Belice: Il cretto di Burri a Gibellina vecchia - Credits: Urban Reports, Davide Curatola Soprana
Arcipelago Italia - Appennino Tosco-Emiliano: Segheria a Berleta, Forlì - Credits: Urban Reports, Isabella Sassi Farias
Padiglione Danimarca: BLOX - Credits: Foto: Rasmus Hjortshoj
Borghi of Italy: Civita di Bagnoregio - Credits: Foto: Isabella Zambon
Anthropometric Data - Crane Cabin Operator vs Remote Control Operator. - Credits: Drawing by Het Nieuwe Instituut 2017
Padiglione Portogallo: Arquipélago – Centro di Arti Contemporanee , São Miguel (Azzorre) João Mendes Ribeiro e Menos é Mais (Cristina Guedes e Francisco Vieira de Campos) - Credits: Foto: Jose Campos
Padiglione Asplund by ALPI - Santa Sede
Padiglione Svizzera - Svizzera 240: House Tour
Progetto speciale: Robin Hood Gardens - Credits: Courtesy of The Victoria and Albert Museum, London
Chen Haoru_ Pig Barn of the Taiyang O rganic Farming Commune - Credits: © Lu Hengzhong
Speciale Biennale

Biennale Architettura: i padiglioni e le mostre da non perdere

"Una società cresce e progredisce quando gli anziani piantano alberi alla cui ombra sanno che non potranno sedersi", dice un proverbio greco. Parte da una riflessione sullo spirito di generosità insito nell'architettura la 16esima edizione della Biennale di Architettura in onda dal 26 maggio al 25 novembre a Venezia. Ad averne formulato il manifesto, Freespace, sono le due curatrici Yvonne Farrell e Shelley McNamara: «Per noi l'architettura è la traduzione di necessità – nel significato più ampio della parola – in spazio significativo. Nel tentativo di tradurre Freespace in uno dei tanti splendidi linguaggi del mondo, speriamo che possa dischiudere il "dono" che l'invenzione architettonica ha la potenzialità di elargire con ogni progetto».

L'obiettivo è dunque interrogarsi sullo spazio architettonico inteso come luogo dedicato all'equilibrio tra l'individuo e l'ambiente circostante: spazio libero in cui esprimersi e riconnettersi con la natura o il paesaggio urbano. Ruotano attorno a questo concetto i progetti che presentati dai 71 partecipanti di questa edizione. La Mostra, che si articola tra il Padiglione Centrale, i Giardini e l’Arsenale, vede il coinvolgimento di 63 Padiglioni Nazionali di cui sei new entries: Antigua & Barbuda, Arabia Saudita, Guatemala, Libano, Pakistan, e Santa Sede (con un proprio padiglione sull’Isola di San Giorgio Maggiore). Ad affiancare i 71 partecipanti sono due sezioni speciali: la prima, Close Encounter, meetings with remarkable projects, presenta i lavori che nascono da una riflessione su alcuni celebri progetti del passato; la seconda, The Practice of Teaching, verte su alcuni lavori sviluppati nell’ambito dell’insegnamento. Ma la Biennale Architettura non si limita agli spazi dell'Arsenale e dei Giardini, ma si diffonde in tutta la città attraverso dodici mostre collaterali. Il programma è inoltre accompagnato dai Meetings on Architecture, a cura di Farrell e McNamara, una serie di incontri e conversazioni con i protagonisti della manifestazione. Ecco la nostra selezione dei padiglioni e degli eventi collaterali da non perdere.

Padiglione Italia

È l'Italia delle piccole città e dei borghi quella raccontata da Arcipelago Italia, progetto curato da Mario Cucinella per il Padiglione italiano della Biennale. Un'Italia fatta di luoghi densi di storia e di culture differenti, luoghi spesso feriti dal fenomeno dello spopolamento e per questo ignorati dai progettisti. Proprio a questi territori si rivolge Arcipelago Italia, che va a tratteggiare un viaggio alla scoperta di quei luoghi che ripartono proprio dall'architettura: per farlo, sono stati selezionati sei studi di architettura al fine di sviluppare cinque progetti in grado di trovare soluzioni per le problematiche di alcuni luoghi italiani. Protagoniste dei progetti presentati dalla mostra saranno cinque realtà italiane complesse e bisognose di interventi architettonici: Gibellina, Camerino, Ottana, le foreste Casentinesi tra Emilia Romagna e Toscana e Matera con gli scali ferroviari di Ferrandina e Grassano. Sono loro a comporre un tour audio-video dell'Italia e delle sue complessità territoriali, introdotto da un docufilm realizzato da Someone srl e Studio Nicama con il coinvolgimento di Rai Cinema«Vogliamo dar voce a quel ricco e prolifico mondo dell’architettura empatica che si esprime in piccole azioni di miglioramento e di dialogo, capaci di affrontare il rapporto, ovviamente mai completamente risolto, tra la storia, il contemporaneo e il paesaggio. Soltanto cosi il lavoro degli architetti può tornare a un ruolo di responsabilità sociale», ha raccontato Mario Cucinella. Altro obiettivo di Arcipelago Italia è quello di affrontare la tematica del ruolo dell'architettura nella ricostruzione dei luoghi colpiti dal terremoto. Sponsor tecnico del Padiglione Italia è Iris Ceramica Group, leader mondiale nella produzione di gres porcellanato e ceramica tecnica di alta gamma.

Padiglione Olanda

Si chiama WORK, BODY, LEISURE il Padiglione olandese della Biennale Architettura di quest'anno. Ispirato al New Babylon – la città utopistica liberata dalla schiavitù del lavoro ideata dall’architetto e artista olandese Constant Nieuwenhuys (1920-2005) – si interroga sul tema dell'automazione nel lavoro e sulle classiche distinzioni tra lavoro e tempo libero. A curare il progetto, risultato di una open call internazionale lanciata dal Dipartimento di Ricerca dell’Het Nieuwe Instituut di Rotterdam, è Marina Otero Verzier, architetto a capo del dipartimento. Una mostra corale ma anche una ricerca in progress sulle molteplici interazioni tra automazione e architettura, che esplora le ripercussioni delle nuove tecnologie sulla vita lavorativa delle persone. A emergere è una domanda: quali sono gli spazi liberi che nascono da questo contesto?

Padiglione Santa Sede

È uno dei padiglioni più attesi: per questa edizione della Biennale, la Santa Sede fa il suo debutto con Vatican Chapels, padiglione ideato da Francesco dal Co. A ispirarlo è la Cappella nel bosco costruita nel 1920 dal celebre architetto Gunnar Asplund nel Cimitero di Stoccolma “come luogo di orientamento, incontro, meditazione e saluto”. Un esempio di generosità architettonica che si sposa con il tema della Biennale. Nell'ambito di questo tema è stato sviluppato un percorso espositivo composto da in dieci cappelle realizzate da altrettanti architetti invitati a riflettere sul ruolo della cappella oggi. Ad aprire il percorso è il Padiglione Asplund realizzato da ALPI e progettato dagli architetti Francesco Magnani e Traudy Pelzel, che ospita un’esposizione di disegni di Gunnar Asplund, oltre a documenti e plastici legati al progetto. L’architettura dell’edificio riprende il lessico delle tradizionali costruzioni in legno scandinave, le Stavkirken, reinterpretandone i volumi, stili e materiali tipici. Per questo progetto, ALPI ha sviluppato un materiale sperimentale partendo dai legni della collezione Xilo 2.0 utilizzati per rivestire tutte le superfici dell’architettura.

Evento collaterali: BORGHI of ITALY – NO(F)EARTHQUAKE

Promossa dal Concilio Europeo dell’Arte, la mostra ha lo scopo di sensibilizzare sull'urgenza di conservare in sicurezza quei borghi italiani minacciati dal rischio del terremoto. Per farlo, l'esposizione analizza cinque borghi italiani colpiti da eventi sismici a partire dal 1976: Venzone (terremoto in Friuli Venezia Giulia, 1976), San Felice Sul Panaro (terremoto in Emilia Romagna, 2012), Auletta (terremoto in Irpinia, 1980), Amatrice (terremoto in Centro Italia, 2016) e Civita di Bagnoregio (terremoto in Centro Italia, 2016). Ad analizzare le conseguenze del terremoto sono i professori e i ricercatori delle Università Alma Mater di Bologna e Università IUAV di Venezia. Oltre al tema della ricostruzione architettonica, la mostra affronta un altro spinoso argomento: com'è possibile stimolare in modo efficace la ripresa economica di questi territori? La mostra è allestita nella storica sede del Concilio Europeo dell’Arte InParadiso Art Gallery.

Padiglione Danimarca

È interamente dedicato allo sviluppo sostenibile il Padiglione della Danimarca. Protagonista del padiglione è il progetto di BLOX, l'edificio di recente inaugurazione progettato dallo studio di Rem Koolhas, OMA, e realizzato nel porto di Copenhagen. La struttura, che ospita il new Danish Architecture Center, il BLOXHUB e altre entità culturali, è un esempio di Freespace dedicato ai cittadini, uno spazio aperto al pubblico che offrirà attività, laboratori e occasioni di incontro e scambio. Oltre alla presentazione di BLOX attraverso una video-installazione, il Padiglione ospita anche i quattro progetti selezionati dalla curatrice Natalie Mossin: il nuovo hotel sulla spiaggia Svinkløv Badehotel, che sorge sulle ceneri (letteralmente) della vecchia struttura andata in fiamme ed è stato realizzato dallo studio Praksis Arkitekter; il Virgin Hyperloop One, che pone una riflessione sul tema della mobilità ed è stato concepito dallo studio BIG; il progetto Material Based Method K2 sulle potenzialità pluridisciplinari dell'architettura sviluppato da CITA; e l'Albertslund South di Vandkunsten, che ha riconvertito degli edifici già esistenti in strutture sostenibili.

Evento collaterale: Vertical Fabric: density in landscape

Una giungla di grattacieli: Hong Kong si presenta così. A offrire uno sguardo sulla città decisamente inedito è la mostra collaterale Vertical Fabric: density in landscape, che esplora il concetto di Freespace in una città densa di edifici come Hong Kong. A farlo sono i lavori di 100 progettisti invitati a immaginare il loro spazio libero nella città: negli spazi dell'Arsenale sono installate cento torri che ricostruiranno l'immagine verticale della città. Il concetto “orizzontale” dello spazio libero viene sovvertito: e se si sviluppasse, invece, in verticale?

Padiglione Portogallo

Il Padiglione portoghese si intitola Public Without Rhetoric, e il nome dice già tutto. Perché lo spazio libero per eccellenza è quello pubblico, aperto a tutti. Eppure, in Europa, complice la crisi economica, la spesa dedicata agli interventi architettonici pubblici è in netta decrescita. Curata da Nuno Brandão Costa e Sérgio Mah, la mostra consiste in un percorso attraverso 12 progetti pubblici realizzati da architetti portoghesi negli ultimi dieci anni, tra cui l'Arquipélago – Centro di Arti Contemporanee di São Miguel nelle Azzorre, l'Istituto di Innovazione e Ricerca sulla Salute di Porto, la Metropolitana di Napoli, Stazione Municipio, firmata da Álvaro Siza, Eduardo Souto Moura e Tiago Figueiredo, il Teatro Thalia e il Terminal Crociere di Lisbona. Ad affiancare l'esposizione dei progetti è una video-installazione realizzata da quattro artisti contemporanei – André Cepeda, Catarina Mourão, Nuno Cera, Salomé Lamas – che documenta lo stato attuale delle opere e l'esperienza delle persone nell'abitare lo spazio libero.

Padiglione Svizzera

Alla Biennale Architettura di quest'anno, la Svizzera si presenta con Svizzera 240: House Tour e con l'evento collaterale Salon Suisse. Il primo riflette sull'architettura abitativa senza arredi, ponendosi una domanda ironica e provocatoria: le pareti di una casa sono mai state pensate per essere semplicemente guardate? A questo proposito, gli architetti del Padiglione Alessandro Bosshard, Li Tavor, Matthew van der Ploeg e Ani Vihervaara hanno realizzato un'installazione che rovescia il modello classico dell'esposizione architettonica, immergendo i visitatori in un'abitazione impossibile. Gli ambienti interni sono realizzati in scala variabile e poi uniti, formando una sequenza labirintica di prospettive interne. Il risultato è uno spazio che stimola la visione del mondo attraverso nuove prospettive che ribaltano il classico concetto di abitazione. Ad accompagnare il Padiglione è l'evento collaterale Salon Suisse, un invito a viaggiare che riporta in vita l'idea illuministica del "Salone" come luogo di formazione e scambio facendo incontrare filosofi, antropologi, scrittori, musicisti, studiosi e artisti. L'obiettivo del progetto, curato dallo storico dell’architettura Marcel Bächtiger, dal teorico della cultura Tim Kammasch e dall’architetto Stanislas Zimmermann con il sostegno della Salonnière locale Laura Tint, è quello di offrire nuovi sguardi non solo sulle potenzialità dell’architettura nel XXI secolo ma anche sulle interconnessioni tra l'architettura e le altre discipline.

Young Talent Architecture Award

Nato nel 2016 con l'obiettivo di supportare i nuovi talenti dell'architettura, lo Young Talent Architecture Award è un premio internazionale dedicato ai giovani laureati promosso dalla Fondazione Mies van der Rohe e da Creative Europe. La mostra, allestita presso Palazzo Mora, presenta i progetti degli otto finalisti al concorso. I quattro vincitori verranno nominati il 20 settembre 2018.

Padiglione Cina

«La motivazione di questa mostra oltrepassa la xiangchou, termine cinese che si riferisce alla nostalgia per i territori rurali. Torniamo ad esplorare la campagna dove è nata la cultura cinese, per riportare alla luce valori dimenticati e possibilità ignorate. Da li costruiremo la campagna futura», ha raccontato Li Xiangning, curatore del Padiglione cinese della Biennale. Fagocitata dalla feroce industrializzazione degli ultimi decenni, la campagna cinese torna al centro dell'interesse di architetti e artisti per le potenzialità nell'offrire uno stile di vita alternativo. Parte da qui la riflessione della mostra Building a Future Countryside, in un viaggio che ripercorre i progetti che hanno saputo unire modernizzazione e rispetto delle tradizioni rurali, dalla grande distesa di Loess Plateau fino alle città d’acqua al sud del Yangtze e alla rigogliosa pianura situata nel nord-est del Paese. Suddivisa in sei capitoli - le abitazioni poetiche, la produzione locale, le pratiche culturali, il turismo agricolo, la ricostruzione della comunità e l’esplorazione futura - la mostra offre una sorprendente panoramica dei territori meno conosciuti della Cina.

Progetti Speciali

Ad arricchire l'edizione di quest'anno sono due i progetti speciali: il primo, a cura di Yvonne Farrell e Shelley McNamara, avrà come protagonista un'installazione realizzata dagli architetti Sami Rintala e Dagur Eggertsson a Forte Marghera, il secondo, nato dalla collaborazione tra la Biennale e il Victoria and Albert Museum di Londra, è il Progetto Speciale al Padiglione delle Arti Applicate presso le Sale d’Armi dell’Arsenale. Curato da Christopher Turner e Olivia Horsfall Turner, il progetto si interroga sul futuro del social housing partendo dall'esempio delle case popolari Robin Hood Gardens, realizzate nel 1972 da Alison e Peter Smithson nell'East London.

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