Gallery View, Failed Seriousness - Credits: Image courtesy of The Metropolitan Museum of Art, BFA.com/Zach Hilty
Gallery View - Credits: Gallery Image courtesy of The Metropolitan Museum of Art, BFA.com/Zach Hilty
Gallery View, Sontagian Camp - Credits: Image courtesy of The Metropolitan Museum of Art, BFA.com/Zach Hilty
Gallery View, Part 2 - Credits: Image courtesy of The Metropolitan Museum of Art, BFA.com/Zach Hilty
Gallery View, Outrageous Aestheticism - Credits: Image courtesy of The Metropolitan Museum of Art, BFA.com/Zach Hilty
Gallery View, Accessories Case - Credits: Image courtesy of The Metropolitan Museum of Art, BFA.com/Zach Hilty
Ensemble, Jeremy Scott (American, born 1975) for House of Moschino (Italian, founded 1983), spring/summer 2018 - Credits: Courtesy of Moschino. Image courtesy of The Metropolitan Museum of Art, Photo © Johnny Dufort, 2019
Ensemble, Bertrand Guyon (French, born 1965) and headpiece by Stephen Jones (British, born 1957) for House of Schiaparelli (French, founded 1927), fall/winter 2018–19 haute couture - Credits: Courtesy of Schiaparelli. Image courtesy of The Metropolitan Museum of Art, Photo © Johnny Dufort, 2019
Dress, Jeremy Scott (American, born 1975) for House of Moschino (Italian, founded 1983), spring/summer 2017 - Credits: Courtesy of Moschino. Image courtesy of The Metropolitan Museum of Art, Photo © Johnny Dufort, 2019
Wedding Ensemble, Alejandro Gómez Palomo (Spanish, born 1992) for Palomo Spain (Spanish, founded 2015), spring/summer 2018 - Credits: Courtesy of Palomo Spain. Image courtesy of The Metropolitan Museum of Art, Photo © Johnny Dufort, 2019
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Tra ironia e teatralità: l’estetica Camp al Met di New York

«Lo scopo del Camp è detronizzare la serietà. Il Camp è giocoso, anti-serio. Più precisamente, il Camp comporta un nuovo, più complesso, rapporto con il "serio". Si può essere seri sulle cose frivoli e frivoli sulle cose serie. Il Camp non deride chi riesce ad essere seriamente drammatico. Quello che fa è trovare il successo nei fallimenti appassionati».

Così Susan Sontag, nel suo saggio Notes on Camp del 1964, tratteggiava la definizione di Camp. Una filosofia di vita, quasi, un particolare tipo di sensibilità che fa dell'ironia e del kitch le proprie bandiere. «È l'amore per l'innaturale: per l'artificiale e l'esagerazione», recitava Sontag. Un concetto esplorato successivamente da scrittori, critici, pensatori. E, non di meno, da stilisti e designer.

Proprio da qui parte la mostra Camp: Notes on Fashion del Metropolitan Museum di New York, in scena fino all'8 settembre 2019. Inaugurata con il tradizionale Met Gala organizzato dal The Costume Institute Benefit – quest'anno più esagerato che mai - la mostra indaga le sfaccettture della sensibilità Camp nella moda presentando 250 oggetti tra cui abiti femminili e maschili, sculture, dipinti e disegni. Partendo dal XVII secolo con gli abiti di Versailles, Camp: Notes on Fashion ripercorre l'estetica Camp raccontando frammenti di storia, come la vita nelle corti reali di Luigi XIV e Luigi XV o la nascita delle sottoculture queer nel XX secolo.

Organizzata grazie al supporto di Gucci, la mostra include le creazioni di Virgil Abloh, Giorgio Armani, Jean-Charles de Castelbajac, Christian Dior, John Galliano, Demna Gvasalia, Karl Lagerfeld, Stella McCartney, Alexander McQueen, Alessandro Michele, Franco Moschino, Gianni Versace, Vivienne Westwood e molti altri.