Luigi Ghirri, CCCP, - Credits: copyright Eredi Luigi Ghirri
Il Padiglione de l’Esprit Nouveau - Credits: Foto: Giorgio Bianchi
Sfilata giovani designers 1986; Flower party 1986
Daniela Facchinato, Anne Magnuson, Kenny Scharf, Stanley Strychacki, Villa Guastavillani,1980
Massimo Iosa Ghini per WP Lavori in Corso, 1984
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Dilettanti Geniali: a Bologna una mostra sulla scena underground degli anni ’80

C'era una volta a Bologna: fino al 5 gennaio 2020, il Padiglione de l’Esprit Nouveau ospita la mostra Dilettanti Geniali. Sperimentazioni artistiche degli anni Ottanta, un racconto della scena artistica bolognese nel decennio della new wave.

Curata da Lorenza Pignatti e con l’art direction di Alessandro Jumbo Manfredini, compone un ritratto della sperimentazione creativa di quegli anni attraverso una selezione di materiali d’archivio, poster, riviste, vinili, dipinti, disegni e documenti sulla musica, l’arte, il design e il fumetto di quei tempi. Un periodo storico, quello degli anni Ottanta, spesso associato superficialmente all'edonismo estremo e al disimpegno politico, ma che fu in realtà un decennio di profonde trasformazioni sociali e culturali, di esperimenti e contaminazioni artistiche, durante il quale si profilarono nuove discipline e professioni come quelle del videomaker e del graphic designer.

Obiettivo della mostra è quello di mappare la creatività meno conosciuta dei tempi: «I materiali raccolti compongono un atlante ecclettico, che mostra quanto artisti, intellettuali, designer e musicisti siano stati in grado in quel periodo di delineare, dalle rovine e dal fallimento delle ideologie dei decenni precedenti, nuove istanze culturali e di suggerire l’anticipazione del tempo presente. La carica esplosiva e corrosiva di quel decennio non ha perduto la capacità di seduzione, tutt'altro», racconta Lorenza Pignatti.

Tra i protagonisti della mostra ci sono dunque personaggi come Francesca Alinovi, critica d'arte e curatrice che portò a New York la “Italian Wave” e che collaborò con Keith Haring, Rammellzee e Kenny Scharf; il gruppo artistico multimediale Giovanotti Mondani Meccanici; il Movimento Bolidista; il gruppo musicale CCCP Fedeli alla linea; lo scrittore e giornalista Pier Vittorio Tondelli; il gruppo Valvoline; il designer e stilista Massimo Osti, che lavorò con Andrea Pazienza; e la fucina creativa di WP Lavori in corso con la sua collaborazione con Massimo Iosa Ghini. Nell'ambito del costume, invece, la mostra ricorda il percorso di Slam Jam, fondata da Luca Benini nel 1989 a Ferrara e ancora oggi attiva nalla promozione di eventi culturali che connettono moda, musica, arte e clubbing. Uno dopo l'altro, i loro progetti immergono in un racconto affascinante della scena underground bolognese del tempo.

E se la mostra tradisce un certo spirito nostalgico, è al presente che rivolge il suo messaggio: «A livello estetico stiamo assistendo a un ritorno degli anni '80 che non è semplice “Retromania” come afferma il critico musicale Simon Reynolds, quanto la consapevolezza, come scrive invece Mark Fisher, che la condizione del nostro presente sia caratterizzato da un tempo compresso tra l'accelerazione imposta dallo sviluppo tecnologico e l'assenza di un futuro “altro” che era possibile immaginare invece nel secolo precedente. In questo vertiginoso collasso spaziotemporale gli spettri dei “futuri perduti” preannunciati nel Ventesimo secolo animano la contemporaneità e aleggiano nel presente come “fantasmi”», conclude la curatrice.