Palazzo Forcella de Seta - Credits: Copyright Manifesta - Photo by Cave Studio
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L’estate dell’arte: cinque Biennali in giro per il mondo

Le trasformazioni sociali, geopolitiche e ambientali scuotono in modo profondo le coscienze degli artisti e dei curatori delle manifestazioni d'arte contemporanea. A dimostrarlo sono le Biennali in scena questa estate, che cercano di comporre un ritratto della nostra epoca attraverso lo sguardo di artisti provenienti da tutto il mondo.

Da Palermo fino a Cleveland, si proverà a intercettare gli elementi che scolpiscono il presente per tratteggiare un quadro della situazione sociopolitica attuale. Ognuna delle rassegne selezionate propone prospettive diverse sui fenomeni che attraversano il mondo: ad esempio quella degli artisti dell'area baltica offerta da RIBOCA, la prima biennale di arte contemporanea di Riga, oppure quella di Manifesta 12 a Palermo, che affronta il tema dei flussi migratori esplorando le radici multiculturali della città.

Abbiamo selezionato cinque manifestazione di arte contemporanea da vedere questa estate. Eccole qui di seguito.

Filippo Minelli - Credits: traegerfoto
Erkan Oezgen
Plazzo Forcella De Seta - Credits: Copyright Manifesta - Photo by Cave Studio

Da sempre, Palermo è crocevia di culture, storie e persone. Parte dall'identità storica di Palermo la biennale di arte contemporanea "nomade" Manifesta 12, che quest'anno arriva nel capoluogo siciliano per parlare del significato di "coesistenza" in un'epoca caratterizzata da complessi fenomeni sociali e politici. A tracciare il tema di questa edizione - Il Giardino Planetario. Coltivare la coesistenza - sono i creative mediators Bregtje van der Haak, Andrés Jaque, Ippolito Pestellini Laparelli e Mirjam Varadinis, che hanno preso come punto di partenza l'analisi interdisciplinare Palermo Atlas dello studio OMA per sviluppare il programma di eventi e di attività che fino al 4 novembre animeranno Palemo. Ispirato alle teorie del botanico francese Gilles Clément, che verso la fine degli anni '90 definì il mondo come un “giardino planetario", il programma delle mostre si suddivide in tre sezioni: Garden of Flows, dedicato al rapporto dell'uomo con la natura e il giardinaggio, Out of Control Room, sui flussi migratori, e City on Stage, che porterà progetti artistici nelle periferie della città. La manifestazione coinvolge 50 artisti e 20 location - tra cui l'Orto Botanico, Palazzo Butera, Piazza Magione e Palazzo Forcella de Seta - oltre a offrire decine di eventi collaterali nei nei giardini, nei palazzi e nei luoghi più suggestivi della città.

  • Dove: Palermo, varie location, fino al 4 novembre.

Berlin Biennale for Contemporary Art

Grada Kilomba, ILLUSIONS Vol. II, OEDIPUS, 2018, 2-channel video, color, sound, 32′, Installation view, KW Institute for Contemporary Art, Berlin - Credits: Courtesy Grada Kilomba; Goodman Gallery, Johannesburg/Cape Town, Photo: Timo Ohler
Lubaina Himid, installation view, 10. Berlin Biennale, KW Institute for Contemporary Art, Berlin - Credits: Courtesy Lubaina Himid; Hollybush Gardens, London, photo: Timo Ohler
Dineo Sheshee Bopape, Installation view (detail), 10. Berlin Biennale, KW Institute for Contemporary Art, Berlin, Untitled (Of Occult Instability) [Feelings], 2016–18 - Credits: Courtesy Dineo Seshee Bopape; Jabu Arnell; Lachell Workman; Mo Laudi; Robert Rhee; Sfeir-Semler Gallery, Hamburg/Beirut, photo: Timo Ohler
Curatorial team of the 10th Berlin Biennale for Contemporary Art: Thiago de Paula Souza, Gabi Ngcobo, Nomaduma Rosa Masilela, Yvette Mutumba, Moses Serubiri - Credits: photo: F. Anthea Schaap

Al motto di We don’t need another hero (celebre canzone di Tina Turner), la 10ma edizione della Biennale di Arte Contemporanea di Berlino compone un ritratto incoerente e sfaccettato dei cambiamenti geopolitici di oggi. Un contesto che non ha bisogno né di eroi né di leader, e che si fonda sulle potenzialità trasformative dell'individuo. Ad aver pensato il tema di quest'anno sono cinque curatori provenienti da contesti geografici e sociali diversi, dal Sud Africa fino al Brasile: Gabi Ngcobo, Nomaduma Rosa Masilela, Serubiri Moses, Thiago de Paula Souza e Yvette Mutumba. Sono loro ad aver creato un programma di mostre, eventi e incontri che coinvolge artisti da tutto il mondo articolando una nuova grammatica per affrontare il presente. Una grammatica che esce dai confini europei per esplorare nuove prospettive sul mondo. Quattro le sedi delle mostre: l'Akademie der Künste at Hanseatenweg, il KW Institute for Contemporary Art, il Volksbühne Pavilion, e lo ZK/U – Center for Art and Urbanistics.

  • Dove: Berlino, varie location, fino al 9 settembre 2018

Riga International Biennial of Contemporary Art (RIBOCA)

Maarten Vanden Eynde Pinpointing Progress, 2018 (installation view) Installation, mixed media
 740 × 240 × 930 cm
 New commission for the 1st Riga Biennial - Credits: Courtesy of the artist and Meessen De Clercq Gallery, Brussels - Photo: Andrejs Strokins
Sputnik Photos Lost Territories Archive, 2008-16 / 2018
(detail) Site-specific installation, photographs, torn wallpaper
 Dimensions variable
 New commission for the 1st Riga Biennial - Credits: Courtesy of the artist - Photo: Andrejs Strokins
Mark Dion A Tour of The Dark Museum, 2018 (detail) Site-specific installation, mixed media, flashlights Dimensions variable New commission for the 1st Riga Biennial - Credits: Courtesy of the artist and Waldburger Wouters, Brussels Photo: Andrejs Strokins
Annaïk-Lou Pitteloud Neo-Logos, 2017-18 (detail) Set of four neons in CMYK colours
 - Credits: Courtesy of the artist and Barbara Seiler Gallery, Zürich Photo: Andrejs Strokins

Nasce con l'intento di dare visibilità alla scena artistica baltica la prima biennale di arte contemporanea di Riga, RIBOCA. Curata da Katerina Gregos, ha come titolo Everything Was Forever, Until it Was No More, dall'omonimo testo di Alexei Yurchak. Partendo dalle parole del celebre antropologo e dalle sue considerazioni in merito alle ripercussioni psicologiche del crollo dell'impero sovietico, la biennale vuole compiere una riflessione sulla natura instabile e mutevole della vita. In una società globale dominata dal concetto di cambiamento, il progetto curatoriale si interroga su come si inseriscano quegli artisti nati e cresciuti nel contesto statico dell'ex URSS, considerato come suggerisce il titolo della manifestazione, eterno. Con i suoi 107 artisti (di cui 70% dei provengono da aree baltiche) e 113 opere in mostra, la biennale si snoda in sei location architettoniche d'impatto che ripercorrono la storia della città, dalle strutture in legno tipiche del 19esimo secolo fino alle architetture contemporanee, passando per gli edifici industriali dell'epoca sovietica. Con gli occhi puntati sulla società contemporanea, le opere selezionate lanciano uno sguardo sull'Europa e sulle trasformazioni del concetto di identità, interrogandosi su quali siano gli elementi che compongono il nostro presente. Tra gli artisti più celebri in mostra, Jonas Mekas, Mark Dion, Erik Kessels, Robert Kuśmirowski e Trevor Paglen.

  • Dove: Riga, varie location, fino al 28 ottobre 2018.

Liverpool Biennial

Mohamed Bourouissa, Horse Day (film still), 2014-15 - Credits: Courtesy the artist and Kamel Mennour, Paris/London
Agnes Varda, Ulysse (film still), 1982 - Credits: Courtesy the artist
Aslan Gaisumov, Keicheyuhea (video still), 2017 - Credits: Courtesy the artist
Francis Alÿs, Outskirts of Mosul, 2016 - Credits: Courtesy the artist

È il festival di arte contemporanea più importante del Regno Unito e quest'anno compie 20 anni. Per la sua decima edizione, Liverpool Biennial si cimenta nell'impresa di scattare un'istantanea della Terra attraverso il lavoro di 40 artisti provenienti da 22 nazioni. Partendo da un poema del 1788 dello scrittore tedesco Friedrich Schiller, si interroga sul futuro del mondo chiedendosi: Beautiful world, where are you? Le curatrici Kitty Scott e Sally Tallant hanno invitato gli artisti selezionati - tra cui la celebre regista e fotografa Agnès Varda (che festeggia i suoi 90 anni realizzando il suo primo lavoro negli UK), il video-artista ceceno Aslan Gaisumov, il pittore belga Francis Alÿs e l'artista algerino Mohamed Bourouissa - a mettere in scena la propria visione del mondo attraverso dipinti, sculture, video e fotografie. Il risultato è una mostra diffusa che si estende in edifici pubblici, gallerie e musei invadendo la città.

  • Dove: Liverpool, varie location, dal 14 luglio al 28 ottobre 2018

FRONT International: Cleveland Triennial for Contemporary Art

Gerard Byrne - A late evening in the future (Australian Centre for Contemporary Art, Melbourne) 2016 - Installation view - Credits: photo: Andrew Curtis
Lin Ke - I'm going to use this poem to cook
Kerry James Marshall - School of beauty

Vuole scardinare il classico concetto di festival d'arte contemporanea la Triennale FRONT International di Cleveland, in Ohio. Per due mesi e mezzo, la città vedrà cambiare forma grazie a centinaia di installazioni, interventi site-specific, residenze d'artista e mostre diffuse che coinvolgeranno circa 100 artisti locali, nazionali e internazionali, oltre a numerose istituzione culturali. A loro, la direttrice artistica Michelle Grabner ha chiesto di interpretare l'idea di mostra e performance artistica nel contesto urbano contemporaneo realizzando opere legate alla storia e alla struttura della città. Da qui il nome dell'edizione: An American City. Partendo dall'idea che le città siano popolate da persone diverse provenienti da differenti contesti socioeconomici nonché geografici, le mostre in programma esploreranno le componenti che contribuiscono a rendere uniche le città. Un'iniziativa che suggerisce nuovi modelli di sviluppo urbano e che stimola una riflessione sull'interdipendenza tra la produzione artistica e l'ambiente circostante.

  • Dove: Cleveland, Ohio, dal 14 luglio al 30 settembre 2018
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