranno i nomi delle costellazioni della Via Lattea e la cappella polivalente ospiterà i defunti di qualsiasi confessione religiosa. Sono particolarmente orgoglioso di esporre questa maquette originale che assomiglierà molto alla struttura finale del Giardino. Il progetto è stato pesantemente rivisto dopo che il Comune di Gorgonzola ci ha chiesto di farlo costare la metà, ma siamo comunque riusciti a farlo partire lo stesso. Si tratta del primo progetto di necropoli contemporanea di cui ho notizie: un'opera davvero unica. Sarebbe stato davvero un peccato non riuscire a realizzarlo: entro due anni dovrebbe essere pronta la prima ala del Giardino.

Luca Cipelletti - Anne et Patrick Poirier - Architectures des Mémoires - Credits: ®blomqvist
Luca Cipelletti - Anne et Patrick Poirier - Architectures des Mémoires - Credits: ®blomqvist
Luca Cipelletti - Anne et Patrick Poirier - Architectures des Mémoires - Credits: ®blomqvist
Luca Cipelletti - Anne et Patrick Poirier - Architectures des Mémoires - Credits: ®blomqvist
Luca Cipelletti - Anne et Patrick Poirier - Architectures des Mémoires - Credits: ®blomqvist
Luca Cipelletti - Anne et Patrick Poirier - Architectures des Mémoires - Credits: ®blomqvist
Luca Cipelletti - Anne et Patrick Poirier - Architectures des Mémoires - Credits: ®blomqvist
Luca Cipelletti - Anne et Patrick Poirier - Architectures des Mémoires - Credits: ®blomqvist
News
Icon Design di aprile, tutti i contenuti
Milano Design Week
Il Fuorisalone di NoLo: Alcova
You may also like
Think Next: la creatività che innova il futuro

Think Next: la creatività che innova il futuro

Un incontro sui trend del cooking nella Svizzera di Franke: ospiti di fama internazionale, idee e creatività per inventare il mondo del food di domani
I cinque articoli più letti del 2018

I cinque articoli più letti del 2018

Le nuove aperture tra design, arte e food; le novità in fatto di sedute, lampade e tavoli; le tendenze per l’arredo bagno. Ecco la classifica degli contenuti più letti durante l’anno
Museo Ferrari: raccontare il mito

Museo Ferrari: raccontare il mito

In occasione del 120° anniversario della nascita di Enzo Ferrari, il museo di Maranello presenta due mostre che ripercorrono la storia dell'azienda. Ma non solo: anche un restyling del museo firmato Benedetto Camerana
Flying Nest: l’hotel nomade firmato Ora-ïto

Flying Nest: l’hotel nomade firmato Ora-ïto

Nasce da un’idea del gruppo alberghiero francese AccorHotels, con il progetto del designer francese. Per montarlo basta mezza giornata
Arredare con il legno

Arredare con il legno

Tavoli, tavolini, sedie, sgabelli e molto altro. Da scoprire nel servizio fotografico di Jeremias Morandell con il set design di Martina Lucatelli
Riconsiderare il ruolo dell

Riconsiderare il ruolo dell'arte: Azulik Uh May

Nella giungla della penisola dello Yucatan, è nato uno spazio espositivo la cui architettura è stata modellata attorno agli alberi. Un luogo che invita a ribaltare gli schemi mentali, in tutti i campi