Fort Hervé
Ila Bêka & Louise Lemoine Homo Urbanus Rabatius - Rabat 2017 Vidéo - Credits: Courtesy des artistes ©Bêka & Partners, France
Black Square Black Blocs 2017 Sculptures en plastique et acrylique, tirage sur dibond, livre - Credits: Courtesy Frac Centre-Val de Loire ©Blaise Adilon
Etel Adnan Sunny Countryside 2018 Tapestry Courtesy White Cube Gallery © Etel Adnan. - Credits: Photo © White Cube (Ollie Hammick)
DAAR – Alessandro Petti and Sandi Hilal Concrete Tent, NYU Abu Dhabi Campus Art Gallery 2018 - Credits: Courtesy de l’artiste ©DAAR
Bahïa Bencheikh-El-Fegoun et Meriem Achour Bouakkaz H’na Barra (Nous, dehors) 2014 Film - Credits: Courtesy de l’artiste ©Allers-Retours Films
Manthey Kula Archipelago – Architecture from solitude (détail) 2017 Installation - Credits: Courtesy du Frac Centre-Val de Loire ©Manthey Kula. Photo ©Blaise Adilon
Diana Al Hadid Smoke Screen 2015 - Credits: Courtesy Marianna Boesky Gallery ©Diana Al Hadid. Photo ©Joshua White
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Istantanee dal mondo: la Biennale d’Arte di Rabat

Si intitola An Instant before the World la prima edizione della Biennale d'Arte di Rabat in Marocco, in scena fino al 18 dicembre 2019. Ideata e curata dallo storico dell'arte e filosofo Abdelkader Damani, vuole esplorare la pratica artistica dei paesi del sud del mondo prendendo come punto di partenza proprio la capitale marocchina e la sua vivace scena artistica.

Tema principale è il ruolo dell'arte in vari contesti politici e sociali: attraverso le arti visive, la performance, la danza, il video, la urban art e l'architettura, la Biennale analizza la valenza dell'espressione artistica nel campo dell'affermazione dei diritti e dell'identità.

«Ho approfittato di quest'edizione inaugurale per offrire una prospettiva diversa sull'arte. La Biennale di Rabat è un tentativo di di raccontare e di offrire un nuovo sguardo sul mondo proprio dall'estremo occidente africano. È proprio qui che una sera mi è venuto in mente il titolo della Biennale: Un attimo prima del Mondo», ha raccontato Abdelkader Damani.

Cuore della manifestazione è l'International Exhibition, che riunisce i lavori di 63 artiste donne di 27 nazionalità diverse. Tra loro, pittrici e artiste visive come Mona Hatoum, Etel Adnan, Marcia Kure e Ghada Amer; scultrici come Sara Favriau e Ikram Kabbaj, registe e videoartiste tra cui Tala Hadid e Habiba Djahnine, fotografe come Deborah Benzaquen e Mouna Jemal Siala e architetti come la compianta Zaha Hadid, Black Square, Manthey Kula e Maria Mallo.

Il curatore ha poi dato “carte blanche” ad alcuni artisti marocchini - Mohammed El Baz, Narjiss Nejjjar, Faouzia Zouari e Sanae Ghouati – invitandoli a mettere in scena mostre, proiezioni e incontri dedicati all'arte, al cinema e alla letteratura. Grazie alla collaborazione con la National Foundation of Museums, è stata presentata anche una sezione dedicata alla Urban Art. Ad accompagnare il tutto è infine un programma culturale di concerti, dibattiti, seminari, workshop e tanto altro.